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Capitalisti individuali? / Nasce Postilla, la blog community “meritocratica e democratica” dei professionisti

Anche i professionisti con o senza albo, ribattezzati "popolo delle partite Iva"dai media, quelli che su JobTalk chiamiamo i capitalisti individuali hanno il loro blog. Si definiscono una comunità meritocratica e democratica, speriamo di sì…Benvenuto nella blogosfera a Postilla! Interessanti i dati Doxa sul web 2.0
di Fabrizio Buratto.- Postilla,  neonato blog dal nome latineggiante presentato ieri a Milano, si pone un obiettivo ambizioso: “diventare il primo blog di professionisti fatto da professionisti per qualità dei temi trattati e di contatti”, secondo le parole di Donatella Treu, Ad di Wolters Kluwer Italia. In Postilla, per la verità, si trovano molte postille, in quanto strutturato come una blog community, o un blog network che dir si voglia, in sei categorie: fisco, diritto, lavoro, impresa, sicurezza e ambiente. I coblogger patentati sono già 37, ma Postilla è aperto ad altre candidature da parte di professionisti con le carte in regola. Il web 2.0 non mente: numero di accessi, post letti e numero di commenti sono dati inconfutabili. Per questo, secondo Fabio Missoli, responsabile eMarketing di Wolters Kluwer Italia, “Postilla è una comunità democratica e meritocratica in cui i blogger partono tutti alla pari e si dovranno conquistare l’attenzione dei naviganti proponendo post interessanti.” Un bell’impegno, si presuppone remunerato, considerato che, come si legge sul retro della cartella stampa, Postilla è un’iniziativa promossa da: Ipsoa, il Fisco, Cedam, Utet e Indicitalia.
Dove ci sono sponsor c’è una ricerca di mercato, in questo caso un’indagine condotta da Sergio Amati, Direttore Marketing DOXA, dal titolo “Italia 2.0, una analisi su comportamenti e atteggiamenti degli italiani nei confronti degli strumenti del web partecipativo.” Su 1.000 intervistati, il 34% conosce il web 2.0, in particolare facebook e youtube. Il 23% vi partecipa al 65% per vedere o condividere foto e video, mentre il 61% legge i blog e il 23% diviene parte attiva creando un proprio profilo. I dati più interessanti, in questa sede, sono due: il web 2.0 non è un fenomeno esclusivamente giovanile (gli utenti dai 25 ai 34 anni sono il 30%, quelli dai 35 ai 44 anni il 21% e quelli dai 45 ai 64 il 14%), e i blogger sono considerati attendibili a tal punto da influire sulle decisioni dell’utente-consumatore, che nel 76% dei casi legge i commenti dei suoi pari su prodotti, brand, o servizi (la qualità degli alberghi, per esempio). Il rapporto fra aziende e clienti, i rapporti interpersonali, l’editoria, il giornalismo, e il recruiting  stanno mutando con il diffondersi del web 2.0.
Ma c’è una forma di comunicazione – la 0.0 – che probabilmente non cambierà mai. Mi riferisco a quella post-presentazione di Postilla, identificabile in calce all’invito nella voce: “seguirà buffet e networking”.  In coda per il mio succo d’ananas – niente alcolici quando sono in servizio – non ho potuto fare a meno di sentire: “Che belle scarpe!” “Sì ma le ho messe stasera per la prima volta e mi fanno un male cane.” “Ti presento mio marito”. “Buoni questi pasticcini”. “Ma c’è solo spumante… e il vino rosso?” “Dove si prendono i piatti?” “Senza Kaka ci scordiamo la Champions”. Non saprei dire se si trattasse di working, sicuramente c’era del net.

  • Os |

    L’intervento di Rosanna è giusto e tempestivo.
    Sottolineo la bontà dell’idea di Wolters Kluwer Italia (anche Love My Job! ne parlerà), che tramite Postilla avvicina i liberi professionisti alle persone, tramite la libera condivisione di informazione.
    Sta forse tramontando l’era di quegli studi legali che solo ad entrarci incutevano timore reverenziale?

  • rosanna santonocito |

    una cosa mi dispiace di questo susseguirsi di commenti: che il tema vero, cioè il fatto che da ieri ci sia un blog a disposizione dei professionisti liberi, ovvero di una fetta del mondo del lavoro importante, passi in secondo piano rispetto al contorno (e parlando di buffet, il termine mi sembra appropriato). Forse è il momento di frenare un minimo la suscettibilità (tutti, Fabrizio compreso..) e focalizzare la mente sulle cose che contano davvero. Non solo su JoTalk, ma in generale. Torno su un argomento che mi sta a cuore ultimamente: perchè anche nei blog si comincia a respirare la stessa aria di nulla polemico o di birignao commerciale che impera in televisione, o sui giornali cartacei?

  • Livia Anna |

    Che durante un buffet post conferenza stampa si parli ANCHE di frivolezze non mi sembra un fatto (e tantomeno un’informazione) da sottolineare in modo così plateale.
    Questo mi ha portata a chiedermi il motivo e lo scopo per i quali un giornalista sceglie di dire alcune cose e non altre, in un modo, piuttosto che in un altro. Mi sono domandata in effetti quale fosse la ragione del finale ironico con cui Fabrizio Buratto ha chiuso il suo report, peraltro puntuale e sufficientemente veritiero, della conferenza stampa in questione.
    Non è per fare dietrologia né eziologia estrema, ma, concludendo: “perché”? e ancora “cui prodest”?
    Forse Buratto ha bisogno di vivacizzare i suoi scritti per titillare il suo target di lettori?
    L’ironia ci sta tutta, concordo, quando non è capziosa però!
    Livia

  • Os |

    Solo una postilla: l’impegno degli avvocati-blogger è remunerato esclusivamente dalla stima che riescono a conquistare presso gli utenti, attraverso i post..Di certo non c’è nessuna remunerazione da parte di Ipsoa, Il Fisco, Indicitalia, Utet Giuridica oppure Cedam.
    Ti faccio presente che sono tutti brand di Wolters Kluwer Italia e non di entità indipendenti che sponsorizzano Postilla.
    Per il resto, l’ironia ci sta tutta..

  • Fabrizio Buratto |

    Caro Davide di Felice, l’ironia o arriva o non arriva. Se non arriva la colpa va ricercata, in percentuali difficili da stabilire, nel mittente e/o nel destinatario. Essendo vegetariano, mi sono concentrato sui dolci – e qui la rassicuro – molto buoni.

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