Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

GlobTalk/ Immigrazione d’élite : l’italiano non è diffidente con l’ingegnere polacco, lo dice il Cnr

…il dato di fatto però è che lo spreco dei cervelli nel nostro Paese non guarda il passaporto:  sia gli stranieri migranti che gli italiani, se laureati e qualificati,  hanno abbassato insieme le aspettative professionali per adeguarsi all'offerta corrente….
di Loredana Oliva.  I migranti dell’Europa dell’Est siano i benvenuti, purché istruiti e capaci di raggiungere le professioni intellettuali. Questo il risultato dell’indagine sull'inserimento lavorativo delle immigrazioni qualificate dall'Est europeo, dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR (Irpps-Cnr )  che svolge studi sulle skilled migrations. Riguardo all’immigrato che possiede un’alta qualifica, una laurea,  l’atteggiamento degli italiani è nettamente più favorevole, oltre il 93%  ha risposto che un laureato esteuropeo debba potere esercitare la propria professione in ogni paese dell’Ue, l’87% ritiene che debba essere pagato quanto gli italiani.
Lo studio è stato realizzato attraverso in un’indagine telefonica sulla percezione della popolazione italiana riguardo agli immigrati qualificati, su un campione di 1.500 adulti ripartiti per genere, classi d'età e aree geografiche. “Il 30% degli intervistati considera positivo il ruolo svolto dagli immigrati per alcuni settori della nostra economia e il 26% lo ritiene tale anche per la nostra cultura, mentre il 23,7% dichiara che genera insicurezza e il 15,4 teme che aumenti la disoccupazione – spiega la curatrice dell’indagine, Maria Carolina Brandi – solo il 9,8% ritiene che l’immigrazione costituisca un grave problema".
Dai dati Istat risulta che i cittadini dei paesi dell’Est Europeo che lavorano in Italia, hanno tassi di istruzione abbastanza alti: tra gli immigrati polacchi i laureati sono il 12%, tra quelli romeni l’8%, tra quelli albanesi il 6% e tra gli ucraini ben il 22%. Tra i laureati polacchi occupati in Italia la percentuale di chi svolge professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione è pari al 15,1% , e tra quelli romeni  solo al 4,1%. Invece, l’8,3% dei cittadini polacchi laureati e il 13,2% di quelli romeni svolge attività non qualificate.
Sembra che l'italiano percepisca il laureato dell’Est in una condizione di stima e fiducia se  si trova nella condizione sociale di chi cerca un lavoro qualificato. Se invece occupa per necessità una fascia del  mercato del lavoro più bassa, non è più riconosciuto come appartenente all’emigrazione di élite. All’immigrato dell’Est laureato, che riesce a collocarsi in un ruolo che lo renda riconoscibile come ‘intellettuale’ gli italiani concedono piena fiducia.
Il polacco laureato in ingegneria che costruisce l’impianto elettrico della mia casa, ha perso tutto l’allure del laureato, e difficilmente potrà utilizzare il suo titolo di studio, perché è, di fatto, un elettricista. E che dire dell’italiano laureato in filosofia che lavora al call center? Tra connazionali insomma si chiude un occhio. La stessa indagine  ammette che vista la situazione economica, c’è un gravissimo problema di spreco di cervelli, in Italia,  dei laureati dell’Est.
In tempi in cui gli italiani più istruiti stanno lasciando l’Italia, e chi resta rinuncia ai propri obiettivi professionali,  migranti e italiani laureati e qualificati  hanno abbassato insieme le proprie aspettative professionali. Sarebbe più utile che si concedessero reciproca fiducia, in un mercato del lavoro che dovrebbe dare accesso alle professioni intellettuali, secondo le qualifiche di ognuno, applicando i criteri del merito e delle competenze.
Non verranno pubblicati commenti off topic (fuori tema..)  
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB