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JobMarathon!/ Di che cosa leggiamo quando leggiamo di lavoro? La cronaca e la playlist dei brani

Questa volta la JobMarathon è partita più lenta (sarà l'effetto dell'alleanza con quelli di "Vivere con lentezza"? scherzavamo ieri…) ma poi il reading ha carburato e quando alle 19 abbiamo chiuso i libri erano finiti, ma il pubblico era ancora lì. Seduto nello spazio di PriceWaterhouseCoopers (grande da riempire, ma ce l'abbiamo fatta anche ieri!)  tra le foto dell'Archivio Alinari che ritraggono i luoghi di lavoro, quelli che le voci e le pagine scritte hanno raccontato per tre ore e mezza filate ieri pomeriggio, al compleanno di Job24.it e Jobtalk.
Anzi, rispetto alle immagini al muro, ce n'era qualcuno in più, di luogo per lavorare, descritto con le parole dei libri, delle poesie e delle canzoni, tante canzoni, in questa edizione 2.0. Abbiamo sentito leggere di fabbriche, sì, (Vincenzina, la Factory di Bruce Springsteen the Boss, la Dismissione di Ermanno Rea e il luogo sudato e narrato da Erri De Luca letto da Antonio Calabrò, che come noi del blog ama l'incipit carveriano"Di cosa parliamo quando parliamo…"), di miniere, campi e risaie, di cantieri edili in cui i muratori cadono "disturbando il traffico", di uffici reali  e uffici tascabili formato Blackberry. Oppure abbandonati in fretta con lo scatolone tra le braccia, a Manhattan.
Ma chi leggeva dal podio parlava anche di circhi, di filande,di negozi, supermercati  e ristoranti,  uno persino in Kenya. Di una scuola elementare degli anni 50. Di due call center e di una procura della Repubblica. Di un medico che lavorava in strada. Della Olivetti e della Pirelli, in tempi lontanissimi in cui il top management non faceva gli auguri di Natale a colori dalla corporate WebTv, ma mandava una lunga lettera in cui si preoccupava del benessere degli ultimi tra i dipendenti. Delle redazioni dove i principianti lavorano gratis, nell'800 di Matilde Serao e oggi? Anche. E dove ai redattori anziani capita di finire all'angolo, oggi. Del Mezzogiorno d'Italia , quello da cui i soldati per mestiere partono verso "l'ultima guerra", che oggi è l'Afghanistan, ieri l'Irak, l'altro ieri il Kossovo, e le vedove ragazze restano a raccontare, se arriva lì a chiedere Roberto Saviano. Delle stanze e della tranquillità di cui le donne avrebbero bisogno per scrivere, ma se non ci sono pazienza, si scrive lo stesso.
Bello vedere gli occhi assorti degli ascoltatori, le risate per i "Lamberti"di Gianni Rodari e per gli "omini" di Gino e Michele, la faccia sollevata dell'ultimo dicitore rassicurato dagli applausi, l'orgogliosa attenzione degli scrittori Federico Baccomo "Duchesne" e Lola Torres, seduti in fondo alla sala, mentre qualcun altro leggeva ad alta voce i libri loro.
Ma se la data della seconda JobMarathon ce la ricorderemo, non sarà mica per il compleanno di Job24.it e di JobTalk, declassati a pretesto. No no. Sarà perchè – potere del blog e di Internet… -  dentro le mura del Sole 24 ore, in vetro e acciaio, un abitante autorevole della caporedazione centrale, che la patina grigio-rosa che ammanta il primo quotidiano economico-finanziario farebbe supporre popolata da professionisti austeri e misurati, è sceso e ha imbracciato la chitarra. Per cantare Davide Vandesfroos e un inedito sui co-co-co che non era ispirato al Libro Bianco di Sacconi e nemmeno alla legge Biagi. Forse ad Al Bano e Romina?  Mai successo: bisbigliavano i passanti occasionali e  l'uditorio, almeno la parte che non saltellava a ritmo. Robe da nebulosa di Orione e lampi alle porte di Tannhauser , o come cavolo diceva il replicante  tra lacrime e pioggia. Noi  umani della JobMarathon 2. ci siamo molto divertiti ancora una volta, invece, come si può capire…. Grazie a tutti, lettori ascoltatori blog e siti che ci linkano, e in particolare a Radio24 e al Corriere.it.
A domani per le immagini e altri post. Per il momento ecco la playlist dei titoli letti, raccolta con pazienza dal saggio Luigi Ballerini:
Virginia Woolf  UNA STANZA TUTTA PER SE’,Salvatore Quasimodo IL CONTORSIONISTA NEL BAR
Annie Flagg POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFE’ DI WHISTLE STOP, Gianni Rodari I CINQUE LIBRI, Lola Torres SUBLIMATO DI PASSIONI, Roberto Saviano IL CONTRARIO DELLA MORTE,Matilde Serao VITA E AVVENTURE DI RICCARDO JOANNA,

