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JobComics / Superpoteri, lavoro inadeguato: perchè l’Uomo Ragno e i brillanti laureati hanno molto in comune

 

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JobManga vira sui JobComics, e per cominciare  Liliana Bossi trova una inaspettata corrispondenza tra le competenze e aspirazioni dell' Uomo Ragno (super eroe tra i più tristi del Pantheon del fumetto, anche nella versione del cinema, non vi pare?) nella comicsfera e quelle dei più brillanti laureati e dottori di ricerca (italiani) nella realtà. Molto attuale, Liliana…
di Liliana Bossi.- Cosa hanno in comune l’Uomo Ragno e uno studente che ha conseguito un PhD (abbreviazione di Philosophy Doctor, in Italia Dottorato di Ricerca)? Superpoteri e poche possibilità di trovare un lavoro commisurato alle loro reali capacità. Il primo, infatti, si arrampica sui muri e ha iper-sensi, il secondo si è arrampicato su una laurea quinquennale e poi su altri 4 anni – quasi tutti all’estero – di studio “matto e disperatissimo” per conseguire un dottorato di ricerca, con una media di studio di 60 ore a settimana.
E, se anche i super poteri dell’eroe più amato al mondo (è conosciuto in 132 paesi con il fumetto e, dopo i tre film, è un fenomeno planetario) sono stati ottenuti per sbaglio e praticamente gratis (la puntura di un ragno radio radioattivo nel 1962) non altrettanto si può dire di chi consegue un PhD, visto che sono, di norma, molto costosi (i più accreditati sono quelli statunitensi, con una durata media di 4 anni e una circa 30.000 dollari l’anno per la frequenza più vitto e alloggio).
Capita, quindi, che un aspirante PhD oltre a studiare debba anche mantenersi o concorrere per borse di studio, che a loro volta sono foriere di altro tempo speso a preparare tesine e progetti per le commissioni esaminatrici.
Abbiamo, così, anche in questo caso una sorta di eroe con superpoteri: studia 60 ore a settimana in
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media, si mantiene agli studi e nella vita di tutti i giorni e consegue sempre una buona media scolastica, altrimenti rischia di perdere sia la borsa di studio sia la possibilità di inserirsi tra i primi nelle graduatorie che annualmente vengono presentate dalle Università alle aziende per le eventuali assunzioni.
E qui arriva il bello per entrambi i nostri eroi, arrampicamuri e scalatore scolastico: cosa fare di questi super poteri una volta conseguiti? Come usarli per guadagnarsi da vivere e non doversi preoccupare delle bollette?
Per entrambi si aprono molteplici possibilità, non sempre tutte oneste.
Ne è una prova il primo lavoro dell’Uomo Ragno nei mitici fumetti Marvel  del 1962-1963 (in Italia editi da Corno negli anni 70): il nostro scopre che, grazie alla super forza di cui è dotato, può facilmente battere lottatori professionisti e guadagnare parecchi soldi (lui studentello di high school dimesso, timido e un po’ sfigato, alla berlina di tutti i compagni e dotato di amore non corrisposto per la bella Liz Allen). Il mito dei soldi facili con poca fatica non risparmia nessuno come si vede e, per giunta, anche in nero visto che, per lo più, si tratta di incontri non ufficiali e clandestini.

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Ma siamo all’inizio degli anni 60, la contestazione è già nell’aria per cui non ci si può scandalizzare troppo per il lavoro nero.. Inoltre Peter Parker  – vera identità dell’Uomo Ragno – smette presto di cimentarsi come lottatore, per un trauma che ne segnerà la carriera supereroistica: la morte dell’amato zio, Ben Parker, che gli insegna che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Esaminiamo adesso le opportunità dello scalatore scolastico che ha raggiunto la fatidica meta del diploma di PhD: anche qui le possibilità sono diverse.
Esistono – soprattutto negli USA, ne abbiamo già parlato – le sessioni di colloqui con le aziende per i più meritori in classifica: sono un’opportunità concreta per vedere da vicino le imprese e le loro offerte di lavoro. Ma sono per pochi e ancora meno sono i prescelti.
E per un PhD in Italia, che possibilità ci sono? Esiste la ricerca: pochi posti, molto mal pagati e quasi tutti raccomandati. Certo, molto dipende anche dalla materia di cui si è Philosophy Doctor: se è una materia economica va meglio perché banche, fondazioni e Banca d’Italia sono più disponibili e hanno stipendi più che dignitosi. Ma se, invece, è un Dottorato in scienze umanistiche o sociali sono veri guai, perché il lavoro diventa un miraggio. Lo stesso dicasi per i dottorati scientifici: molte richieste, pochi posti, ancor meno soldi.

E nel frattempo come pagare affitto e bollette? Con una serie di lavori determinati e occasionali, ovviamente.
L’Eroe di carta nei suoi 40 anni di attività ne ha cambiati tanti: lottatore, pony express, consegna pizze a domicilio, fotografo free lance, ricercatore universitario (negli USA pagano meglio), professore di liceo, supereroe a tempo pieno e riconosciuto, braccio destro scientifico di Tony Stark (Iron Man e uno dei maggiori geni scientifici dell’Universo Marvel, insieme a Reed Richards de I Fantastici 4) fino a ricercato e fuggitivo. Tutti lavori dignitosi, ma senza mai uno stipendio fisso.
L’Eroe reale e studioso, invece, in genere passa dal call center, come telefonista a una media di 8 euro lordi all’ora per circa 6/8 ore al giorno: ne ha spesi circa 20.000 all’anno – il cambio con il dollaro è flessibile e per ora a vantaggio della moneta europea – per 4 anni per pagarsi gli studi, in quanti decenni potrà mai ripagare il debito scolastico? Poi, ovviamente c’è lo stage – rigorosamente non retribuito se non per le spese di viaggio e vitto – con una media lavorativa di 10 ore al giorno e spesso sabati e domeniche impegnate, e il primo impiego in multinazionali o università verso i 30-32 anni, pagato intorno ai 1000/1200 euro mese (ed è bravo perché significa che si è laureato in corso, ha finito il PhD intorno ai 28/29 anni e ha trovato l’azienda che gli ha concesso lo stage per inserire nel CV che ha esperienza lavorativa).. alla fine anche il nostro eroe reale per lo più  decide che “da solo è meglio” e apre la partita IVA come libero professionista, dimostrando, ancora una volta, che in Italia più che i titoli di studio o l’esperienza vince la fantasia.   .

  

  • Generazione P |

    Ci sono anche molte differenze tra l’uomo ragno e i giovani. Il ragazzo è un fotografo freelance che contratta con il capo – direttore della redazione il prezzo delle foto scattate. Oggi, molti giovani freelance non mi sembra che hanno un particolare
    potere da un punto di vista “contrattuale”?

  • doctor eko |

    Liliana, il parallelo è interessante.
    Sicuramente in Italia mettersi in proprio è uno dei pochi modi, se si possiede spirito imprenditoriale, di mettere in mostra le proprie competenze.
    Un’alternativa è quella di mettere a disposizione le proprie competenze all’estero, in contesti e mercati che permettano migliori opportunità di crescita.
    E’ un pò come se l’Uomo Ragno, per colpa degli articoli sul Daily Bugle di Jameson, decidesse di lasciare New York e di andare a combattere il crimine a Londra o Shanghai.

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