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SudNord / C’è chi trova lavoro (anche) al Sud: Randstad fa l’elenco dei profili più richiesti

Dall'occhio "sudista" di JobTalk uno sguardo incoraggiante per chi è portatore di competenze. Non capita tanto spesso, ultimamente…
di Claretta Muci.-  
Se vi trovate al Sud e notate che la commessa del negozio in cui fate shopping è scorbutica, avvilita, acida, prima di pensare che sia poco professionale domandatevi: quanto guadagna? Potrebbe essere una di quelle che ho conosciuto io, che per otto ore al giorno (se bastano, e se non bastano gli straordinari non sono contemplati), portano a casa a fine mese 450 euro. Magari in nero. Prendere o lasciare. E lasciare vuol dire disoccupazione totale.
Pensando alla situazione della nostra commessa, i dati raccolti da Randstad, sono un’iniezione di speranza e suggeriscono una strada percorribile ai tanti giovani in cerca di impego.
La multinazionale olandese, il secondo player globale nel settore risorse umane, ha stilato una classifica delle figure professionali più ricercate nel Meridione: ai primi posti agenti di vendita, professionisti della Finanza e dell’Amministrazione, operai specializzati.
Seguono a ruota gli operatori di call center e assistenza clienti (soprattutto se parlano lingue straniere), periti e ingegneri del comparto tecnico e, infine, professionisti appartenenti alle categorie protette.
Focus Sud Italia, che riporta la classifica dei lavori più richiesti, si riferisce ai primi mesi del 2010 e offre un quadro dei settori più vivaci del sistema produttivo meridionale. Si può essere ottimisti? Sì, secondo Marco Ceresa, AD di Randstad Italia: «Sia pure con ritardo rispetto alle imprese del Nord-Est e considerando l’attuale scenario di incertezza economico-politica, anche al Sud ci sono segnali di ripresa. Il lavoro c’è un po’ ovunque, in realtà, ma è importante capire quello che richiede il mercato per adeguarsi ed essere flessibili».
In pratica la partita occupazione nel meridione si gioca sulle competenze: «E’ proprio così», conferma Ceresa. «Come si vede dalla nostra graduatoria, è sempre più richiesto un certo livello di specializzazione e a noi agenzie per il lavoro viene spesso delegata anche la formazione, sulla quale le aziende investono poco. Mi ha colpito molto il racconto di un ragazzo di Napoli che ha lavorato in nero per 14 anni presso un elettrauto. Si è rivolto a noi per cercare un lavoro fisso e poter finalmente creare una famiglia; dopo un corso di formazione, siamo riusciti a inserirlo in un’azienda di cablaggio elettrico. E’ solo un esempio di quanto sia importante acquisire delle competenze precise».

Domani-a-Mezzogiorno_Gianni-Pittella

Chissà se il, sia pur minimo, trend positivo arriverà mai ad arginare la fuga in massa verso il Nord per cercare lavoro: sono 700 mila i meridionali emigrati al Nord tra ill 1997 e il 2008. E’ come se fossero andati via tutti gli abitanti della Basilicata, secondo quanto riportato da uno studio, pubblicato qualche mese fa (Domani a mezzogiorno, AAVV, a cura di Gianni Pittella, Guida Editore), in cui si fa il punto sul “problema Meridionale” con analisi storiche e socio-economiche. «Ma in molti casi», osserva Marco Ceresa, «si tratta di emigrazione temporanea, persone che si trasferiscono al Nord o all’estero per qualche anno, per poi tornare con una cultura del lavoro diversa, più ancora che con competenze diverse».
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