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JobLibrary /“Avanti tutta”: dopo “Adesso basta”Simone Perotti , ex manager velista saggista guru di chi ha deciso di cambiare lavoro e vita, indica la rotta.

Avanti_tutta
Senza paura di cambiare. Facile da scrivere. Credibile se chi scrive l'ha fatto, però. Al suo secondo libro, Simone Perotti ci apre la cassetta degli attrezzi per costruirsi una vita diversa, con meno. Si comincia dal profondo di sè, si continua con l'insalata, smettendo di comprare quella lavata, ma con convinzione. Da addict della mista in busta,  impugnando il lavaverdure rifletterò. Anche "sulla follia delle aziende e l'inerzia dei lavoratori".. .cito Fabrizio che cita Perotti. E sull'ultima paura, fresca come l'insalata, messa in circolo ieri: la migrazione biblica dall'Africa via Libia…
 di Fabrizio Buratto.- Dall’uscita di “Adesso basta” si è fatto un gran parlare di downshifting, dello “scalare la marcia” per vivere guadagnando e consumando di meno. Simone Perotti si dice preoccupato del successo di il suo primo libro, perché “in questa epoca qualsiasi cosa si produca in termini di idee, viene identificata come moda quindi costretta all’autodistruzione, visto che le mode sono passeggere”. Molto meno lo preoccupa il successo commerciale, che anzi gli consente di mettere un po’ di fieno in cascina e di mantenere a 800 euro il costo mensile della sua vita, “anche se si può scendere ancora”, sostiene durante la presentazione milanese di “Avanti tutta”, edito da Chiarelettere.
Il sottotitolo di “Avanti tutta” recita “Contro la follia delle aziende e l’inerzia dei lavoratori”. La follia delle aziende, secondo Perotti che ne conosce bene il funzionamento per averne fatto parte, consiste nel continuare a comportarsi come dieci anni fa, ovvero nello sperperare risorse finanziarie e umane. Ad esempio pagando viaggi di lavoro per lo più inutili e retribuendo dirigenti fallimentari come calciatori. Stiamo parlando dei piani alti, che fino a quando l’azienda non fallisce si mettono in tasca un bel gruzzolo, ma “chi ha 30, 35 anni, fra 10 anni si troverà nella stessa posizione”, sostiene Perotti. Sono i trentenni che vanno verso i quaranta i principali lettori di “Adesso basta”, loro a potersi ancora domandare: “qual è la mission delle mia vita?” e  provare a cambiare. Ad esempio evitando di comprare l’insalata già lavata, che costa undici volte di più rispetto alla pianta di insalata.
“La rivoluzione deve cominciare da ben più lontano, deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha”. Non sono parole di Perotti, sono parole scritte nel 1962 da Luciano Bianciardi ne “La vita agra”, citata nelle prime pagine di “Avanti tutta”, che in copertina riporta lo strillo: “Manifesto per una rivolta individuale”. Niente di violento; per attuare la rivolta individuale Perotti propone un’“Agenzia di scollocamento”, che aiuti le persone – “in interiore homine” –, ad abbandonare la nave ormai alla deriva e remare ciascuno con la sua scialuppa. Verso altri lidi, non per forza al di fuori delle coste italiche.
“Nel nostro Paese vi sono  posti bellissimi quasi disabitati, dove le case te le tirano dietro. Ne ho vista una l’altro giorno a Pontremoli, in mezzo a un prato sconfinato, non lontana dall’autostrada: 26.000 euro, solo da ristrutturare un po’. Invece ce ne stiamo tutti pigiati in città”, si scalda Perotti che ha lasciato Milano per la Val di Vara, in provincia di La Spezia. Cosa tiene, dunque, i lavoratori attaccati a un lavoro che spesso non sopportano, in città caotiche e inquinate dove il costo della vita è altissimo? La paura. Nel suo blog, Simone Perotti disegna una virtuale “mappa delle paure” .  Eccone alcune. “La paura della solitudine”: “se cambio resto solo. Faccio già fatica così a incontrare gli altri…  se divento diverso da tutti sono un emarginato”. “La paura dell’anonimato”: “se non lavoro, chi sono? Perdo il mio ruolo, non conto più niente.” “La paura travestita da politica”: “bisogna restare nel Sistema per combattere dall’interno. Mollare è da irresponsabili, è una fuga nel privato”. “La paura travestita da altruismo”: “cosa lasceremmo alle generazioni che seguiranno se ci occupiamo solo di vivere noi, adesso, senza pensare al futuro?”

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