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Il lato B / Ancora su donne e calcio, uomini e disastri : stavolta le considerazioni sono di Lucy Kellaway dell’Ft

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"Footballing mishaps are the latest in a series of catastrophes to be blamed on a surfeit of maleness". Cerco di tradurre al volo. "Le disavventure del calcio sono l'ultima di una serie di catastrofi la cui colpa va attribuita all'eccesso di maleness… Machismo? No, non è questo il punto. Virilità? Per carità, meno ancora…Mi viene spontaneo inventare una parola sul momento, così come ha fatto Lucy Kellaway, columnist-blogger di carriere&lavoro del Financial Times, autrice di queste righe e oggetto di una adorazione di intensità direi calcistica da parte mia. Uomismo? Uomaggine? Maschionismo? Chiedo aiuto alla vostra creatività per trovare un termine che renda bene l'idea, peraltro chiarissima nel suo senso.
La frase è tratta dall'FT che, come ogni lunedì, ospita l'intervento dell'arguta Lucy, e che oggi si intitola "Time to kick the gender gap into touch". Subito dopo la disfatta della nazionale francese (seguita poi dal tracollo dei britannici di Fabio Capello, ahia…)  la collega british affronta la stessa considerazione che giovedì scorso alle 18 e rotti, nell'ora del naufragio azzurro, è uscita fulminea dalle mie dita sulla tastiera. Stavolta, in questo disastro a catena, non si può dire cosa avrebbero fatto le donne, perchè le donne proprio non c'entrano. E si vede.
Il calcio è il Pianeta Maschio per definizione, scrive Lucy, se fosse più soft collaborativo e orientato all'ascolto non sarebbe più il calcio, e non lo guardebbe nessuno (nemmeno io). Ma nelle altre situazioni? Se i Lehman  Brothers fossero stati delle Lehman Sisters? azzarda per esempio la Lucy. Il mondo gestito dalle donne sarebbe davvero migliore? Per fortuna, Kellaway si dissocia dalla leggenda metropolitana ecumenica e noiosamente corretta. No, risponde: probabilmente, anche le manager, messe al posto maldestramente occupato dagli uomini, farebbero la loro quota di  disastri. La differenza sostanziale è che le donne sono meno sicure di sè e più dipendenti dall'altrui approvazione. Il che non è il massimo per la carriera, però le tiene al riparo dalle prese di posizione estreme e non passibili di contraddittorio. Le protegge dalle dichiarazioni ardite, quindi infelici e antipatiche. Piuttosto, executive o cassintegrate, tutte siamo campionesse di gaffe e rivelazioni improvvide quando siamo tra donne, allora sì che si va a briglia sciolta, salvo pentirsene poi. Ma siccome alle power woman ciò accade raramente, perchè vivono nel ristrettissimo circolo che conta e che per il momento è popolato perlopiù dagli uomini, questo ritegno, conclude Ms Lucy, alla fine si rivela una virtù salvifica.   
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  • rosanna santonocito |

    sono lusingata! mentre non c’ero, una mia collega cartacea evidentemente in difficoltà di scrittura e in ambasce creative ha attinto a piene mani a questo post per l’incipit di un suo pezzo. E’ bello fare del bene a chi ha bisogno, anche quando si è lontani..lo diciamo anche a Lucy Kellaway?

  • Maria Rita Meucci |

    Direi che Maschionismo mi piace molto! Al di là delle battute, sono d’accordo che le donne, in genere, sono meno sicure di sè. Il dramma è che quelle che sono al potere scimiottano talmente tanto gli uomini che acquistano un’arroganza che, purtroppo, diventa isteria e questo non migliora, in genere, la nostra immagine. Direi che, in genere, c’è necessità un diverso modello di manager

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