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Job Donne / Parità di shopping, il ministro Brunetta…e un testo della Consigliera nazionale di parità

 

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Ricevo e volentieri pubblico questo testo di Alessandra Servidori, Consigliera nazionale di Parità nonchè coblogger storica di JobTalk. Ha ragione Alessandra, mentre le esperte si confrontavano sui temi, quelli seri, dell'occupazione femminile, l'Italia si dilettava del frusto stereotipo delle dipendenti pubbliche con la borsa del supermarket, peraltro rinverdito inopportunamente, questo lo aggiungo io,dal ministro Brunetta. Il birichino di poca fantasia è lui, i media seguono rispettosamente a ruota con il cincischio della notizia. Le donne fanno la spesa, vanno dal parrucchiere, telefonano a casa e alle amiche in orario di lavoro. Può darsi. Gli uomini stanno in ufficio da mezzanotte all'alba come i vampiri nel film di Tarantino (cito la Littizzetto di ieri sera, nella prima parte dell'invettiva, quella senza walters). Leggono la Gazza, fanno i videogiochi, cuccano su Facebook, si perdono in riunioni inutili e pause caffè XL, giocano a pallone. Chi si ricorda dei controllori di volo di Linate beccati in massa al campo di calcetto?Ma si sa, gli uomini sono più bravi a fare gioco di squadra… 
di Alessandra Servidori Consigliera nazionale di parità.- Le due giornate di  lavoro della Rete delle Consigliere  Nazionali di parità svoltasi a Roma nei giorni 2-3 aprile  sono state straordinariamente positive. Per la prima volta in una riunione della Rete  sono intervenuti tre ministri delle Repubblica  : i Ministri Sacconi,  Carfagna  e Brunetta, ciascuno nell’ambito delle sue competenze per sostenere ed esporre le iniziative del Governo a favore dei diritti delle donne. Purtroppo  il lavoro delle Consigliere non è stato certo aiutato  dall’interesse dei media per la  polemica sulla presunta abitudine delle dipendenti pubbliche di fare la spesa o di occuparsi di faccende familiari durante l’orario di lavoro. Si tratta indubbiamente di questioni che fanno discutere magari trattandole in modo meno affrettato e con maggiore equilibrio,ma che hanno messo in ombra  l’impegno e i contenuti delle giornate di intenso lavoro,  dedicate  alla  causa delle pari opportunità con particolare attenzione ai temi dell’occupazione femminile. La volonta' del Governo di proseguire nel processo avviato con il pieno coinvolgimento della Rete Nazionale delle Consigliere di parita',  esprime  una potenzialita' reale, in termini consultivi anche alle Istituzioni, sulle tematiche di propria competenza, che  deve essere considerata come un fattore qualificante delle attivita' sostanziali di riforma di quel modello di welfare proteso  verso una concreta ed effettiva parita' uomo donna e una piena attuazione della condivisione dei tempi e modi di lavoro. In questo momento di crisi ,i dati  relativi  all'occupazione femminile, ancora troppo bassi, rappresentano  un imperativo categorico di impegno prioritario poiché il Paese sara' in grado di reggere la sfida che si porra' sul mercato anche valorizzando gli strumenti  normativi e organizzativi che consentono di sostenere la disponibilità delle donne  che  vogliono a pieno titolo ricoprire i posti di lavoro. Il summit  del Ministro Sacconi  e' stato un evento importantissimo che ha individuato  non semplici slogan, ma  metodi e contenuti che abbiamo condiviso. 
 La Rete delle Consigliere di parità ,tra le altre , ha assunto 4 importanti decisioni  operative che rappresentano l’impegno prioritario: 


1)Molta cautela nella lettura dei dati,della situazione occupazionale ma  sistematico monitoraggio  in collaborazione con la Banca dati di Inps e Ministero del lavoro, ed in generale  con gli enti  impegnati sul territorio  con la consapevolezza e la determinazione che  non si può avere stabilità senza coesione sociale, poter intervenire sul mercato del lavoro in collaborazione con le parti sociali.
2 )Affrontare insieme la dimensione umana della crisi e' importante per la stabilita' economica, sociale e politica: un confronto sistematico tra  i tre ministeri competenti  sulla strategia e le disposizioni normative adottate ci consente di partecipare concretamente al raggiungimento del necessario obiettivo di rafforzare  le politiche economica , sociale e occupazionale  in risposta alla significativa perdita di posti di lavoro prodotta dalla crisi,per  evitare  la disoccupazione, il rischio di esclusione  e  un rapido reinserimento nel mercato del lavoro.
3) Fmi, Ocse e Ilo  devono  prendere in considerazione il mercato del lavoro e gli impatti sociali nelle loro attivita' di consulenza e collaborazione con i governi, condividendo le lezioni apprese e sviluppando  raccomandazioni piu' dettagliate affinche' un'efficace occupazione e politiche di protezione sociale riescano a mitigare gli impatti della crisi, assicurando una ripresa sostenibile. Sulla politica internazionale la rete delle Consigliere di parità  contribuisce ad individuare strategie e strumenti, anche in ambito comunitario, per raggiungere  i prioritari  obiettivi di Lisbona.
4) La bussola di riferimento oggi e subito  è proprio il Patto Europeo per Lisbona 2010: noi siamo impegnate attraverso il dialogo sociale e gli strumenti normativi ad alzare il tasso di occupazione femminile, combattere le discriminazioni sul lavoro, parificare i livelli retributivi,sostenere la carriera delle donne sui luoghi di lavoro, applicare e sviluppare dispositivi e azioni concrete di condivisione del lavoro attraverso strumenti contrattuali flessibili e modalità organizzative aziendali,  un Piano nazionale di   rete di servizi integrati pubblici e privati per i servizi alla persona con particolare riguardo all’infanzia e alle persone non autosufficienti.
Women To Work non è stato uno slogan per un convegno :  è un Patto di condivisione  tra la Rete delle Consigliere di parità pubblici ufficiali che operano per promuovere la parità sul lavoro  e  i Ministri  Maurizio Sacconi , Mara Carfagna e  Renato Brunetta. Un patto  destinato a durare nel tempo. Perché   collaborazione , responsabilità e rispetto dei valori è la nostra scelta .   Dalla parte del lavoro delle donne e per lo sviluppo del nostro Paese.