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JobFiction / Tutti amici, ma su “Feisbum”: è il primo film su Facebook, ma in incognito

Questo film fa venir voglia di andare su Facebook, dice il JobCritico Marco Lombardi, a lui è successo così.. e chi già ci sta (siamo 8 milioni o giù di lì, appunto) può fare a meno di vederlo? O può provare  Feisbum, in alternativa? Marco, mi stupisci, ormai dovresti saperlo che per fare un blog di successo, o una community vera, ci vuol altro..un film, o il marketing astuto, servono a poco…
Film: Feisbum , di autori vari (ITALIA)
Programmato in tutte le sale italiane

Valutazione: tre badge [full-time]

3 badge
La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" – 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" – 4 badge: "straordinari(o)" – 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi.-Geniale, semplicemente geniale. Di solito i film – avendo bisogno d’essere visti, cioè “acquistati” dal pubblico – sono dei meri oggetti di promozione, limitandosi solo marginalmente a pubblicizzare uno o più prodotti (è quello che avviene col product placement, allo scopo di coprire una seppur minima fetta del budget della pellicola). Ma che un film diventi nella sua interezza uno strumento di promozione di qualcos’altro, costituisce una raffinatissima operazione di marketing d’impresa degna delle migliori scuole. Tutto questo sembra capitare col film “Feisbum”, costituito da una serie di 13 episodi – dalle pillole ai corti di 20 minuti circa – tutto incentrato sul popolo di Facebook, un gruppone di “amici” che attualmente conterebbe – solo in Italia – oltre 8 milioni di iscritti. Sceneggiatori, registi ed attori? quasi tutti degli sconosciuti, a parte Giorgio Colangeli, Mita Medici e Pietro Taricone.
Le storie? alcune carine, soprattutto le pillole, altre invece – quelle più lunghe – un po’ sfinenti. Ma il cinema probabilmente conta relativamente poco, visto che la pellicola sembrerebbe essere nata per lanciare un neo-social network.
I personaggi del film non navigano infatti su Facebook, bensì su questo fatidico Feisbum, che accoglierebbe tutti, ma proprio tutti: dai bambini agli anziani; dagli studenti ai lavoratori; dai ragazzi seri a quelli un po’ meno seri; da quelli appartenenti a ceti sociali “alti” a quelli provenienti da fasce meno elitarie; dagli internettiani soft a quelli davvero malati della Rete. Insomma, il film tocca davvero ogni genere di target anagrafico e sociale, insieme a tutte le tipologie di persone trasversalmente coinvolte da questa forma di socialità contemporanea: quelle che semplicemente ricercano dei nuovi amici; quelle che bulimicamente intendono raccogliere dei numeri, più che dei singoli contatti umani; quelle che rastrellano il globo fino a trovare l’anima gemella, oppure il corpo con cui fare del sesso nel miglior modo possibile; eccetera eccetera. Alla luce di ciò, quale iscritto (od anche solo simpatizzante) di Facebook non potrà non identificarsi in almeno un personaggio del film?
Dato un così ampio bacino potenziale di utenza, m’è venuto un sospetto. Per questo, giunto a casa dopo la proiezione stampa, ho subito navigato il sito del film, scoprendo che già esiste un blog … Insomma, se il film – grazie all’effetto trascinamento dato da Facebook – dovesse avere un grande successo, tutti gli spettatori diverrebbero dei possibili clienti di un neo social network chiamato Feisbum. Detto in altri termini, il film rischia di essere una fantastica impresa-produci denaro: prima attraverso il classico circuito delle sale/della tv/della pay-tv/dell’home video, visto che gli acquirenti “attesi” coincidono coll’intera tribù di Facebook (oltre 8 milioni di persone: mica male!); poi con questo eventuale Facebook 2 chiamato Feisbum nel quale tutti gli spettatori – ma proprio tutti – non potrebbero non riconoscersi, quindi non aderire.
C’avrò ragione oppure no? lo vedremo più avanti. Certo che sarebbe un’intuizione niente male per uno che non è iscritto a Facebook, né ad altri social network, nè tantomeno ha intenzione di farlo!