MESSAGGIO DELL’ING. OLIVETTI PER IL NATALE 1955, Dalai Lama LETTERA ALLE DONNE,Nuto Revelli L’ANELLO FORTE,Duchesne STUDIO ILLEGALE,Gino e Michele AMICI VERI , Ada Grecchi AVEVAMO SEMPRE FAME,Gianrico Carofiglio A OCCHI CHIUSI,Rupa Baywa IL NEGOZIO DI SARI, Daniel Pennac LA PROSIVENDOLA, Alessandro Chelo LA SHAMBA (inedito), Michela Murgia IL MONDO DEVE SAPERE,Armando Rea LA DISMISSIONE,Luigi Furini VOLEVO SOLO LAVORARE,Livia Colombo STORIE DI DONNE DI IERI E DI OGGI,William Langewiesche AMERICAN GROUND, Cesare Vittone IN FUGA DALLA DATA ROOM, Ernest Hemingway UN POSTO PULITO ILLUMINATO BENE,Tiziano Terzani IN ASIA,Anna  Sam LE TRIBOLAZIONI DI UNA CASSIERA,Caruso Giuseppe CHI HA UCCISO SILVIO BERLUSCONI,Nick Hornby ALTA FEDELTA’Marco Calabresi LA FORTUNA NON ESISTE,Antonio Calabrò PIRELLI RACCONTI DI LAVORO (prefazioni)
CANZONI
Francesco De Gregori LA RAGAZZA E LA MINIERA, Jannacci VINCENZINA E LA FABBRICA,Bruce Sprigsteen FACTORY, Mauro Meazza CHACHACHA del CO-CO-CO, Davide Vandesfroos IL MINATORE DI FRONTALE, Chico Buarque de Hollanda COSTRUZIONE

 

  • Loredana Oliva |

    Per fortuna che c’è un blog come questo che mi fa partecipare in spirutu, e con tutta l’anima, a eventi ai quali non posso prender parte, per non sempre realizzabili trasferte da Roma a MIlano. Ho molti benefici dall’atmosfera che trasmette la Job Marathon, li percepisco bene dai post, dai commenti, dalle foto, dalle immagini… Che bello! Sono grata a Rosanna e a tutti per mettere in circolo energie di questo tipo, che nonostante gli ostacoli ,volontari o involontari di chi ci prova a rannuvolare un cielo azzurro, girano, quelle energie raggiungono molte persone, si propagano e aiutano le buone idee, le iniziative, l’intraprendenza, l’amore per il proprio lavoro, e la positività. Che dire del video di Mauro Meazza cantautore de Cha-cha-cha, che ho appena visto: un capolavoro di genialità e ironia. Bravo Mauro, Bravi tutti. GRazie! Loredana

  • maria rita meucci |

    Mi dispiace veramente tanto non esserci stata, non tanto perchè avevo deciso di leggere – e già questo per me sarebbe stato un evento epocale – ma soprattutto perchè mi piace l’atmosfera che si crea fra chi legge, ascolta, commenta. Mi piace l’energia che serpeggia prepotente fra gli intervenuti.
    Sob! Riunioni lavorative(fra l’altro non piacevolissime) me lo hanno impedito…La prossima volta (che mi auguro prestissimo) sarò presente con libro…almeno, dati i tempi, lo spero!

  • Annarita Briganti |

    Complimenti a tutti per la bella maratona. Mi spiace esser dovuta andare via presto. Il successo di queste iniziative conferma che la nostra città vuole “trovarsi attorno al fuoco” a raccontare storie e, in un certo senso, abbattere gli steccati. Annarita

  • rosanna santonocito |

    caro Luigi ma sììì: tutti e due voi amanuensi, la bionda e il barbuto, siete stati impeccabili. Ma come la polemica sulla doppia negazione su Job24.it e quella sugli “un” con o senza apostrofo insegnano, in questo momento il dibattito in Rete si pasce, o sarebbe meglio dire: si restringe, ai refusi e alle questioni lessicali, che evidentemente appassionano gli internauti più dei fatti e delle idee. Senza scomodare (qualcuno potrebbe offendersi e non è nelle mie intenzioni, la paraboletta del 68 (lì ero alle medie, l’ho letta dopo…) sul dito e sulla luna, dico che per noi che scriviamo su Internet forse è una fortuna: basta, basta rincorrere notizie, produrre contenuti multmediali, prendere posizioni, mediare tra le vostre, organizzare eventi fisici extra Rete! Se basta limare i testi e fare il check dei nomi, ci ricicliamo subito!!!! Vuoi dire che poi riesco anche a pattinare sul ghiaccio, cucinare, viaggiare lontano ogni tanto, leggere e andare al cinema ogni poco, come quando ero cartacea????

  • Luigi Ballerini |

    Acc.. mi scuso. Antonella Appiano cerca di difendere l’indifendibile. Lei era stata moooolto più brava ed elegante, senza dubbio. Ma, refuso a parte, volete mettere quanto ci siamo divertiti? In più ho imparato moltissimo, come la volta scorsa. Grazie Rosanna per l’opportunità che hia dato a tutti noi

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