Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

JobGiochi/ Diario olimpico: l’esercito dei volontari di buona volontà

Voluntscope289659_t_3

E ci sono anche loro, a Pechino, i volontari delle Olimpiadi, sorridenti e approssimativi, ma come li vedono quelli che lavorano da professional dietro le quinte..?
Ti aprono la porta e ti chiudono la lavatrice, ti chiamano l’ascensore

Logo_pechino_box2_01_2
   e ti portano l’acqua in ufficio. Ti svegliano alle 8 di mattina per rifarti il letto l’unico giorno in cui avresti potuto recuperare qualche ora di sonno. Intervengono in dieci per sistemare la doccia che allaga sempre il bagno, essendo stata progettata (da altrettanti ingegneri?) senza uno scarico per l’acqua. Ma, più di tutto, sorridono. Soprattutto quando – succede spesso – non sanno assolutamente come darti una mano, ma per non confessartelo chiamano a raccolta uno, cinque, dieci colleghi nella speranza che qualcuno sappia decodificare che cosa vai chiedendo. Eccoli i volontari delle Olimpiadi, l’esercito di magliette blu più popoloso della storia degli eventi sportivi internazionali. Una moltitudine da cui non si può sfuggire, che siate turisti spersi nella metropolitana o giornalisti in viaggio sugli shuttle bus olimpici, atleti in procinto di cambiarsi prima della gara o spettatori in coda per entrare negli stadi. Basta non essere cinese e assumere un’aria sperduta per essere certi che, in un battere di ciglia, finirete nelle loro grinfie di uno di loro.
Se c’è una frase che gli stranieri che in questi giorni stanno facendo avanti e indietro per i palazzetti sportivi si ricorderanno di Pechino 2008 sarà probabilmente quella pronunciata dai volontari: “Thank you for your cooperation”, grazie per la sua collaborazione. Le magliette blu la ripetono come un mantra ogni giorno, a ogni ora, alla fine dei controlli di sicurezza all’ingresso di ogni stadio – dopo averti rovistato nella borsa e aver preteso che bevessi l’acqua che hai con te, per dimostrare che di pura e semplice acqua si tratta, e che mangiassi una delle mentine che hai in tasca, caso mai non fossero caramelle ma minibombe al tritolo.

 

Volunt214235163_2
  Loro di certo sono armati delle migliori intenzioni – non sempre delle migliori capacità. Ma in Cina l’unione fa la forza e, anche per i Giochi, è la sterminata popolazione la vera fonte di energia del Paese. Così, se queste Olimpiadi sembrano funzionare, in gran parte è merito dei 70mila volontari arruolati per l’occasione: delle loro giornate passate a presidiare gli ingressi degli stadi, delle ore impiegate a pulire pavimenti e asciugare palloni durante le partite, delle notti trascorse assonnati sugli shuttle bus solo per dire ai passeggeri <Ricordatevi di portare via tutti i vostri effetti personali>. Non sarà il ruolo più indispensabile del mondo, ma loro sono lì, al limite dell’invadenza, pronti a marcare gli ospiti passo per passo, metro per metro, per farli sentire sempre coccolati e protetti. Non sia mai che qualcuno si ritrovi solo nel momento in cui deve chiudere lo sportello della lavatrice.