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GlobTalk / Domani finisce il Ramadan: a Milano 1.500 imprese sono al lavoro (anche per i milanesi) come a Natale

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Cene in famiglia e con gli amici, tavolate, auguri, negozi addobbati e aperti fuori orario, dolci, regali e giocattoli per i bambini. Come a Natale? Un po' si. Chi visita un paese musulmano in questo periodo (come è capitato a me l'anno scorso in Siria e Giordania) scopre il lato festoso del Ramadan e viene invitato a servirsi di shwarma e baqlavà. I milanesi (almeno quelli che non hanno paura delle moschee e dei nuovi vicini) se ne sono accorti a km zero e a questo punto partecipano. Alla festa o anche al business. Consumista è  una parola fuorviante, ma una ricaduta economica e lavorativa del Ramadan c'è.Tanto è vero che la solerte Camera di Commercio ha fatto i conti insieme ad Antonella, arabista di JobTalk…(la foto è tratta dal blog Crossmode)
di Antonella Appiano – L’‘Id-al-fitr,  la giornata che chiude il Ramadan, il mese del digiuno per i fedeli di religione islamica,  ha inizio domani, venerdì 10  settembre. I festeggiamenti proseguono per tre giorni, e a Milano, le 1.500 ditte con titolari musulmani, stanno  lavorando a pieno ritmo. "In città, i piccoli imprenditori che arrivano da Paesi a maggioranza islamica, sono circa 11mila, fra soci d’impresa e i titolari di ditte individuali” racconta Marco Accornero, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano. Un numero- che sale a 16 mila se si comprende la provincia- rappresenta  nel settore del commercio, circa un terzo degli stranieri. In testa gli egiziani (5.667), seguiti dai marocchini (1.205) e dai bengalesi (963).  La crescita più elevata in un anno è  stata quella degli iracheni con +17,4%”.
 Producono e commerciano pane e dolci (28 imprese in città, 48 con la provincia), sono titolari di ristoranti (249 nel comune, 475 con la provincia) e macellerie (41 a Milano, 66 con la provincia), vendono alimentari (101 ambulanti nel comune, 147 con la provincia) e gestiscono bar (85 a Milano e 118 in provincia).
Per gli esercizi commerciali, il Ramadan è un periodo di super lavoro, che raggiunge il culmine nei giorni dei festeggiamenti, quando nelle famiglie e vicino ai luoghi di culto, diventano protagoniste le tavole imbandite: “cous cous”,” shwarma”, “Kebab”, e tanti dolci tipici arabi, come i “baqlava” e i “qatqyf”.
Nel capoluogo lombardo infatti, come in tutta l’Italia, sono i musulmani ad avere in mano il business dei
Halal-prodotti
prodotti “halal” e cioè dei generi alimentari, farmaceutici e cosmetici preparati in conformità alle leggi coraniche. Un mercato importante se si pensa che nel comune di Milano, secondo le stime Ismu (Fondazione Iniziative e Studi per la Multietnicità) i musulmani sono circa 65mila.  Coinvolti soprattutto i negozi alimentari “halal”, le pasticcerie, le macellerie islamiche. Ma per l’‘Id-al-fitr, aumentano anche le vendite e i giochi da regalare ai bambini e di oggetti tradizionali, per esempio, le lampade in ferro battuto e vetri colorati. “Si è creata una nicchia di mercato- aggiunge Marco Accornero- perché chi è lontano dalla madrepatria, preferisce comprare qualcosa che arriva dal Paese di origine”.
Intanto cresce l’interesse dei milanesi per la Ricorrenza musulmana. Per esempio il 7% degli imprenditori locali partecipa ai festeggiamenti mentre quasi l’8% ritiene necessaria la nascita di centri d’aggregazione tra cittadini italiani e stranieri.  Qualche esempio per fortuna c’è.  A Gallarate, grazie alla decisione del parroco di Arnate, per il Ramadan e l' ‘Id-al-fitr, è stato allestito un tendone nel vecchio oratorio, proprio con l’obiettivo di favorire l’incontro fra culture e religioni diverse. 

 

  • Antonella Appiano |

    @claudia.Per i dati che ti interessano, puoi consultare on line la Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità)www.ismu.org
    http://www.ismu.org/ISMU_new/index.php
    Antonella Appiano

  • silvana benedetti |

    Anche a Torino, dove abito, si capta l’atmosfera di festa della fine del Ramadan. La positività dei dati e,soprattutto il basarci su situazioni concrete,ci aiutano a capire meglio comportamenti e modalità di vita diverse dalle nostre. Peraltro se ci soffermiamo sulle “differenze” constatiamo che ci sono ovunque e non solo nei “territori vasti” quali gli Stati o le Regioni, ma anche in microcosmi come lo stesso nucleo familiare. Evviva la diversità che ci aiuta ad allargare il nostro orizzonte spirituale e materiale.
    grazie a Rosanna e ad Antonella che ci propongono sempre argomenti fuori dai luoghi comuni.
    Silvana

  • Claudia Fabi |

    Giusto. Allora me lo fate avere voi questo dato, per favore? Voi di Jobtalk, Antonella :-)Grazie. Claudia

  • rosanna santonocito |

    @claudia ..questo è il Sole 24 Ore , bellezza! mi viene da rispondere bogartianamente. O anche ..questo è Jobtalk, bellezza.. 🙂
    @maria ..nel continente neroooo, paraponziponzipo’..alle falde del kilimangiaroooo..ecc ecc..che ha inventato tanti balli il più famoso è l’hally gally..: se le non-notizie imperano,anche sul web, non è difficile distinguersi…
    @fabrizio: vero! la non conoscenza è un grave peccato che non ha scusanti nel mondo globale. La conoscenza invece passa anche per un baklavà gustato a parigi o dietro casa. Grazie @ tutti!

  • Maria Mattei |

    Mi piacciono le notizie sui paesi stranieri e sulle altre culture. Mai in chiave diversa da quella turistica o politica (su quanti Paesi del Medio oriente o africani, veniamo informati solo se scoppia ua guerra o una calamità?).Su jobtalk le trovo. E’da un po’ che vi ho scoperti e che seguo.Continuate così, vi prego. Non solo guerre e catastrofi ma notizie di vita quotidiana. Grazie Maria Mattei

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