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Recruiting creativo : 500 euro se porti in azienda un amico, succede alle ferrovie del Belgio

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Parlavamo di profili introvabili ieri, questo fatto succede in Belgio. Non è il primo caso storico di recruitment per cooptazione, o talent scouting retribuito ai dipendenti. Ma è astuta la trovata di corresponsabilizzare il segnalatore, pagando il gettone in due rate, con il saldo a periodo di prova superato.. altrimenti, le SNC diventerebbero in poco tempo  un'azienda di cugini con il cv come variabile indipendente, anzi di "mio cuggino" come dicono Elio&Le Storie Tese. E se questa è la canzone, in regime di concorrenza o monopolio, qui o là, non credo cambierebbe un granchè… 
di Fabrizio Buratto.- I 38.000 dipendenti del Gruppo SNCB  (le ferrovie belghe),  dal primo settembre 2010 al 30 giugno 2011 potranno incrementare le loro entrate di 500 euro lordi “raccomandando” alla propria azienda un amico, un parente o conoscente, a condizione che la persona proposta –  mediante CV – venga assunta e superi il periodo di prova. Da quando la notizia è apparsa, qualche giorno fa, su La Soir e altri giornali belgi. E' facile
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immaginare un gran squillare di telefoni dalle Fiandre alle Ardenne: “Ti va di lavorare con me in ferrovia?” “Tuo nipote è ancora disoccupato?” “Ti ho trovato un  lavoro!”
SNCB, dove entro 10 anni il 50% andrà inpensione del personale, è la prima azienda pubblica ad utilizzare questa forma di recruiting per cooptazione, già sperimentata nel privato, ad esempio da Cisco e dalla banca d’affari Fortis. Ai sindacati della CSC-Transcom  l’iniziativa non piace: “La direzione farebbe meglio a versare il premio di 500 euro a coloro che vuole assumere. Sono loro che vanno motivati”, commenta Dominique Dalne, responsabile nazionale CSC per le ferrovie. Sotto il profilo etico, sempre meglio che vincere il lavoro per estrazione, come può accadere facendo la spesa in alcuni supermercati  italiani. Occorre anche considerare che i 500 euro verranno erogati in due rate da 250 euro: la prima al momento dell’effettiva assunzione della persona segnalata, e la seconda  se il cooptato sarà ancora presente alla fine del suo periodo di prova.
Ma quali sono queste figure tanto difficili da reperire nell’epoca del recruiting 2.0? Elettro-meccanici, addetti alla manutenzione dei binari, ingegneri, project managers, analisti funzionali e progettisti di software. Secondo Dominique Dalne, “se la SNCB offrisse salari più attraenti in rapporto alla concorrenza privata, non avrebbe problemi a reperire tali profili.”
Già, la concorrenza privata, questa sconosciuta in Italia. Nel settore ferroviario e non solo. Che succederà nel settembre 2011 quando NTV correrà con i suoi 25 treni sugli stessi binari delle Ferrovie dello Stato? Se le FS dovessero offrire 500 euro ai loro dipendenti per il recruiting di amici e parenti, rischieremmo di vedere intere famiglie fare su e giù per l’Italia, ma non come pendolari.  
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  • Fabrizio Buratto |

    Gentile Cristiano,
    concordo con te: spesso in Italia non viene considerato il valore della “risorsa umana”, che rimane “risorsa” e basta, finchè serve. Aggiungo che la “raccomandazione” italiana, a differenza dei casi da te citati, non si basa sul merito, ma sull’amicizia e la conoscenza. Questo non accade certo nelle multinazionali, ma le PMI sono piene di figli o figli di, cognate e cognati, e spesso falliscono proprio per questo motivo. Per non parlare della cooptazione universitaria, di notai, farmacisti, avvocati. Insomma, la lista sarebbe lunga. Se vuoi approfondire, ti rimando al libro “L’onorata società” http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2010/01/diari-lonorata-societ%C3%A0-un-libro-amaro-perch%C3%A8-ritrae-litalia-proprio-com%C3%A8.html

  • Cristiano |

    Lavoro per una società americana a Barcelona. Qui è la routine.
    Anche nell’azienda spagnola dove lavora la mia ragazza danno un contributo a chi “presenta” un amico per una posizione aperta.
    Questo mi ha fatto pensare: quando lavoravo in Italia, “raccomandare” un amico era un favore all’amico. La prestazione lavorativa, forse, viene ancora percepita come una concessione da parte dell’azienda all’impiegato. Un favore insomma: non viene considerato il valore aggiunto che la “risorsa umana” porta.
    All’estero presentare un amico è un vantaggio per l’azienda (che risparmia sulle agenzie di recruitment), che di conseguenza ripaga il dipendente.
    Tra i dipendenti scatta la “caccia” al profilo ideale per la posizione.
    Ripeto, per l’azienda c’è tuto da guadagnare.

  • Helga |

    Ops scusa temo di aver saltato la riga 🙁

  • rosanna santonocito |

    Infatti nel post è scritto, con i nomi delle aziende che lo fanno…

  • Helga |

    Non accade solo in Belgio. Recentemente ho incontrato una persona che lavora in Italia nell’ufficio risorse umane di una multinazionale dove si pratica questa sorta di head hunting interno.

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