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JobCompleanno/ Flessibili precari? Grazie a Job24.it “Il Sole24Ore” non è più un alieno rosa

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  di Fabrizio Buratto.-  Se un anno fa, di questo tempo, mi avessero detto che avrei scritto per il "Sole24Ore", non ci avrei creduto. E cosa avrei potuto scrivere per quel giornale dalla carta color rosa salmone che trattava prevalentemente di finanza, un pianeta a me sconosciuto? Ebbene, Rosanna Santonocito, la giornalista che in aprile era stata alla presentazione del mio libro, mi manda una mail alla fine di settembre 2007 nella quale mi chiede se mi andrebbe di scrivere per Jobtalk; rispondo affermativamente (si può rifiutare una proposta da uno dei giornali italiani più importanti?), ma in cuor mio penso: e ora cosa mi invento?
E continuo a rifletterci durante l’attesa alla reception del palazzo di vetro, mentre un pensiero di seconda fila si perde per conto suo a considerare che mi trovo in uno splendido edificio di Renzo Piano; poi, salendo con la giornalista nell’ascensore trasparente, ecco un altro pensiero andare alla prima redazione giornalistica in cui sono entrato, quella del "Piccolo" di Alessandria. Insomma, con la mente affollata seguo il suo labiale per non perdermi una parola, impresa non facile perché l’entusiasmo della giornalista nel progetto è tale che l’ampio gesticolare e la rossa capigliatura fanno ondeggiare velocemente il suo capo: "Quindi fatti venire in mente delle proposte su tematiche riguardanti il lavoro, nel tuo caso potresti occuparti di lavoro atipico, visto che è un argomento che conosci bene". Libri. La prima cosa che mi viene in mente sono i libri sul lavoro, romanzi e saggi che continuano ad uscire, e le propongo di recensirli.
Rosanna testarossa ha uno scatto veloce: "Ok, cominciamo così".

E’ l’inizio di ottobre; uscito dal Sole mi accoglie la luce calda della sera, mentre gli ultimi raggi si ritirano allungando le ombre su via Monte Rosa. Passano i mesi e i post si infittiscono, i miei e quelli degli altri jobtolkiani, con qualcuno dei quali faccio conoscenza. Anche parlando a quattrocchi mi accorgo di quanto tematiche che potrebbero sembrare noiose, destino invece grande interesse: i commenti dei lettori crescono, si accendono dibattiti, gli argomenti si pongono da sé e ad un certo punto mi accorgo di non doverli più cercare.  Nella mia casella di posta arrivano storie di persone che reclamano voce, proposte, inviti a convegni sul lavoro, e ormai nel presentarmi come collaboratore di Job24.it non c’è più bisogno che spieghi di cosa si tratta. A gennaio ho la percezione di quanto sta accadendo; come altri coblogger vedo alcuni miei post finire sull’home page di Job24, mentre spesso mi capita di rispondere più volte al giorno ai commenti dei lettori su JobTalk. Talvolta mi lascio prendere la mano, alzando i toni, e Rosanna puntualmente non manca di redarguirmi. Del resto lei è la proftinaia del blog (professoressa + portinaia), suo il compito – non facile – di mantenere toni e temi su un livello di dialogo civile e costruttivo, senza mai censurare.
Ecco l’aspetto che maggiormente mi colpisce: ho una libertà totale, sia per quanto riguarda gli argomenti (ovviamente purchè inerenti al lavoro), sia per quanto riguarda il modo e lo stile con cui trattarli. Quel giornale dalla carta salmonata ora fa parte della mia vita nella sua versione elettronica: leggo la politica, la cultura, così come le pagine della finanza che ho sempre trovato ostiche, e comincio a capire quanto mi riguardino. Se voglio andarmi a rivedere qualcosa, trovo tutti gli articoli e tutti i post sempre al loro posto, consultabili e richiamabili con un click.
Potenza di internet aver trasformato il giornale della finanza anche nel giornale di coloro che usano la borsa solo per andare a fare la spesa.