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Flessibili o precari?/Giochi da tavolo: per mettersi nei panni dello stagista bisogna “farsi il mazzo”. Di carte…

Figurine
Non si scherza con il lavoro che non c’è ,  e anche meno c’è da divertirsi con la  precarietà .  Ma nel clima giocoso italiano  dove si può dire quel che si vuole, tanto alla fine è una battuta di spirito, JobTalk si adegua: Marta ha scovato in rete questo gioco da tavolo dove, come nella vita, bisogna sapersi giocare bene le proprie carte. E’ francese, c’è lo zampino di Génération Précaire…Che dire : stagisti e non, buon divertimento..
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di Marta Abbà.-

Sogni di essere un giovane precario alla conquista di un posto di lavoro? Grazie a “Tous Jeutables”, iniziativa dell’associazione PrécaCorp, con un solo mazzo di carte potrai vivere sulla tua pelle tutte le emozioni del caso, partita dopo partita, assaporando l’ebbrezza del rischio di disoccupazione e sognando una firma e un carnet di ticket restaurant per arrivare a fine mese. Esplicito remake dell’americano “Corporation”  di Matthew Baldwin, Tous Jeutables è un gioco da tavola definito dagli autori stessi militante e satirico ed è nato dalla collaborazione tra il movimento Génération Précaire e le edizioni Contrevents .
Scaricando gratuitamente il materiale dal loro sito, solo chi ha l’”età legale per lo sfruttamento in zone civilizzate” può partecipare mettendo in atto la propria strategia per conquistare il maggior numero di “punti lavoro” e aggiudicarsi così quel contratto a tempo indeterminato tanto sognato fin dai tempi dell’università. “Rigorosamente a tempo determinato”, invece, sono le partite, della durata massima di 20 minuti, non più di 6 sono gli aspiranti ammessi a sgomitare per un unico posto di lavoro e le regole, scritte in maniera farsesca, risultano semplici e facili da memorizzare. In Tous Jeutables funziona così: coloro che giocano la stessa carta all’interno di un turno diventano alleati e quando tutti e soli i membri di una “corporation” giocano la stessa carta guadagnano punti, altrimenti ne conquista chi si è votato all’egoismo e all’arrivismo.
Tutto sta nel sapersi giocare le proprie carte scegliendo di volta in volta se fidarsi della forza del gruppo oppure proseguire da soli, costretti a guardarsi continuamente alle spalle ad ogni angolo di corridoio svoltato.

Turno dopo turno “La tentazione di unirsi ad una ‘corporation’ già essitente è grande ma, se lo fate, sarete immediatamente mal visti dai giocatori che, proprio a causa della vostra intrusione, non guadagneranno punti – aggiunge poi l’autore – E’ evidente che più è grande la corporazione più è potente ma diventa anche più sensibile ai tradimenti e alle dinamiche in corso”.
Solo al raggiungimento del punteggio stabilito per l’assunzione viene nominato il vincitore, intestatario del contratto in palio, nel frattempo “Naturalmente, è permesso chiacchierare – precisano le istruzioni – Anzi, è proprio questo lo scopo del gioco, è invece proibito parlare a voce bassa e negoziare di nascosto dagli altri giocatori accordandosi a gesti”.
Patrocinato e finanziato dal “Ministero dello Sfruttamento, del Caos Sociale e della Speculazione Immobiliare”, Tous Jeutables è una scanzonata e mai quanto vera simulazione della condizione di precariato in cui molti giovani e meno giovani quotidianamente si trovano.

Impugnando le carte che strappano un sorriso mostrando con un tratto da parodia i momenti salienti della vita d’ufficio, è difficile non immedesimarsi nelle dinamiche di ufficio, ed è così che viene offerta una interessante palestra per cimentarsi nelle astiose logiche d’azienda se non l’occasione per sdrammatizzare una realtà da contrastare, anche utilizzando l’arma dell’ironia: perché no?