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Flessibili o precari? / Sorpresa: adesso la Cgil parla come i Millennials

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Della campagna di guerrilla marketing con gli annunci paradossali (ma mica troppo: basta far un giro nei blog per trovare reperti dalla piccola bottega degli orrori del recruiting…) parlava da una settimana tutta la Rete, e si facevano varie ipotesi su chi fosse il mandante-comittente  dei GiovaniNonPiùDispostiATutto…lo ammetto, credevo che dietro ci fosse Arnald, e gliel'ho anche chiesto su Facebook. "No, no.." mi ha risposto lui.  Niente scherzi, niente provocazioni situazioniste, stavolta. Il sindacato prova a cambiare linguaggio e a parlare blogghese  per avvicinarsi ai Millennials? Secondo me è un buonissimo segno..
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Fabrizio Buratto.- Nella prima settimana di novembre Pasquino è tornato ad aggirarsi come un fantasma per le vie di Roma. Dal giorno alla notte – ai soliti manifesti pubblicitari, ai vendesi e affittasi, agli annunci di “eventi” di cui la capitale è perennemente tappezzata –, si sono aggiunti dei “cerca giovani” troppo schietti per esser veri: “Azienda leader nel largo consumo cerca neolaureate bella presenza disposte a farsi consumare.” Ma il ritorno delle pasquinate, nel XXI secolo non poteva limitarsi ai muri di Roma, così anche i muri elettronici della rete si sono tappezzati, di link in link, delle medesime scritte  cui, d’un tratto, si è aggiunta “Giovani NON + disposti a tutto”.           

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Ben presto, attraverso le tracce elettroniche, si è capito che Pasquino ha preso la tessera della Cgil e che, probabilmente, trattasi di una Pasquina, considerato come la campagna “Giovani NON + disposti a tuttoabbia visto la luce con la nomina a Segretaria Generale della Cgil di Susanna Camusso, mentre la Responsabile delle Politiche Giovanili Cgil risponde al nome di Ilaria Lani. 
Alcune delle “proposte”   (sarebbe stato meglio chiamarle “richieste”) stilate da “i giovani della Cgil” in vista della manifestazione romana del 27 novembre in piazza San Giovanni, sono sacrosante: “Mai più senza contratto collettivo. I contratti a termine devono costare di più. Estensione di indennità di disoccupazione a tutti i giovani e precari. Affitti più bassi per studenti e giovani lavoratori”.



Ma, ammesso che vi sia la volontà politica di prestar loro ascolto, la situazione economica in cui ci troviamo, renderebbe possibile l’attuazione di tali proposte? Si tratta di diritti, certo; però neppure i diritti sono immutabili. Anzi, vanno continuamente ricontrattati al modificarsi delle dinamiche socio-economiche. Inoltre, sarà difficile ottenere contratti collettivi per tutti, visto il proliferare dei nuovi lavori, almeno stando alla retorica del “se il lavoro non c’è, bisogna inventarselo”. E ancora: basterà che pochi “crumiri” si “arrendano senza condizioni”, come faceva Fantozzi al cospetto del megadirettore, per fregare tutti gli altri. E chi non ha biscotti da mangiare, è facile che accetti l’inaccettabile rispetto a chi, oltre ai crumiri, si può permettere anche l’aperitivo. Comunque l’unione fa la forza. Vero. Perché, come si legge sul sito di “Non +”   da soli non ci si salva. Ed il precario è posto in uno stato di perenne solitudine.
“Sei solo davanti ad un annuncio di lavoro degradante.
Sei solo quando ricevi la solita risposta al tuo curriculum.
Sei solo quando ti vogliono convincere che stai facendo uno stage altamente formativo.
Sei solo davanti al datore di lavoro quando firmi l’ennesimo contratto truffa.
Sei solo quando ti comunicano che sei stato bravo ma purtroppo non servi più e il tuo contratto non sarà rinnovato.
Sei solo quando l’INPS ti spiega che non avrai alcuna indennità di disoccupazione.
Sei solo quando paghi un affitto in nero per una casa indecente.”
Solitudine è sinonimo di impotenza e di depressione. “Ognuno per sé, come in un naufragio”, metteva in calce al suo “Santa Precaria”  Raffaella Ferrè.
“Giovani NON + disposti a tutto”.  Ma stavolta siatelo per davvero. Perché questa è la prima – e probabilmente – l’ultima occasione, in Italia, che i milleuristi hanno per non ritrovarsi giovani non + e basta.

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La solitudine del precario 
 

  • alice |

    non ho nessuna prevenzione verso il lavoro flessibile se non quella che a lavoro flessibile non dovrebbe corrispondere uno stipendio inferiore, anche di molto, a quello stabile. Infatti il vero problema è che non siamo quasi mai in presenza di lavori flessibili, bensì precari.

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