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JobDonne/ Conciliazione è… un circolo virtuoso di servizi che avvantaggia le donne che lavorano (ma anche tutta la famiglia e l’economia)

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Mancava da troppo tempo un bell’intervento, serio e propositivo, su donne & lavoro in JobTalk. Vedo dal backoffice che i post già usciti anche da tanto tempo sul blog sono molto letti. Ed eccolo qua, allora, uno nuovo inviato da Roberta Bortolucci di PROGETTO DONNA,, Centro studi per la ricerca e sviluppo delle pari opportunità di Bologna. Io taccio, come promesso, commentate voi…
GRAZIE A PROGETTO DONNA che ci ha linkato ancora una volta, vi consiglio di mettere questo sito nei feed pechè è utilissimo e ricco di informazioni. Anche sulle politiche europee, aggiornate e di provenienza certificata…
di Roberta Bortolucci.-  Presidente Centro Studi PROGETTO DONNA
. L’ occupabilità femminile  è una delle priorità della Comunità europea posta come questione strategica  per lo sviluppo poiché, ancora oggi, è ostacolata da parecchi fattori che limitano  l’accesso e la permanenza  delle donne nel mercato del lavoro. Percorsi formativi e professionali obsoleti, una organizzazione aziendale ancora troppo rigida, bassa natalità, aumento della popolazione anziana, mancanza di disponibilità dei servizi accessibili e di qualità per la famiglia. Tutti fattori di indubbio freno alla prepotente determinazione delle donne di entrare e restare, giustamente, nel circuito lavorativo. Sicuramente, il fattore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare va affrontato, anche  in una logica comunitaria,  come appunto la Commissione sta studiando e confrontandosi sul versante dei servizi alla persona, strumento fondamentale per coniugare  impegno personale e attività quotidiana.
Un confronto può essere certamente fatto con l’esperienza francese che è interessante da molti punti di vista. Innanzitutto c’è stata la volontà di affrontare e risolvere un problema che incide in maniera significativa su molti fronti, dalla  occupazione femminile al tasso di natalità: il problema della famiglia ‘lavoratrice’ con figli in cui entrambi i partner lavorano e che necessitano di una serie  di servizi adatti, modellati sui loro bisogni quotidiani, che siano garantiti per qualità e accessibilità per costi e vicinanza.
Il problema è stato risolto in Francia con la creazione di una rete di servizi erogati da società piccole e grandi che si sono accreditate per erogare servizi a prezzi calmierati e che sono incluse in un date base a cui le famiglie possono accedere per cercare il fornitore che più risponde alle loro necessità.
Il sistema è stato creato con il supporto degli enti pubblici che hanno ‘costruito’ il sistema e creato le garanzie necessarie rispetto a costi e qualità ma è poi lasciato al libero mercato di domanda e offerta tra privati e fornitori di servizi.

Certamente, secondo noi, questa esperienza può essere contestualizzata al sistema Italiano, per esempio, coinvolgendo gli attori sociali come le associazioni di categoria e gli enti locali che possono fare da garanti rispetto ai requisiti dell’accreditamento dei fornitori dei servizi e la gestione del data base.
La tipologia di servizi comprende tutta l’ampia categoria di cui può avere bisogno una famiglia: dalla baby-sitter all’idraulico, dalla lavanderia che ritira gli abiti a domicilio, alla consegna di cibi pronti e al tecnico informatico.
Questo sistema rappresenta vantaggi per molti gruppi e categorie di cittadini e cittadine. La prima avvantaggiata è la famiglia che con un clic su internet trova il fornitore più adatto alle sue esigenze e che può quindi contare su un sistema che la aiuta a risolvere i tanti e quotidiani problemi di conciliazione famiglia/lavoro; questo ‘supporto’ certamente facilita l’ingresso e la permanenza delle donne al lavoro in quanto il sistema permette di avere una conciliazione, e una qualità di vita, sostenibili; le associazioni di categoria hanno l’occasione di  fornire un servizio ai loro associati favorendo il loro business; l’economia vede un significativo aumento delle società di servizi – compresi quelli innovativi –   che tra l’altro, impiegano un’alta percentuale di donne e quindi aumenta il livello di occupazione femminile; le aziende possono offrire ai loro lavoratori/trici, come benefit, convenzioni con i vari fornitori per favorire la loro qualità di vita.
In sintesi, viene messo in moto un circolo virtuoso  che avvantaggia in maniera significativa diversi ambiti della società ma soprattutto le donne (e gli uomini) che, oltre a migliorare la loro qualità di vita, fanno anche da volano a una crescita economica locale importante.