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DirtyJob / Wikileaks e il business delle denunce anonime: lavoratori imbufaliti di tutto il mondo, ecco perchè Assange è il vostro santo patrono.. 1a parte

Assange
Il turbine Wikileaks dimostra che cosa può succedere per opera di un impiegato "infedele" perchè imbufalito, che trafuga i dati  riservati e li salva facile facile su CdRom..Godetevi la lectio a puntate di Umberto Rapetto…
 di Umberto Rapetto. – Colonnello Comandante del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche GdF.- Il patrono degli incazzati finalmente ha un nome. Julian Paul. E purtroppo per molti, ha anche un cognome. Assange.
E, almeno per il momento, è l’unico Patrono in vita.
Lui e la sua confraternita di vendicatori online hanno tenuto fede alla parola data e parecchie persone – ottenuto il miracolo tanto pregato quanto insperato – sono pronte a recapitare l’immancabile ex-voto per …grazia ricevuta.
Quella di Wikileaks è una storia lunga che quelli che cercano di affrontare o semplicemente ne parlano conoscono troppo poco per venirne a capo o anche solo comprenderla.
Chi è inciampato in qualche mio articolo su Nòva 24, può darsi che ricordi quello pubblicato il 28 febbraio 2008 – intitolato “L’inedita rinascita di WikiLeaks” e il cui occhiello era un emblematico “IL BUSINESS DELLE DENUNCE ANONIME” (chi se lo fosse perso ne trova traccia sul mio disordinato  web – che dimostra che le radici del misfatto sono lontane.
L’alba della giornataccia che stiamo vivendo è all’inizio del 2006, quando un gruppo di dissidenti – in prevalenza cinesi – ed altri personaggi del mondo della ricerca e dell’informazione decidono di attivare un sodalizio per offrire un’opportunità di rivincita agli incazzati distribuiti sulla superficie planetaria.
Siete in lite con il vostro datore di lavoro? Odiate l’organizzazione di appartenenza? Volete giustizia ma non avete fiducia nei sistemi legali per far valere i propri diritti? Avete qualche pezzo di carta che può rovinare il vostro nemico?” è stato l’appello affisso in Rete su un sito che non ha tardato a vedersi recapitare ogni sorta di documento in formato elettronico dagli interlocutori più disparati.
File davvero “calienti” sono stati risucchiati dai sistemi informatici di organizzazioni governative ed imprenditoriali e poi inoltrati a chi – come si è dimostrato – avrebbe fatto di tutto per darne spaventosa risonanza.
La questione merita di essere approfondita, senza fretta. Addirittura inserendo quelle pause che contribuiscono ad incrementare la suspence.
E prima dei titoli di coda, una domanda a chi si avvale di dipendenti o collaboratori. Siete sicuri di conoscere chi lavora con voi? Siete certi di potervi fidare? Non mi si risponda che l’impiegato in posizione chiave “per me è come un figlio”. Oltre duemila anni fa Caio (non un …Tizio qualunque) Giulio Cesare aveva preso una cantonata del genere…- SEGUE –
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  • Ruggero Po |

    Elementare Watson. E dire che si stanno dannando a dare la caccia a Assange, inventandogli accuse cui nessuno crede, invece di combatterlo con la sua stessa tecnica: confondere le acque, mettere in circolo, caricare su WL milioni di notizie false di modo che alla fine risulteranno tali anche quelle vere. J. Assange mi sembra un personaggio creato da Steig Larson paro-paro. Un’altra imprendibile Liz Salander che, agli occhi del pubblico, contrariamente a Bin Laden, diventerà un eroe.

  • Michele P. |

    Ci sono stati altri casi simili, forse non tanto pubblicizzati, parlo di piccole “denunce” anche a livello comunale, regionale o nazionale come se ne sentono ogni giorno dai vari notiziari; casi che si occupavano di personaggi noti ma non a livello mondiale puntualmente insabbiati non approfonditi, anche perchè ogni notizia ha un suo prezzo un pò come per tutte le persone.
    Ci sarà mai una verità?????

  • Vittorio B. |

    L’unica soluzione è condurre una vita, privata e lavorativa, esemplare; in questo modo nessuno dovrebbe avere paura di chi, una volta riuscito ad intrufolarsi nel nostro privato, riesca anche ad aprire il nostro “armadio” perchè lo troverebbe senza quello scheletro che si aspettava di vedere.
    Mi rendo conto che questa sia utopia.

  • Angelo |

    Più che d’un impiegato o comunque di un lavoratore “imbufalito” (che ha comportamenti da bufalo!), a me sembra l’opera di un fine artigiano: visto il “taglia e cuci” finale! Vorrei altresì aggiungere che il primo fraticidio (…Caino, non un fratello qualsiasi!), di biblica memoria, è ancora da dimostrare…

  • Max |

    Davvero piacevole! A quando la seconda puntata?

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