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Carriere all’estero/ Crisi? Manager e talenti fanno rotta verso Dubai

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  Da Michele Stasi di Hay Group riceviamo questo post sulla nuova destinazione dell’emigrazione intellettuale e manageriale. Chi l’avrebbe detto, solo un paio di anni fa? Grazie!
di Michele Stasi – Hay Group.- Crisi delle economie occidentali? La risposta è a Dubai. In un’economia
ricca, legata al petrolio e virtualmente senza tasse: un rifugio per la forza  lavoro. Non solo dal Sud-Est asiatico, bacino tradizionale di reclutamento  di manodopera non specializzata. Tutt’altro. Una ricerca elaborata da Hay Group (Hay Group World Pay Report 2008) dimostra che un numero crescente di  manager dagli USA, Europa, Australia e Nuova Zelanda, sceglie il Golfo. Per  ogni dollaro guadagnato negli Stati Uniti, infatti, un lavoratore che occupi  la stessa posizione, negli Emirati Arabi oggi riceve 1,90 $. Va ancora meglio  per gli expatriate britannici: la busta paga raddoppia, nel passaggio  da ondra a Dubai. Dove è in atto una vera e propria guerra dei talenti, con  incrementi salariali a due cifre cui corrisponde un elevato potere di  acquisto. E prospettive di crescita dell’economia del 11-15% medio, paragonate  al 7% dei mercati occidentali. Non stupisce allora l’elevato livello di internazionalizzazione raggiunto dalle aziende UAE – dipendenti di 87 diverse nazionalità.

  • doctor eko |

    Nei mesi seguenti al post, l’emirato di Dubai è entrato in una spirale dalla quale fa fatica ad uscire. Il periodo tra Gennaio e Marzo 2009 ha visto circa il 30% degli espatriati lasciare Dubai. Gran parte delle mega costruzioni, tra le quali la palma 2 sono state fermate e sono riniziate solo quando l’emiro di Abu Dhabi ha iniettato oltre 20 miliardi di dollari per salvare dalla bancarotta Dubai. Oggi l’emiro di Dubai, ha fermato la sua discesa economica, ma i livelli precedenti, frutto di una bolla speculativa edilizia saranno difficili da raggiungere nuovamente.

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