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Il lato B / Contro la sindrome da rientro post ferie (che forse non esiste) compriamoci una penna nuova

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    Ho sempre pensato che il vero primo giorno dell’anno fosse l’ 1° settembre, non il 1° gennaio, come vuole il calendario. Anche Lucy Kellaway, la puntuta columnist e blogger del Financial Times è della stessa opinione, e oggi persino si intenerisce scrivendo che bisognerebbe fare come i bambini che tornano a scuola con il corredo e la cancelleria nuova, quindi dovremmo anche noi comprare un paio di scarpe (ottima idea..) e una bella penna nuova, piacevolmente low-tech. Non un telefonino o un Blackberry nuovo, proprio una penna, come al primo giorno di scuola.
Il quotidiano ispanico El Paìs invece, celebra il ritorno al lavoro raccontando la sindrome da rientro post ferie: fatica, tristezza, irritabilità, scarso appetito sono i sintomi e colpiscono un lavoratore su tre, ma i medici sono scettici sul fatto che si tratti di una patologia. Non così la provincia di Valencia, dove dall’anno scorso organizzano  nella seconda parte di settembre un corso ad hoc per i disadattati del rientro nei pubblici uffici , perchè sono convinti che la sindrome post ferie sia un fenomeno sociale foriero di conseguenze più serie per la salute ( e l’assenteismo brunettiano) durante l’anno, che vanno  prevenute.
E’ tassativo invece lo psicologo del lavoro Inaki Pinuel, che, intervistato, risponde che in realtà la sindrome post ferie è il risultato di un lavoro insoddisfacente o di un ambiente intossicante per undici mesi all’anno. Infatti, non a caso, colpisce soprattutto i lavoratori scontenti, che arrivano a somatizzazioni più gravi della "melanconia": panico, insonnia, dolori articolari, nausea e via di questo passo. Chi è appassionato e appagato di quel che fa, di solito è immune, o recupera in pochi giorni.

Sarà un caso, ma il giorno del calendario scelto per l’evento pomposamente intitolato "Conferenza annuale dei fattori di rischio psicosociali al lavoro" è proprio oggi, 1° settembre. Lo organizza la commissione internazionale salute sul lavoro Icoh-Cist, quest’ ‘anno è in Canada a Quebec City,  con tremila partecipanti attesi.
Sono di oggi anche i dati dell’Inca Cgil, che dicono che le malattie professionali denunciate in Italia all’Inail (28mila) nel 2007 sono aumentate del 7% rispetto al 2006 e del 13% dal 2003. i numeri sono destinati a crescere quest’anno visto che, dal 22 luglio scorso, sono entrate in vigore le nuove tabelle sulle malattie professionali che non erano aggiornate da 14 anni, e l’elenco si è allungato.
Attualmente, al primo posto nelle denunce raccolte dall’Inail ci sono i disturbi dell’udito, che però sono in diminuzione, mentre sono più che raddoppiate le patologie muscolari e scheletriche : tendiniti, artrosi e sindrome da tunnel carpale. Una volta, leggo su un  sito di medicina, questo disturbo colpiva imballatori, addetti a catene di montaggio o anche musicisti. Oggi è diventato un tipico "disturbo da computer". O di chi scrive troppi sms.
E’ il lavoro che cambia, quindi attenti alle mani. Mi sa che ha ragione Lucy: se per ricominciare  ci regalassimo una bella penna nuova? Potrebbe funzionare, e non solo come talismano…
Sull’assenteismo sul lavoro, leggete su Job24.it  (che non è andato in ferie neanche un giorno  e continua a non lasciarvi soli, almeno su Internet…) la bella indagine che l’associazione degli Hr manager Gidp-Hrda ha fatto per noi, indagando il fenomeno, questa volta, non nella Pa, ma nelle grandi aziende private

