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Mille euro / Generaciòn Nin Ni o Generaciòn Hipoteca, Mileuristas o Becarios, per i 20-30enni in Spagna c’è ampia scelta di etichette

 Esordio JobTalkiano per Lucia Magi, nuova coblogger che va e viene dalla Spagna e ci racconta che cosasuccede lì: oggi tocca ai giovani venti-trentenni variamente classificati. Non ci sono i figli a oltranza come in Italia o i 'Mummy’s Boy' come in  Uk  (se ne sono accorti ieri..), però c'è chi trova casa in un reality show tv fatto apposta, come racconta Lucia. Leggetela!
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di Lucia Magi .- Studi o lavori? Domanda standard in bocca a lontani parenti o vicini di casa che non si vedono spesso. Domanda imbarazzante ormai per molti giovani europei, che, finiti o interrotti gli studi, ancora non hanno una occupazione. A questa nuova 'specie umana', sospesa in un limbo di insoddisfazione e incapacità di immaginare il futuro, che vive rifugiata in casa di mamma e papà, i giornali e i sociologi spagnoli hanno affibbiato l'etichetta di generacion ni ni, generazione n^ nì (che sta per nè studio, nè lavoro).
Di classificazioni sui giovani, in Spagna ne sfornano parecchie: dopo los mileuristas (la carica dei precari che arrivano a mala pena ai 1.000 euro al mese), los becarios (le schiere degli eterni stagisti che rimbalzano da un periodo di formazione all'altro), la generaciòn H (quelli che nell'epoca dell'ottimismo, dell'ingordigia edilizia e del boom economico cioè fino a 2 anni fa hanno lasciato l' ovile familiare carichi di entusiasmo, si sono comprati casa con un bel mutuo (Hipoteca, in spagnolo, appunto) di 50 anni e ora non sanno come pagare), ecco gli ultimi nati per la serie questi poveri giovani d'oggi. Rientrare nella Generaciòn ni ni, non solo per una questione anagrafica (18-30 anni) e di profilo professionale.
Come racconta questo articolo su Le Monde, si tratta di grand jeune homme (o donne) del tutto demotivati, che hanno perso per strada entusiasmi e interessi, che non cercano lavoro e non sanno cosa vogliono dalla vita. Non hanno desideri n sogni, i ni ni. E causano conseguenti grattacapi ai genitori. Sono sempre di più, come faceva notare quache mese fa un articolo de El Paìs .
Visto che ogni fenomeno sociale, anche se allarmante, viene trasformato in spettacolo, ecco che dalletichetta antropologica si passati ad un appetitoso format televisivo. Ci ha pensato La Sexta, televisione commerciale che va forte fra gli under 30. Da qualche giorno manda in onda un reality show che si chiama proprio così : i rappresentanti dei ni ni sono chiusi in una casa, costantemente braccati da psicologi e telecamere.
Un modo sciocco di cavalcare un dramma generazionale, come dicono alcuni, o un modo friendly di far presente il problema di una generazione che si sta perdendo, come sostengono i produttori?
Job24.it-L'Europa dei lavori-Spagna, la crisi raddoppia il numero dei disoccupati

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  • Antonella Appiano |

    Ciao Lucia, un benvenuto speciale da coblogger a new-entry coblogger e complimenti per il post davvero interessante. Non conosco le mamme spagnole ma sottoscrivo in pieno (l’ho anche scritto spesso) il commento di Arianna:la famiglia italiana, e in particolare’la mamma-tipo italiana’ha grandi responsabilità. Non aiuta i figli a crescere, a distaccarsi, a maturare. Posso ben testimoniarlo io, che da madre-italiana-anglossassone, sono stata spesso additata come una specie di Grimilde senza cuore…Antonella Appiano

  • lucia |

    Eh,eh, i precari non sono ‘ni ni’, né chi cerca progetti e incarichi costantemente(Cristina), e neppure lo diventano se il lavoro che si finisce per fare non è il sogno della vita (Arianna). I ‘ni ni’ sono in una fase ben successiva nella demotivazione. La loro è una sorta di defezione alla vita,’si lasciano andare’, come direbbe una mamma. Gli articoli linkati lo spiegano bene, non si tratta dei 30enni precari con il mutuo in balia della crisi (situazione contingente da cui usciremo prima o poi), ma dei loro fratelli minori che neppure ci vogliono provare. Mi pare di capire leggendovi, che siete salve!

  • cristina |

    se si ha un lavoro precario in Italia si può essere “ni ni”? si può esserlo a tratti? si può esserlo senza essere demotivati e privi di interessi? insomma il mio primo pensiero leggendo l’articolo è stato “io ci rientro o no?!” certo ci sono momenti in cui non studio nè lavoro ma cerco lavoro o studio per un lavoro. vivo al sud dove tutto costa meno e c’è anche meno lavoro ma è decisamente più facile vivere da soli quindi è ancora più “colpevole” il ni ni e il reality, se penso alle persone che potrebbero andarci tra i miei conoscenti, sarebbe una noia mortale, tutti lì a filosofeggiare e piangersi addosso..

  • ale |

    sono bravi gli spagnoli a dare nomignoli. e a fare dei reality su tutto. così le cose fanno meno paura e quando le hanno banalizzate già si può smettere di pensarci.
    quasi bravi quanto gli italiani…

  • lucia |

    Temo che più delle madri troppo affettuose faccia la crisi. In Spagna come in Uk. Per anni oltre Pirenei si è discusso su come spronare i giovani ad abbandonare il nido e a camminare da soli. Quando finalmente – anche grazie anche a incentivi del governo Zapatero per l’affitto – molti giovani hanno cominciato a ‘indipendizarse’, andando a viverein affitto con amici o addirittura comprandosi un piccolo appartamento, è arrivata la crisi e la tendenza si è invertita: i coraggiosi sono tornati a casa, spesso con la coda tra le gambe. I loro fratelli minori, ora 20enni, non ci pensano nemmeno di lasciare la comoda casa paterna per ripetere il ‘fallimento’. Ho molti amici che dopo anni a Madrid (fra università master e lavoro) sono tornati nelle loro città natali nel giro di pochi mesi. alcuni si sono dovuti separare dal loro partner con cui convivevano! Che triste!

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