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Job Management / Chi può leggere il certificato di malattia di Steve Jobs ?

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di Luigi Ballerini.-Le aziende hanno il dovere di dare informazioni sulla salute dei loro CEO? E’ il dibattito pubblico che la temporanea, quanto indefinita, uscita di scena di Steve Jobs sta suscitando nel mondo corporate e non solo. Il Wall Street Journal ne ha ampiamente discusso in un articolo   in cui ribalta la questione: gli investitori vogliono avere il diritto di essere informati sullo stato di salute dei capi supremi.
Steve Jobs, già stato assente per sei mesi in seguito a un trapianto di pancreas (peraltro non annunciato prima), ha inviato un’asciutta lettera  ai suoi dipendenti ,in cui dichiara che il consiglio di amministrazione gli ha accordato un periodo di malattia per concentrarsi sulla sua salute.
“Nel frattempo, io e la mia famiglia, apprezzeremo molto il vostro rispetto per la privacy”.
E’ abitudine delle aziende non rivelare le condizioni di salute dei loro CEO fino a che non raggiungono uno stadio critico e proprio a questo livello scattano le polemiche: gli investitori pretendono di sapere di più e precocemente, compreso un dettagliato succession plan, un piano di successione nel caso accada il peggio.
In realtà tale dibattito apre una questione specifica: chi è Steve Jobs? La lettera del Steve Jobs-CEO possiede i toni confidenziali che ci aspettiamo dallo Steve Jobs-uomo: io amo Apple, rispettate la mia privacy, fino alla firma “Steve” e basta. Si è creata una (inevitabile?) sovrapposizione di piani che genera confusione. Da una parte la malattia  – davanti alla quale si china la testa turbati – e il bisogno di protezione per le cure, dall’altra le esigenze della finanza, azionisti e dollari da non mandare in fumo.
In questo caso il problema è reso ancora più acuto dall’identificazione dell’uomo con la sua azienda, fino a renderli un tutt’uno. Per questo il dibattito così com’è non tiene. Steve Jobs è Steve Jobs, non un CEO qualsiasi. Sarà allora da riservargli un trattamento speciale? Vedremo come la penseranno gli investitori chiamati ad esprimersi proprio su questo punto il 23 Febbraio, data del primo annual meeting Apple. Vedremo se riuscirà l’uomo a spuntarla sulla funzione, dalle parti di Cupertino.
 Non verranno pubblicati i commenti off topic (fuori tema..) e gli attacchi personali a chi scrive e a chi commenta
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  • Miles |

    pur ponendo l’essere umano prima di tutto, spingo la valutazione oltre. Un piccolo azionista che vuole investire i suoi sudati risparmi e lo fa direttamente vuole conoscere l’azienda che finanzia. Una apple con mr. Jobs non è una apple senza mr. Jobs. Nel momento in cui si chiede la fiducia a qualcuno bisogna essere disposti ad offrirla. Spinosa la situazione, ma da affrontare senza schemi preconcetti.

  • angelina |

    la penso come te, giudirel, e sono certa che le persone “comuni”, a differenza di chi vive con i dollari al posto delle pupille, si limitano a provare il semplice, ma profondo dispiacere nel sapere un grande uomo combatte la più grande di tutte le grandi battaglie. Come scrive Ballerini, Jobs non è un CEO qualsiasi e ha saputo farsi apprezzare per le sue doti umane, oltre che per la genialità

  • giudirel |

    Credo che il rispetto per l’uomo che si trova ad affrontare le malattia e la paura della morte sia un interesse più grande delle tasche degli azionisti. Però forse è un’opinione ingenua.

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