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Job Marathon! / Cinque ore di parole per raccontare il lavoro scritte e lette in un sabato di giugno: il punto esclamativo ci sta…

Jobmara
C'erano i selezionatori e i selezionati, i cacciatori di  teste e i "cacciati". C'era l'inedita coppia del riccio: le due signore che elegantemente si sono divise le pagine dello stesso libro, c'era un'avvocatessa che leggeva della vita del fisico Majorana e un garbato direttore del personale in pensione che dava voce a Dino Buzzati quando voleva essere pittore. C'era un'esperta finanziaria con un racconto pieno di strofe di canzoni, e quindi le cantava. C'erano un'assistente di direzione  e un filosofo della lentezza. C'erano Pietro Ichino ed Enrico Bertolino. C'era Pinuccia della Libreria  delle Donne. C'erano i blogger senza computer e gli scrittori che leggevano i libri loro e/o, ma più "o", i libri di altri scrittori:Calvetti, Rimassa, Baccomo, Furini, Palumbo,  Buratto, Tagliabue. Michela Murgia che non è riuscita a conquistare il podio e non ha letto (peccato!!). Ada Grecchi con la sua storia di amore e politica,  sindacato e Br negli anni 70,  non lontana nello spazio e nel tempo dalla fabbrica Vismara di Costantino Corbari e dall'ostinazione di Donnarumma che voleva solo "faticare" . E poi Marta Abbà vestita di rosso per presentare Rosso Malpelo, omaggio esplicito ai tipi con un cattivo carattere, quelli che prima o poi ti capita di incontrare, negli uffici di vetro delle organizzazioni internazionali o nelle redazioni dei giornali.  C'erano gli ingegneri elettronici che raccontavano il lavoro come musica: corde rotte di violino e il testo della "Miniera" dei New Trolls, con la voce di Enrico che si incrinava, ma solo un filo, sulla dedica agli operai della Thyssen Krupp e a tutti morti sul lavoro. C'erano le parole per dire il mobbing e quelle per dire la fortuna di fare un lavoro che si ama, c'erano, recitate, la passione degli artisti e la noia dei creativi, il padre giardiniere del cimitero e la coppia che lavora lui di notte e lei di giorno,Malausséne e Miranda Pristley, i medici senza frontiere. Mafuz, Gibran e la Szymborska (che è viva, è viva!..) Proprio alla fine è arrivato anche Bartleby con lo spiazzante eterno "preferirei di no"…Da qualche parte, il buon Raymond Carver compiaciuto ci ascoltava: amore e lavoro in fondo si assomigliano, è vero, avrà pensato, diavolo di una blogger cocciuta…
Tutto questo c'era ieri in un pomeriggio di inizio giugno, con il sole il vento e le elezioni, alla JobMarathon di Job24.it e JobTalk, oltre 250 persone tra i quadri argentini in mostra nello spazio di PriceWaterHouse per cinque ore filate a leggere e ascoltare il lavoro  narrato nei libri e recitato a voce alta,  chiamati da Internet, Facebook. Twitter, blog, radio, perchè come dice Umberto Eco "non ci libereremo facilmente dei libri", o portati da  un 'amica o dalla fidanzata che insisteva "Vedrai che non ti annoi"
Non ci siamo annoiati no, e allora grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che sono stati in piedi, che hanno aspettato, chi più chi meno  pazientemente, il turno per venire a leggere e a quelli che non ci sono riusciti tanti erano i dicitori in coda, ai Jobtalkiani presenti, a tutti i siti e blog che hanno "rimbalzato" il reading, a Radio24 e a RaiTre. Grazie a Rossella Caravita e a Giuseppina Floris di PWC che ci hanno creduto subito e non hanno creduto, dopo, a chi diceva "Siete matte", ai coblogger della mia squadra Luigi Ballerini, Antonella Appiano, Fabrizio Buratto, Andrea Curiat, che hanno ceduto cavellerescamente il passo e il podio ai lettori ospiti per conquistare anche loro il microfono a tempo quasi scaduto, a Paola Calvetti maestra severa che mi rabbuffava. "Parlano troppo, devono leggere.." …..Grazie a chi ha fatto foto, se ce le manda le pubblichiamo, domani arrivano una fotogallery, la lista dei titoli letti,  in settimana c'è pronto anche il video….
CHI C'ERA ALLA JOBMARATHON: GUARDA LA PHOTOGALLERY 

  • rosanna.santonocito |

    nessuno è un intruso a casa dei jobtalkiani cara marta rossovestita! grazie di essere venuta alla jobmarathon, grazie delle le parole di verga e di queste belle parole, tue. non so se ripeteremo questa iniziativa, sarebbe bello che lo facessero altri e ci provassero a modo loro, come ho fatto io, dopo aver partecipato al reading di paola calvetti. Ciao!

  • marta a. |

    sono bastati 10 minuti per smettere di pensare che se si fosse giocato a “cerca l’intruso” il 90% avrebbe indicato me…
    poi è stato uno scivolare nelle parole, un abbandonarsi senza riserve, come un neonato che, buono buono, si fa passare di mano in mano da mille persone amiche che lo cullano con voci sempre deliziose nel loro essere diverse.
    e alzarmi e sentirmi diventare rossa perfettamente in tinta con vestito e brano
    e tornare ad ascoltare e ammirare i visi su cui ad audio spento scorreva la passione per i libri.
    una conseguirsi di sensazioni meravigliose che ho conservato ben oltre il termine del pomeriggio.
    grazie!
    è da ripetere, con regolarità omeopatica

  • alessia marconi |

    E’ stato davvero un bellissimo pomeriggio. Si sentiva il desiderio di tutti di esserci e di partecipare. Atmosfera appassionata, curiosa, vivace.. complimenti davvero! E sono stata felice di stare un pò con voi. Mi è dispiaciuto dover andare via così presto. Un abbraccio

  • rosanna santonocito |

    mi tocca sempre fare il grillo parlante, tanto per stare in tema di libri e personaggi: “te l’avevo detto io …” Consòlati Maria Rita, tu e gli altri non lettori pentiti della jobmarathon, pensando che non ce l’hanno fatta a leggere persino molti degli iscritti, compresa Michela Murgia che è settima nella classifica dei libri del Corriere, me lo ha scritto ieri sera…certo che a questo punto la maratona va rifatta, è da stamattina che me lo chiedono tutti…

  • maria rita meucci |

    Ciao Ros,
    non son potuta stare fino alla fine (purtroppo e mi è spiaciuto tantissimo!) e ancora peggio, non ho letto. E, come mi avevi già detto, è la cosa che mi è mancata di più perchè mentre ascoltavo e mi emozionavo, mi veniva in mente tutto quello che avrei potuto trasmettere, proprio io che ho fatto del comunicare il lavoro la mia professione e che credo nel lavoro come valore assoluto! Imperdonabile, lo ammetto. sarò presente alle prossime (spero presto) e certo leggerò, prometto, nonostante la timidezza che mi assale in pubblico!

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