  • Luigi Ballerini |

    Michele sei come me! A me piace dire che io non “perdo”, io “smarrisco” (un po’ consolatorio…). Ossia, prima o poi il maledetto foglietto di appunti torna fuori. Spesso quando non serve più…
    Comprendo anche l’umiliazione che descrivi tu, soprattutto perché proprio ieri ho chiesto per la terza volta di rispedirmi una mail che avevo già visto di sicuro! Vabbè, cerchiamo almeno noi di avere pazienza con noi stessi e provare a capire cosa ci dicono questi atti mancati (Freud così li ha chiamati), perchè qualcosa, di sicuro, ci dicono…

  • Michele |

    E del “Mistero dell’appunto scomparso” ne vogliamo parlare? Vogliamo aprire se non una tavola rotonda almeno un dibattito? Quante volte vi capita? Sapete che quel maledetto pezzo di carta era sulla vostra scrivania, lo avete visto decine di volte e sempre avete pensato che forse era il caso di archiviarlo, metterlo in un luogo logicamente accessibile, ma non lo avete mai fatto, per pigrizia o perché impegnati in cose più importanti (la pausa caffè, la formazione del fantacalcio aziendale etc). Ora vi serve il maledetto e non lo trovate. Ne ricordate la forma, il colore, sapete persino con quale penna lo avete vergato, ricordate tutto di lui, potreste persino rispondere a domande sulla grammatura della carta della quale era fatto, riconoscereste al volo le piegoline che il tempo ha lasciato su quel dannato, tutto, tranne il disgraziatissimo dato di cui avete capitale bisogno. Vi tuffate come Indiana Jones fra cassetti e calssificatori, ribaltate i cestini, smembrate i contenitori per la raccolta della carta, vietnamizzate la scrivania, guatate come incursori sotto le sedie, accusate tutti i colleghi di avervelo gettato via e minacciate rappresaglie sanguinose contro la loro personale cancelleria e poi alla fine vi arrendete e telefonate alla persona che qeull’appunto vi aveva passato implorandolo con scuse vergognose di ripetervi il tutto. Il massimo dell’umiliazione lo si raggiunge quando il colui/colei di cui sopra vi dice con aria di sufficienza “Va bene le mando un’email” (cioè “Visto che sei così distratto da perdere gli appunti, stavolta te lo mando per posta”).

  • Luigi Ballerini |

    Rosanna, grazie di avere riaperto le porte di questa casa comune. Dove si può raccontare, commentare, dissentire, correggere, valorizzare e imparare. Anche le portinaie ogni tanto vanno in vacanza o si ammalano o non ne possono più e allora la posta si accumula, le caselle restano vuote, si annidano riccioli di polvere sulle scale, le impronte sui vetri non si contano più e noi ci accorgiamo di stare un po’ peggio. Grazie di essere tornata.

  • rosanna santonocito |

    Sono stati segnalati anche orecchini spaiati, lenti a contatto (quelle sì che hanno una vita proproa e una indole maligna, l’ho sempre pensato, se le perdi le ritrovi solo se loro vogliono farsi ritrovare), occhiali da sole…e una incazzatura acuta che ha fatto sì che questo blog rimanesse congelato da giovedì…ma come si fa? questa community è così intelligente e partecipata che ti riconcilia con tutto, come fai a spegnerla…grazie, soprattutto a luigi. La proftinaia è tornata

  • Luigi Ballerini |

    Certo Michele che esiste! Trovo che siano peggio due calzini blu scuro che quando te li infili con gli occhi cisposi e nella penombra della camera sembrano perfettamente uguali, ma che si rivelano di nuance inesorabilmente diverse alle prime luci del giorno…
    Ma su di noi, simpaticamente eleganti possono perfino diventare un vezzo…
    PS
    Guarda che i tuoi calzini neri mancanti, dotati anch’essi di una naturale simpatica eleganza, si trattano meglio: io li visti seduti “Al Gourmet del lost and never found”. E non sono certo soli, fanno loro compagnia gli ombrelli smarriti, i guanti spaiati e i cappelli lasciati sui taxi!

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