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JobImpresa / Peccato, il bodyscanner non crea occupazione..

Bodyscanner
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di Eleonora Della Ratta.-L’allarme sicurezza negli aeroporti ha spinto il Comitato per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti (Cisa) a decidere per l’avvio della sperimentazione dei cosiddetti body scanner a partire da metà febbraio. Strumenti di alta tecnologia che vengono prodotti anche in Italia, per impiegarli nella sicurezza ma non solo. Possono aprire nuove prospettive, ma non saranno i body scanner a creare nuovi posti di lavoro.
È quanto pensano, molto realisticamente, gli addetti ai lavori delle aziende italiane impegnate nel settore sicurezza o nelle nuove tecnologie: «Ogni volta che cresce il livello di sicurezza negli aeroporti, aumenta la richiesta di strumentazioni adeguate – spiega Andrea Filacchioni, titolare della After Srl -, ma allo stesso tempo dobbiamo tener conto che negli ultimi anni sono diminuiti i voli e le compagnie aeree
Filacchioni
hanno ristretto le spese». Quello che ci si può aspettare, dunque, è un pareggio: «Non lavoriamo solo con gli aeroporti, ma ci occupiamo di sicurezza nelle sedi istituzionali, in occasione di grandi eventi come il G8 e presso le sedi dell’Unione europea a Bruxelles – sottolinea Filacchioni – questo è il core business che sostiene l’azienda, mentre i nuovi ordini non si tradurranno in nuovi posti di lavoro».
Nelle aziende programmatori e ingegneri sono a lavoro per trovare sempre nuove soluzioni, anche in alternativa ai tanti discussi body scanner: «Per i frequent flyer, ad esempio, possono essere utilizzati appositi badge che rendono più veloce l’imbarco senza perdere in sicurezza dei controlli: i dati anagrafici vengono incrociati con alcuni parametri biometrici (impronte digitali o scanner dell’iride) memorizzati nel chip». La crescita della domanda non spingerà però l’occupazione: le assunzioni degli scorsi anni sono sufficienti a mandare avanti la ricerca anche in questo periodo e gli strumenti oggi richiesti sono proprio frutto dell’attività di innovazione degli ultimi anni. Le aziende sono prudenti, consapevoli della ciclicità anche degli allarmi terrorismo che, dal 2001, a periodi alterni spingono le compagnie aeree a incrementare i controlli.



La tecnologia dei body scanner non viene utilizzata solo nell’ambito della sicurezza, ma anche in quello della moda: «I nostri scanner permettono di fare abiti su misura con estrema precisione e di avere rilevazioni antropometriche necessarie per le imprese del comparto tessile–abbigliamento – sottolinea Lorenzo Salemme, responsabile marketing della Cad Modelling Ergonomics Srl di Firenze – abbiamo creato scanner piccoli e agevoli, trasportabili in un trolley, che sono di facile trasporto e utilizzo».
 Dagli atelier agli scali aeroportuali? «Sono strumenti che possono essere applicati anche alla sicurezza, ma restano il settore moda e l’applicazione per l’abbigliamento tecnico gli ambiti che ci offrono maggiori opportunità – continua Salemme –. Per questo ci affidiamo a programmatori informatici capaci di creare software che, con un solo clic, creano il modello ideale adatto a migliaia di persone: siamo tutti diversi, ma per necessità dobbiamo ricondurre a pochi modelli di conformazione le caratteristiche di ciascuno, soprattutto per la creazione di abiti da lavoro e divise».
Anche per la Gilardoni Spa di Mandello del Lario, in provincia di Lecco, 240 dipendenti, l’allarme sicurezza non cambierà in maniera così evidente il business. La Gilardoni è una delle più grosse aziende che commercializza body scanner per il controllo degli aeroporti, dei carceri o dei tribunali, ma anche scanner per il controllo bagagli e strumentazioni ai raggi X per applicazioni mediche. Diversi ambiti di applicazione che permettono di applicare la stessa tecnologia in più settori: i controlli più serrati prima di imbarcarsi sono una delle tante occasioni di crescita.