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Maratona d’amore e//é lavoro: Di che cosa leggiamo quando leggiamo d’amore ( e anche di lavoro) ?

Non se la prenderebbe certo a male Raymond Carver, sapendosi ancora una volta parafrasato da questo blog dove la conversazione scorre quotidiana sotto i suoi auspici.
Ma di che cosa parliamo quando parliamo d'amore (e di lavoro) leggendo a voce alta pagine scritte di libri e versi e canzoni? Ognuno dei partecipanti al reading di sabato lo può dire a modo suo. Ci sono almeno 50 punti di vista, quelli dei lettori sul palco. Forse addirittura 400, tanti quanti sono stati gli ascoltatori, stanziali o semplici passanti, pubblico convinto o solo occasionale e attratto dai monitor a pianterreno, sabato pomeriggio ante San Valentino alla libreria Mondadori Duomo per quasi cinque ore a immaginare con le parole il lavoro, l'amore o tutti e due.
Mentre fuori nella piazza lo stand dei baci Perugina celebrava la festa per un pubblico giovincello che invocava Moccia (e non c'è proprio niente di male), alla Maratona d'amore e // è lavoro, voluta da Paola Calvetti con blogger jobtalkiana e rossa di chioma (e non per l'occasione dettata dal calendario) salita a bordo, si è visto e sentito un po' di tutto per età, gusti, toni di voce, ispirazione.
Tante poesie stavolta (non eccelsa la qualità media, le punte svettavano…), i romanzi come da copione (uno strepitoso Moravia, uno spassoso Culicchia) , gli epistolari (Clara e Robert Schumann, che sorprendente modernità nei loro messaggi senza Internet), biografie (ho ripescato dallo scaffale quella di Simone Signoret, avevo amato le due pagine in cui lei racconta, senza rancore, di suo marito Montand e di Marylin Monroe: non un poster, Marylin, una persona vera in vestaglietta a pois e ciuffetto ribelle).
Poi le canzoni lette e una anche cantata ("io lavoro al bar di un albergo a ore" di Herbert Pagani, con tanto di sventolio finale della "chiave del 3": incredibile in quanti/e ci ricordavamo tutte le parole), il libretto del Don Giovanni di Mozart senza musica di Mozart, la famosa  intervista Fallaci-Panagulis (questo sì che è lavoro e//é amore) recitata a parti capovolte, lei legge lui e lui legge lei, la chick lit riabilitata di Sophie Kinsella scrittrice rosa che come nessuna riesce a rendere le ansie delle buffe ragazze in carriera, mamme e papà lettori con figli mascherati e recalcitranti al seguito o in passeggino, gli scrittori giovani che declamavano i loro libri piuttosto a voce bassa, per la verità….E poi Paola Calvetti che ha messo in voce il battibecco iniziale tra l'aspirante libraia Emma e  l'amico commercialista-disfattista, solo un- brano-uno dal suo libro "Noi due come un romazo", quello di cui sabato si festeggiava l'uscita in Oscar e che, l'anno scorso, ha dato il via alla saga delle maratone, di lavoro e non. I due temi, "i più importanti della vita" dice Paola e ha ragione, si sono mescolati bene in un variegato mélange nel pomeriggio al microfono dell'altro ieri..
Grazie a tutti!  Grazie ai blog e siti che ci hanno linkato, grazie ai tanti che mi hanno scritto le loro sensazioni e pensieri ieri e oggi qui, su Facebook, su Twitter, sulla mia email… 
Domani vi posto la playlist dei brani letti raccolta con certosina cura e spietata precisione dalla bionda coblogger Antonella e anche le foto, non appena mi arrivano dai numerosi fotografi ufficiali e non …
La maratona di lettura torna: a tarda primavera e in un 'altra città, a me e ai coblogger piacerebbe Roma, o anche a Bergamo dove c'è un caffè letterarioo che pare ci apra le porte o anche a Torino, come ci hanno chiesto…Paola è partita per Parigi da dove scriverà il suo prossimo romanzo e anche un diario per JobTalk (questa è proprio una breaking news! evviva evviva!) e il direttore Riotta ci ha onorato di un tweet : "Grande idea". Che cosa si può volere di più?  
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  • rosanna santonocito |

    in tema freschissima da twitter, grazie a ebookitaly che seguo: “Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni. Ugo Ojetti”
    E’ proprio così cari maratoneti passati presenti e prossimi…

  • valeria novellini |

    Mi ha particolarmente colpito la storia del cliente pubblicitario del “job coach” che non riusciva ad apprezzare i suoi successi professionali a causa del padre ambizioso & oppressivo che lo costringeva da bambino ad andare sui go-kart e soprattutto a VINCERE … c’è un altro bambino il cui papà-trainer faceva fare lo stesso dicendo al figlio che “il secondo è il primo degli stupidi”. Quel bambino si chiama FERNANDO ALONSO ed avidentemente su di lui l’effetto è stato assai più positivo: questo dimostra che l’ambizione nei genitori non guasta, solo a patto però che si rispettino le reali inclinazioni dei figli e non si cerchi una “voglia di rivalsa” per far ottenere a lui/lei quel successo che il genitore non è riuscito ad avere!
    Valeria

  • rosanna santonocito |

    grazie a te Helga! Se mi mandi la poesiola la metto sul blog, visto che è in tema. Da Bergamo…aspetto istruzioni, visto che una proposta c’è stata su Facebook…

  • Helga Ogliari |

    Grazie a te Rosanna e complimenti per il successo dell’iniziativa!
    Sono proprio felice di aver letto la piccola poesia che avevo scelto per la maratona. Con tutta quella gente non ci speravo. In ogni caso mi sarei accontentata di ascoltare.
    Bellissimo il passo tratto dal libro di Paola Calvetti che ho deciso di leggere. Alla prossima! Magari nella mia cara Bergamo.

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