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JobCoach / Open for renovation: l’ anno di lavoro comincia bene se partiamo da un last minute

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Sarà che sono rimasta legata al ritmo della scuola ma per me , come per tanti del resto, il vero inizio dell'anno – lavorativo ed esistenziale – è la ripresa di settembre.  Non il primo gennaio. Per questo ho affidato al saggio Ballerini il post di inizio d'anno. E lui, come sempre del resto, ha trovato un pensiero non banale per dare l'avvio al 2011 JobTalkiano.
Intanto, buon anno: ho l'impressione che nei prossimi 12 mesi  il materiale per scrivere proprio non  mancherà, a un blog che racconta il lavoro.  E nemmeno  nei dieci anni  a venire. Leggete cosa dice questo post  di un blogger americano, retwittato da Raquel75 : 
"A decade is a terrible thing to waste.The 21st century was transitional.  We need the second to be transformational.  Together we can co-create the future of education, health care, energy, and entrepreneurship.  Let’s start by putting up an “open for renovation” sign as we welcome 2011 and the start of an exciting new decade". E noi ci proviamo.  A cominciare dal last minute… 
di Luigi Ballerini.- Con l’anno nuovo arrivano sempre anche i buoni  propositi. Uno interessante lo troviamo sull’Harward Business Review: l’invito a una sorta di esame di coscienza quotidiano, definito anche “il modo migliore per usare gli ultimi cinque minuti della giornata”..
Il coach Peter Bregman ci ricorda come sia difficile non solo cambiare, quanto renderci conto della necessità di un cambiamento. Distratti come siamo dalle nostre timeline sempre troppo strette e dalle agende troppo fitte spesso manchiamo di accorgerci di cosa hanno bisogno le persone che lavorano per noi e con noi e soprattutto dei nostri errori quotidiani. E’ da questo scarso livello  di autocoscienza che nasce poi il rischio di ripetere gli stessi errori anche in situazioni diverse, persino in luoghi diversi. Non è infatti infrequente che ci ritroviamo impantanati nelle stesse sabbie mobili nonostante la condizione esterna sia effettivamente cambiata. E ciò accade perché occorre cambiare noi, prima della circostanza.
L’invito è semplice e suona quasi antico. Prendersi cinque minuti prima di abbandonare il luogo di lavoro e porsi una serie di domande:
- Come è andata oggi? Che successi ho ottenuto? Che battaglie ho vinto?
- Cosa ho imparato di me oggi? E degli altri? Cosa penso che farò nello stesso modo o diversamente domani?
- Con chi ho avuto a che fare oggi? Devo aggiornare qualcuno? O dare un feedback?
Sembra banale, ma questa pratica può fare la differenza per noi e per gli altri evitando che le giornate si susseguano senza domande sul nostro operare.
Visto che però c’è da augurarsi che non viviamo di solo lavoro aggiungerei un consiglio. Gli ultimi veri cinque minuti della nostra giornata, quelli giusto prima di addormentarci, usiamoli davvero per ripensare alla nostra vita in toto. Ricordiamoci di coloro cui dobbiamo chiedere scusa, di chi ci ha fatto star bene e soprattutto di chi dobbiamo ringraziare.
Non possiamo dare sempre tutto per scontato e lasciar scorrere la vita da sola. Forse abbiamo qualcosa da imparare anche noi dal mitico vecchio Maestro Oogway di Kung Fu Panda – il film Dreamworks: ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono… per questo si chiama presente!


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  • bruno contigiani |

    Cara Santonocito, apprezzo sempre il suo modo disinibito di parlare da queste colonne. Bell’inizio davvero, se si comincia così, bell’inizio per lei.
    “Mollare, non mollare? Spaghetti non spaghetti…” La passione conta in tutto e quando si vuole cambiare bisogna farlo con passione, ricordando però che “quella cosa” come la facciamo noi non la sa fare nessuno
    Grazie per questo regalo post natalizio.
    Bruno Contigiani

  • angelina |

    a differenza di Ugo, la cui opinione è comunque degna del massimo rispetto, io non diffido, ma mi affido proprio agli “auto”: è sorprendente quanto possiamo imparare fermandoci un poco ogni giorno per porci domande su noi stessi e sul nostro modo di muoverci nel mondo. Non per “aut”ismo, ma per provare il piacere sempre nuovo di cambiare, evolverci e, forse, fare meglio… Buon anno a tutti anche se in ritardo (causa malanni di stagione!) e grazie a Rosanna che è sempre un’ottima padrona di casa

  • rosanna |

    positivo come al solito, Max. Tu e anche il tuo capo. Crescere le persone con cui lavori è una scommessa sul futuro, la migliore. Persino se, come capita qualche volta, i collaboratori “crescendi” sono recalcitranti perchè sono i primi,loro, a non credere nè nel presente nè nel futuro. Il sarcasmo invece non è un grande investimento. Non fa simpatia e rovina la digestione

  • Max |

    per tornare in tema con la fine di un anno, invece che di una giornata, ad un “induction course” aziendale il capo dei servizi di consulenza al cliente ci disse che la domanda che lui poneva a ciascuno dei suoi sottoposti quando “si tiravano le somme” per l’anno precedente era…
    “how many people did you grow last year ?”…
    Buon anno a tutti !

  • ugo |

    di solito diffido di ciò che è “auto” (autocoscienza, autocritica ecc ecc). pensare a chi ci ha fatto star bene o a chi dobbiamo chiedee scusa è un ottimo test se c’è qualcuno nella nostra vita.
    Solo un consiglio tecnico: cinque minuti prima di dormire di solito già “dormo”; si può provare al mattino in macchina o dopo la mensa

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