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Mille euro / La Provincia di Bolzano rispolvera i corsi di economia domestica (ma senza distinzioni di genere) per studenti madrelingua italiani e adulti volenterosi

 

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di Fabrizio Buratto.- “A tavola con gusto e fantasia”, “Gestire la casa con una marcia in più”, “Corso base di cucito” sono alcuni dei corsi che la Provincia Autonoma di Bolzano per la prima volta ha esteso agli adulti che intendono frequentarli. Ve lo immaginate un uomo italiano – operaio, manager o impiegato che sia – cucire l’orlo di un pantalone, acquistare un elettrodomestico piuttosto che un altro perché consuma di meno o leggere gli ingredienti dei prodotti al supermercato? L’ambito è quello dell’“Economia domestica”, “materia in cui la Provincia di Bolzano è attiva da cinquant’anni”, sottolinea Stefan Walder, Direttore della ripartizione Formazione professionale, agricola, forestale e di economia domestica. L’utilità? Ad esempio risparmiare tempo, denaro e scegliere gli alimenti o gli elettrodomestici più adatti per un’alimentazione sana e di un consumo sostenibile.
Ai corsi, della durata fra le due e le quattro serate, si aggiungono le conferenze “Acquistare con consapevolezza” e “Pulito e sicuro”. I corsi sono finanziati interamente dalla Provincia Autonoma di Bolzano, non essendo previsti Fondi dell’Unione Europea per questo tipo di attività. I costi dei corsi e delle conferenze per gli adulti variano dalle 20 alle 30 euro a seconda del numero di ore, più la spesa per i materiali usati, che vanno dagli alimenti ai tessuti. Si tratta di materie che ci possono far sorridere, non avendo mai ricevuto un’educazione in tal senso, ma che nella provincia di Bolzano sono seguite da 6.000 persone di lingua tedesca ogni anno, per l’80% donne. Eppure sarebbero utili anche in Italia, soprattutto ai maschietti che reputano la cura della persona, della casa, dei figli, lavori prettamente femminili nei focolari domestici del nostro paese.
 “L’Economia domestica è un vecchio insegnamento delle scuole tedesche, austriache e svizzere, che nella Provincia di Bolzano riguarda 5.000 studenti ogni anno, e che da quest’anno abbiamo esteso agli studenti madrelingua italiana”, spiega Walder. “E’ da intendere come una tecnica, un approccio culturale per gestire la propria vita in maniera responsabile.” Dall’asilo fino alle superiori, ogni scuola può decidere quante ore dedicare a questi insegnamenti, gestendoli con il budget a disposizione per tutte le attività. Per gli studenti madrelingua italiana è partito il progetto di educazione alimentare “Cultura che gusto”, per il quale sono impiegati docenti della Provincia di Bolzano che vanno nelle scuole e svolgono il programma in due o tre giorni.
Un percorso educativo dove non ci sono “lavori da donna” e “lavori da uomo”, ma lavori e basta. Ai corsi per adulti, iniziati in novembre, si sono già iscritte 314 persone madrelingua italiana, di cui ben 68 uomini.
Ma siamo in Italia?