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JobManagement / Al Sodalitas day la responsabilità sociale raccontata dalle imprese (quelle che la fanno davvero)

Come promesso, ecco il post sulle esperienze di responsabilità sociale d'impresa delle aziende (Enel, Indesit, Accor-Services-, Autogrill, Banca Popolare di Milano, Kraft Foods, Randstad, Sodexo,Atm , Obiettivo Lavoro) che ieri hanno partecipato, nell'ambito del Sodalitas day, al workshop dedicato al capitale umano e all'occupabilità. L'attenzione al benessere delle persone è'un pilastro della Csr, in cui rientra anche la sicurezza, e se ne è parlato naturalmente. Colgo al balzo : domani 28 aprile è la  Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa dall'ONU
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di Eleonora Della Ratta –  Aziende attente all’ambiente, alla qualità dei prodotti, alla responsabilità sociale, ma soprattutto alla salute e al benessere dei propri dipendenti. Di storie positive in Italia ce ne sono tante, non solo Google, e per chi ha la cultura dell’attenzione verso i lavoratori non c’è crisi che tenga. Durante il Sodalitas day, ieri a Milano, molte imprese hanno raccontato le loro azioni, messe in atto per aiutare i lavoratori. Dal 1995 su iniziativa di Assolombarda è nata Sodalitas : era  un gruppo di 14 imprese che credono nella responsabilità sociale, oggi la Fondazione conta 75 aziende e 80 manager.
Nella responsabilità sociale d'impresa un capitolo imprescindibile è quello della sicurezza sui posti di lavoro: sono passati poco più di 20 giorni da quando, nella centrale Enel di Civitavecchia, un operaio è rimasto vittima di un incidente. Eppure l’azienda investe molto in prevenzione degli infortuni: «Su questo caso in particolare ci sono ancora indagini in corso – ha spiegato Victoria Bryushko, responsabile unità safety corporate –: il nostro obiettivo è zero infortuni e ci stiamo focalizzando soprattutto sui comportamenti, utilizzando un programma semplice di visual safety ».
Il Gruppo Indesit (16mila dipendenti in 16 stabilimenti in Italia, Russia e Turchia) è riuscito a ridurre gli infortuni del 50% da quando nel 2008 ha ottenuto il certificato Ohsas 18001. Ma è anche dalla flessibilità dell’azienda rispetto alle esigenze dei dipendenti che si misura la sostenibilità delle imprese.
Grandi servizi o piccole attenzioni permettono di migliorare la qualità della vita e aumentare la produttività. Lo sanno bene le donne messe in crisi dalla maternità, i genitori che devono gestire lavoro e figli, i single con il frigo perennemente vuoto. Kraft Foods ha cercato di dare una risposta con il progetto “Mamma serena” che prevede l’anticipo del Tfr per le madri in maternità e uno stagista che affianca la neo mamma al rientro, ma anche orari flessibili (per tutti), servizi di lavanderia, palestra, massaggi, take away. Un "maggiordomo" che svolge le piccole incombenze è offerto anche dalla Accor services, un’azienda al femminile dove il differenziale di retribuzione è a favore delle donne.
Ma non sono tutte rose e fiori e capita anche di dover ridurre il personale: «Abbiamo avviato il progetto Poesia (Pari Opportunità e Sostegno in Azienda) per migliorare il welfare aziendale – ha sottolineato David Galli, vicedirettore del personale di Banca Popolare di Milano –, introducendo diversi servizi come l’asilo nido aziendale. Ma non siamo immuni dai problemi e abbiamo dovuto tagliare 700 posti, accompagnando chi aveva i requisiti alla pensione e offrendo la possibilità ai loro figli di sostenere subito test di selezione: solo i più bravi, quelli che l' hanno superata, sono stati inseriti nell’istituto».
Indagine Fondazione Sodalitas-GfK Eurisko – La Csr come exit strategy dalla crisi: essere sostenibili conviene all'impresa
Il lato B / Alla responsabilità sociale d'impresa bisogna crederci. Sennò non vale…

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