DirtyJob/ Fischi virili e goliardiche nostalgie o cravatte rosa custom made per le signore cadetto della Nunziatella?

Nunziatelle I fischi di sabato scorso alle giovani signore e cittadine che, aspirando alla carriera militare (de gustibus.., ma ne hanno il pieno diritto) si sono iscritte, superandolo, al marzialissimo e terrificante per gli "uomini veri" concorso di ammissione alla Nunziatella, è, insieme alla trovata "rotonda"sulla pausa pranzo, uno dei temi su cui giornali e Rete si stanno sbizzarrendo. Il coblogger saltuario colonnello Rapetto della GdF è un prodotto della formazione della scuola napoletana e ci ha mandato un post con il suo punto di vista, con un particolare inedito su cravatte rosa custom made (oddio…) come omaggio di benvenuto alle ragazze.
Non è vero, insomma, lui sostiene, che le donne new entry avrebbero rovinato la festa a qualche retrogrado ex cadetto zufolatore. Il mio, di punto di vista,  è che la goliardia con i suoi riti è quanto di più estraneo e lontano per il modo delle donne di vedere il mondo, è irritante e odora della muffa delle vecchie divise da mercatino domenicale e anche un po' di maschia latrina…le donne, che non hanno di queste nostalgie tattili-olfattive, finiranno per spazzarla via del tutto, la goliardia, con il tempo, dall'esercito "misto".  O sbaglio? Umberto, lo so che non la pensi così…   
di Umberto Rapetto.- exallievo della Nunziatella, classico B 1975/78, e domani su Nòva 24 nonostante 34 pregiudizievoli (!) anni di servizio in montura grigia e fiamme gialle….- Chi non conosceva la Nunziatella (sopravvivendo egregiamente a questa comprensibile lacuna) ne ha scoperto l’esistenza da chi – con ancor minore cognizione – ha tramutato la stilografica in Durlindana e la tastiera del PC nella lama di una mannaia.
Sabato scorso – in occasione del giuramento dei cadetti della più antica Scuola Militare del mondo – un gruppo di ex allievi ha fatto (more solito!) un po’ di casino, fischiando il Comandante che – secondo un rituale non scritto – da oltre due secoli è bersaglio di frizzi, lazzi, monetine e partenopei “pernacchi” da parte di chi si è allontanato dall’Istituto ma vi ha lasciato il cuore.
In tale circostanza alcuni “imbecilli” (di cui nessuna categoria, lobby o corporazione va esente) hanno probabilmente esagerato non considerando che qualcuno avrebbe potuto fraintendere. L’effervescenza di bicentenaria matrice è stata subito (CVD si scriveva nei teoremi) erroneamente interpretata.
I fischi, scarsamente notiziabili se all’indirizzo del colonnello, diventano uno scoop se rivolti alle ragazze che hanno inaugurato la stagione in rosa di una realtà che di femminile fino ad oggi aveva solo il nome ma che mai ha covato vocazioni misogine.
Chi, senza sapere quel che è successo o fidando in chiacchiere di parimenti poco informati, ha stabilito un bersaglio sbagliato ha superato – a destra e in curva – gli stessi strateghi balordi che ha citato a proposito di Caporetto e dintorni. Insofferenza alle “eredi” del gentil sesso? Siamo seri. Un corso di exallievi, che festeggiava il “Silver Jubilee” ed è tornato alla cerimonia venticinque anni dopo, ha addirittura fatto tessere cravatte regimental in cui il blu convenzionale di fondo è stato sostituito dal rosa in ossequio alle giovinette discendenti della eccellente genia di “Pizzofalcone” (località questa, che a confine di Pallonetto, ospita il “rosso maniero” sede della Scuola).
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Un ultimo chiarimento. Il cammeo “Capitan Fracassa perde le guerre” spara nel mucchio e attribuisce alla cultura militare italiana “cronica mancanza di visione strategica e lucidità intellettuale” e un presunto “scarseggiare di libri e cervelli”. Simili affermazioni generalizzate sono quanto meno fuori luogo se introdotte in un contesto elitario come quello della Nunziatella che nei secoli ha sfornato eccellenze in uniforme e laiche…
 P.S. “la” goliardia è femmina, “la” Nunziatella pure: possiamo solo ben sperare…