        

  • Rosanna Santonocito |

    ma i ragazzi sotto i 16 anni non hanno i genitori ? quei due signori adulti un po’ pallosi che a me impedivano di andare al cinema a vedere l’arancia meccanica o l’ultimo tango a parigi, o belfagor in tv…non sempre riuscendoci, ma ci provavano 😉 so che qualcuno ci prova anche adesso: una simpaticissima responsabile hr mi ha raccontato che la figlia le ha rifiutato l’amicizia su fb.. .-)

  • Luigi Ballerini |

    Sono con Rosanna, i social network sono un grande strumento per chi ha qualcosa da dire o da imparare. Ne dipende dall’uso, quindi. Anch’io a volte ho quasi un senso di fastidio per certi miei contatti che mettono in piazza solamente loro stessi: descrivendosi unicamente attraverso risultati di test, senza in realtà comunicare niente di sé, almeno in modo personale.
    Altri tuttavia mi invitano a eventi, mi comunicano se hanno scritto qualcosa, mi segnalano video o spunti interessanti, articoli o post: sono questi i miei preferiti, quelli che mi passano qualcosa. Accade lo stesso nella vita reale.

  • Francesca |

    Cara Rosanna, il problema è proprio per chi frequenta i social network sotto i 16 anni! Nel senso di chi li frequenta senza avere tutte le necessarie informazioni o capacità sul loro uso consapevole. Con questo non intendo demonizzare tale mezzo. Ma solo evidenziarne gli aspetti problematici. D’altra parte un blog serve a questo no? A condividere le diverse opinioni. Ed è bello che in soli tre post ci siano già tante opinioni diverse: chi, come te, utilizza i social network e ne può illustrare gli innumerevoli meriti, chi, come Marco, non ne è attratto e si astiene da ogni giudizio e chi, come me, li conosce ma mantiene un atteggiamento diffidente. E sono sicura che se interverrano altre persone ci saranno ancora altri punti di vista da esplorare. In questo senso i social network hanno già un merito, quello di aver aperto un dibattito!

  • Rosanna Santonocito |

    i social network non mordono.. personalmente non mi è mai successo, eppure li frequento da ben prima che diventassero di moda e che i giornali partissero con le loro crociate luddiste, che evidentemente però sono molto convincenti visto che c’è chi pedissequamente modella la propria opinione su di esse. Ho molti amici su Facebook ma ne ho ben di più nella vita, anche perchè dopo i 16 anni di età confondere i due piani è già sintomo di disturbo mentale. Uso, e i miei contatti usano, i social network per lavorare meglio, per conoscere eventi, fatti, associazioni, occasioni di cultura impegno e divertimento e poi contribuire se posso e se mi va, e questo migliora enormemente la qualità della mia vita e del mio bagaglio intellettuale. La JobMarathon (fisica, fisicissima, con le persone presenti, le voci e la carta dei libri)che stiamo organizzando non sarebbe possibile altrimenti. Inviterei quindi tutti colori che pontificano sul nulla a fare lo stesso, almeno provarci a vedere com’è direttamente, o ad andare a riversare il loro moralismo basato sul “sentito dire” da un’altra parte. grazie. Dimenticavo: sulla privacy mi preoccupano di più le carte clonate al ristorante, al benzinaio o al telefono quando perfetti sconosciuti ci chiedono i nostri dati sensibili

  • Marco Lombardi |

    Cara Francesca, da non iscritto ad alcun social network, sfondi una porta aperta circa il tema della virtualità … anche se è davvero seducente, questo nuovo universo relazionale. Come in tutte le cose bisognerà solo trovare il giusto modo per utilizzarlo. Da attori, cioè dominandolo. Arrivederci a film visto!

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