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GlobTalk / Milano, via Torino: cercasi commessa cinese, che parli anche italiano

 

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di Emma Lupano.- Il cartello è comparso lunedì scorso, in bella mostra nella vetrina di via Torino 19 a Milano. «Energie cerca ragazza cinese per questo negozio», dice l’annuncio, essenziale. Meglio se giovane (visto il marchio), con una buona padronanza dell’italiano e, soprattutto, una conoscenza perfetta del mandarino.
Già, perché i turisti cinesi, in centro a Milano, sono in aumento e comincia a diventare importante avere commessi in grado di parlare la lingua. «Qui in pieno centro la clientela ormai non è più solo milanese – spiega il responsabile del negozio di via Torino, Chaoul Marcheria -.  Ci sono molti russi, sudamericani e cinesi, e a noi piace l’idea di comunicare meglio con la clientela, mettendola a proprio agio parlando la loro lingua. Tra i nostri assistenti alla vendita ci sono già persone che sanno il russo e lo spagnolo. Solo il cinese ci manca, con questo annuncio vorremmo chiudere il cerchio».
I saldi dunque non c’entrano. «Era da un po’ che ci pensavamo. Non si tratta di una esigenza legata al periodo degli sconti: i turisti cinesi vengono in tutte le stagioni ed è da un paio di anni che hanno cominciato a muovere il mercato in modo considerevole». E così, ecco l’idea del cartello in vetrina: «Invece di usare gli annunci sui giornali abbiamo deciso di affrontare direttamente la strada, ci sembrava un metodo più immediato».
Le prime candidature sono già arrivate, la persona adatta, però, «ancora non l’abbiamo trovata. Ci siamo resi conto che il cinese è una lingua complicata: c’è il cinese mandarino e c’è il cantonese, ma a noi serve il cinese ufficiale», spiega Marcheria. Niente dialetti insomma, la commessa dei sogni deve parlare un putonghua cristallino.
E gli italiani? Esclusi, anche se parlano un ottimo cinese? «Stiamo scoprendo che sapere bene il cinese è molto difficile, abbiamo provato con alcuni italiani che dicevano di parlarlo, ma non erano realmente in grado di comunicare. Comunque, non ci precludiamo la possibilità di assumere una persona italiana. Tuttavia, avere un volto cinese sarebbe il top. Lo vediamo con il caso del russo: in negozio abbiamo una ragazza russa e i clienti che arrivano da Mosca e dall’Europa dell’est sono contenti di trovare una persona delle proprie parti».
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  • Luca |

    Non è illecito un annuncio di lavoro che discrimina in base alla nazionalità? Generalmente si può trovare “madrelingua cinese”, ma non “cinese”…

  • rosanna santonocito |

    chiamasi giornalismo: registrare la realtà, intuire un fenomeno, raccontarlo. Chi lo fa su un blog, chi in prima pagina. Senza aspettare il comunicato stampa per fare il copia&incolla, comunque…grazie Marta!

  • marta |

    oggi su La Repubblica dalla prima pagina ” Il Grand Tour dei turisti cinesi, ‘Il Bel Paese ci trascura’ “. sono loro i maggiori clienti dei viaggi in occidente.
    Tutto torna…

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