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Commenti

Ecco un' altra frettolosa quanto immemore censura. Tipica di ogni processo critico avulso dalla res. Eppure, sul sano traditur, piu' che su bottoni lucenti e spadini oscillanti, si e' retta questa anomalia napoletana, sfuggita almeno a 5 ben concentrati tentativi di chiusura, unico compatto avamposto rivoluzionario della Napoli del 1799, sempre in piena "dialettica" con l' establishment di turno, subito impegnato ad esigere la conformita' ai requisti di una ISO 9000 ante litteram. Difficile quanto inutile contestare se non contrastare il vento mediatico italico dei nostri tempi, che replica immutato se stesso da testata a testata, senza valore aggiunto Esso dimentica la ritualita' meno goliardica ma molto piu' liturgica e oltansista del tiaso di Saffo, ma soprattutto modelli d' Oltralpe, tra tutti Eton, che fa di una goliardia d' identita' il lasciapassare, discutibile quanto si vuole, verso Oxford, Cambridge e la City. Ma siamo sicuri che l' unica specificita' che ancora giustifica l' esistenza della Nunzitalla, la Tradizione, trovera' nuova forme nella compagna di Adamo, a proseguire un percorso iniziato oltre 200 anni fa, nonostante la "puzza di latrine" ed un discutibile "de gustibus" che crediamo siano elementi sopravvissuti di un modo di fare giornalismo che ha costituito l' ossatura principale delle faziosita' italiana dell' Italia del dopo guerra.

Il diritto a dissentire da parte di una minoranza di ex allievi, a torto o a ragione, è stato dato dal sangue versato da generazioni di ex allievi dalla Repubblica Partenopea, all'epopea del Risorgimento, alle Grandi Guerre come a quella della Liberazione e contro la Mafia. Centro di cultura umanistica, cattolica e massonica la S.M. di Napoli fornisce da due secoli alla Patria cittadini e militari esemplari. Ora invece di risolvere i problemi logistici della amata S.M. e di riconoscimento economico al corpo insegnante, questo ceto politico li aggrava con l'inserimento di ragazze. Invece di operare contro per esempio l'infibulazione si preferisce fare sfoggio di modernità stigmatizzando una critica.

"Ora invece di risolvere i problemi logistici della amata S.M... questo ceto politico li aggrava con l'inserimento di ragazze": la frase si commenterebbe da sola, caro notaio che ritiene che le donne siano un fattore aggravante, forse non solo nell'ambito della formazione militare... Ma non riesco a trattenermi, la citazione cinematografica birichina mi esce da sola dalla tastiera: marinai donne e guai.. :-)

Ricavare camerate e gabinetti in una eccezionale edificio del
1600 e non credo neanche nel rispetto della normativa di tutela dei beni culturali,( possibile forse perchè sotto la giurisdizione militare ) non è aggravare la già difficile situazione logistica? La S.M. ha da trent'anni bisogno di spazi che sono stati promessi e mai mantenuti.

Ricavare camerate e gabinetti in una eccezionale edificio del
1600 e non credo neanche nel rispetto della normativa di tutela dei beni culturali,( possibile forse perchè sotto la giurisdizione militare ) non è aggravare la già difficile situazione logistica? La S.M. ha da trent'anni bisogno di spazi che sono stati promessi e mai mantenuti.

la precisazione cambia i termini della questione: grazie dott Frattasio! Il problema non sono le donne, poverine, e il diritto conquistato (per quelle di noi che lo desiderano) a fare l'ufficiale dell'esercito superando una selezione, ma i vincoli logistici architettonici, Lei intendeva dire. Questo è un valido e direi concreto argomento per il dibattito(se non nasconde retropensieri maschilisti...)

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