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Formazione all’estero / All’Mba di Cambridge va in cattedra Bollywood

Cinema indiano 2
Bollywood e Cambridge, i film di Mumbai coloratissimi e musicali e le austere business school britanniche: che fantastica contaminazione ci porta Loredana Oliva dal mondo della formazione internazionale. Per la gioia di chi sostiene che la globalizzazione può camminare in due direzioni, e per quella degli appassionati del genere cine-sari, in numero crescente persino in Italia. Blogger e co-blogger incluse.Approfitto dell'argomento per inoltrare una protesta: perchè nella rassegna dei film indiani del sabato sera Rai1 taglia tutte le scene di ballo???
di Loredana Oliva. Se a Mumbai è  arrivato Spielberg a siglare un contratto per 850 milioni di dollari con i produttori di Bollywood Reliance ADA Group, per il suo prossimo film che uscirà nel 2010,  all’università di Cambridge, in particolare alla Judge Business school arriva  Anupam Kher , grande attore di Bollywood , oggi produttore internazionale,  padre di uno dei belli del cinema indiano, Sikandar Kher,  star  emergente della televisione e del grande schermo. Questo è il video con una intervista a Anupam Kher, per l’uscita del suo ultimo film “Perfect Mismatch”
Il fenomeno economico ma anche culturale della globalizzazione – qualcuno dice indianizzazione – del cinema asiatico nei confronti delle pellicole prodotte dall’occidente, non poteva sfuggire ad una business school come Judge di Cambridge, che ha già al suo interno Centre for India & Global Business,   Cambridge Film Trust ( con collaborazioni importanti come Screen East and the North Screen PartnershipBlood Orange Media . Il 19 settembre nella business school di Cambridge, per l’inaugurazione del suo festival del Cinema arriveranno nell’university town inglese, gli attuali miti di Bollywood, come Anupam Kher (attore, produttore e imprenditore cinematografico) Patrick von Sychowski, Chief Operating Officer di Adlabs, parte di Ada Group, e Partho Sen-Gupta, sceneggiatore pluripremiato nei festival internazionali, e Parminder Vir OBE un’autorita nell’industria indiana dell’entertainment. Discuteranno insieme con gli studenti della Business school, i docenti, e le agenzie e i gruppi indipendenti che producono film tra Stati Uniti Europa e Asia, del successo economico – trend positivo anche per il 2009 e previsioni di un aumento del tasso annuale di crescita dell’11,5% per i prossimi cinque anni dell’industria cinematografica indiana- ma soprattutto sull’'inizio dell’unione di due culture, che ha visto nascere le reti creative sopranazionali e le tante chance per l'industria internazionale del cinema.
L’evento  dal titolo “Globalisation of Indian Cinema: Opportunities for the West”, con la partecipazione degli ospiti internazionali, non sarà solo una vetrina, ma un laboratorio di conoscenza soprattutto per chi frequenta la business school Judge e gli allievi dell’università. 
Foto di David H.Wells dal sito dell Alicia Patterson Foundation fellowship program

 Infatti, gruppi come Blood Orange Media e l’agenzia inglese Screen East and the North Screen Partnership, che promuove investimenti internazionali per la produzione di film e programmi televisivi, testimoniano come ci sia un grandissimo interesse anche nelle ultime generazioni, con la prossimità di creativi e innovatori tra mondo occidentale e Asia.  Il 19 di settembre, per l’intera giornata  attori e i produttori indiani saranno in cattedra a spiegare agli inglesi, come fare successo nell’industria cinematografica cinema. Gli allievi di Cambridge  dovranno far entrare le analisi che si svilupperanno nella giornata nel loro percorso di studio da manager occidentali.  Per loro, studenti di Mba, il successo di Bollywood è ormai molto più di un case study: gli ultimi dati sul mercato dell’intrattenimento in India, forniti da un indagine di PricewaterhouseCoopers, rivelano infatti un tendenza di crescita costante.  Il mercato cinematografico indiano è passato da un giro di affari di 107 miliardi di rupie dello scorso anno, pari a circa 1 miliardo e mezzo di euro, ai 118 miliardi del 2009, oltre 1miliardo e 700milioni di euro. Le previsioni per il prossimo quinquennio sono di un tasso annuale di crescita dell’11,5%: nel 2013 Mumbai e i vari centri regionali di produzione cinematografica toccheranno quota 185 miliardi di rupie, pari a 2 miliardi e 686 milioni di euro. Maggiori informazioni sull’evento qui 

  • rosanna santonocito |

    ottima idea antonio! però moretti non ha mica bisogno di imparare, nè di farsi pagare il biglietto dai fan…

  • Antonio Schilirò |

    Verrebbe spontaneo dire, di fronte all’attenzione che l’Occidente più avveduto riserva al vero “nuovo mondo” che si impone e che Loredana Oliva da tempo ci racconta: ma lo Stato italiano perchè non destina una minima parte dei suoi spaventosi guadagni sulla scandalosa riffa milionaria del superenalotto per mandare qualche nostro giovane cineasta a studiare l’industria del cinema? A Nanni Moretti, tramite una sottoscrizione pubblica, il biglietto lo potremmo pagare direttamente noi.

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