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Il lato B/P.A.-radosso: a chi servono i concorsi pubblici se non si puo’ assumere nessuno?

Ricevo via email il testo della proposta di legge di Donatella Poretti , senatrice del gruppo Pd dotata di blog, che  si pone una domanda in effetti pertinente (o forse impertinente?) in tempi di recupero di produttività del lavoro nella Pa, con le polemiche che infuriano sui "fannulloni" e sull’operato del battagliero ministro Brunetta: se la Pubblica Amministrazione non può assumere, allora perché indice continuamente nuovi concorsi?
"Sono ormai decine di migliaia le persone in Italia che hanno partecipato e vinto un concorso pubblico, ed aspettano da anni, a volte anche più di sei, di essere assunti. La causa di questi ritardi riguarda il "blocco delle assunzioni" che oramai viene reiterato in Italia da quasi 15 anni a varie riprese; il "blocco" attuale è in vigore dal 2001", scrive la senatrice. La quale si chiede a che scopo, dunque,  la macchina concorsuale continui a lavorare incessantemente "creando graduatorie di vincitori che saranno assunti dopo molti anni, nonché liste di idonei cui la Pubblica Amministrazione dovrebbe attingere nel caso di bisogno, ma che nella realtà vengono lasciate scadere per poter fare nuovi concorsi".

E’ una questione di costi che gravano inutilmente sulla spesa pubblica, osserva giustamente Poretti, e, ancor più opportunamente, di diritto, quello a ricoprire un incarico lavorativo (Costituzione all’art.97 ) acquisito dai vincitori di concorso, che dovrebbero dunque "avere la precedenza nell’assunzione rispetto ai lavoratori precari".
Verrebbe da dire che la senatrice si schiera a difesa dei vincitori e, insieme, da chiedersi se è giusto che i precari siano destinati ad essere tagliati fuori (una loro stabilizzazione automatica e generalizzata, non basata su competenze e merito è una soluzione altrettanto anti-storica, e improponibile per una Pa che persegue criteri di efficienza), senza possibilità di rientrare nel gioco. A meno di indire altri concorsi per loro, facendo ripartire la giostra… Peccato che i primi abbiano, in realtà, toccato un traguardo, ma del tutto platonico. La graduatoria, non la destinazione : che cosa si fa in sei anni, aspettando che il posto vinto si materializzi? E che i secondi, i precari, scivolino, di conseguenza,  e a causa di un meccanismo-loop imbizzarrito e paradossale, ancora più indietro. In fondo alla classifica generale: la graduatoria dei comunque senza lavoro. 
Nota a margine: Donatella Poretti è quella parlamentare-mamma che, nella passata legislatura portava la figlia piccolissima Alice in Parlamento, e ha scritto un diario  illustrato: JobTalk ne ha parlato nel post per la stucchevole "Giornata della mamma che lavora"…

  • Comitato ICE |

    Ciao a tutti,
    scrivo a nome del Comitato Vincitori Non Assunti ICE al fine di sollecitare gli eventuali membri di analoghi comitati di vincitori in attesa di assunzione a prendere contatto con i nostri rappresentanti al fine di condividere informazioni e, soprattutto, coordinarci nella battaglia contro il blocco delle assunzioni.
    Abbiamo già posto in essere diverse iniziative, ma se vogliamo davvero riappropriarci del nostro futuro è necessario far compiere un salto quantitativo e qualitativo alla nostra attività unendoci in nome dell’interesse comune.
    Siamo circa 70.000, ma estremamente frammentati. Se riuscissimo ad agire in maniera compatta aumenteremmo di molto il nostro peso presso l’opinione pubblica e la classe politica.
    comitatoice@libero.it
    http://comitatoice.blogspot.com/

  • comitatoidoneiae2008 |

    Siamo un gruppo di giovani costituitosi in apposito comitato, portavoce degli interessi e delle legittime speranze di numerosissimi canidati che hanno partecipato all’ultima procedura concorsuale indetta dall’Agenzia delle Entrate con bando prot. n. 2008/20893 “per l’assunzione di 1180 unità per la terza area funzionale F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria”.
    La questione riguarda una situazione paradossale alla quale la politica non può non essere sensibile e cioè, mentre il Governo ha emanato una legge finanziaria che dice di voler privilegiare la lotta all’evasione fiscale, lo sviluppo, la piena occupazione ed il contenimento della spesa pubblica, le scelte della Pubblica Amministrazione ancora una volta dimostrano di non essere ispirate ai criteri di economicità ed efficienza ed alle più elementari regole di trasparenza e buon andamento.
    Il comitato di idonei al tirocinio 2008 composto da molti di coloro che hanno superato entrambe le prove concorsuali ma che non sono stati ammessi a partecipare al tirocinio suddetto perché non rientranti nei posti previsti dal bando. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di chiedere agli organi competenti di stilare una graduatoria nazionale di tutti gli idonei al tirocinio 2008 e di attingere da tale graduatoria per coprire l’organico che l’Agenzia delle Entrate ha previsto per i prossimi due anni anziché indire un nuovo concorso della stessa tipologia con conseguente aggravio della spesa pubblica e, comunque, in ogni caso l’opportunità di scorrere la graduatoria.
    .
    Il problema che vorremmo sottoporre alla vostra attenzione è il seguente:
    il bando di concorso prot n. 2008/20893 “per l’assunzione di 1180 unità per la terza area funzionale F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria”, prevede una complessa quanto insolita procedura selettiva caratterizzata da due prove per quiz, il superamento delle quali comporta l’ammissione ad un tirocinio presso gli uffici dell’AE di durata semestrale, all’esito del quale si accede ad una prova orale, il cui ulteriore superamento unitamente ad un parere positivo sull’espletamento del tirocinio del capo dell’ufficio presso il quale si è svolto, da finalmente diritto alla tanto agognata assunzione a tempo indeterminato presso l’AE.
    Va preliminarmente precisato che il punteggio richiesto dal suddetto bando per il superamento di ciascuna delle prime due prove è quello di 24/30. (artt. 5 e 6 del bando).
    Orbene passiamo al motivo delle nostre doglianze:
    1) chi vi scrive ha superato entrambe le prime prove con una votazione nettamente superiore a quella minima richiesta dal bando. Ciò nonostante, non siamo stati ammessi alla fase successiva del tirocinio.
    2) in particolare, le due prove a quiz erano articolate in questo modo: la prima, denominata prova oggettiva tecnico – professionale prevedeva la risoluzione di quiz a risposta multipla su nove materie oggetto di studio, la seconda invece denominata prova oggettiva attitudinale prevedeva la risoluzione di quiz a risposta multipla su serie numeriche, comprensione brani e ragionamento critico numerico. Fra le due prove non è stata fatta alcuna media aritmetica dei voti. Si consideri che la prima prova non era una prova preselettiva, avrebbe invece ben potuto esserlo la seconda vista la prassi attuale di utilizzare i quiz attitudinali come preselezione del personale. Chi superava la prima prova veniva ammesso alla seconda e chi superava la seconda e rientrava nel numero dei posti previsti risultava ammesso al tirocinio.
    Molti di noi hanno conseguito un punteggio alla prima prova e anche facendo la media fra le due prove nettamene superiore a quello di alcuni candidati che attualmente hanno iniziato il tirocinio. L’Agenzia delle Entrate reclama spesso di volere le risorse umane migliori alle sue dipendenze e allora come si spiega la controversa procedura che ha attuato nel concorso 2008 che ha escluso molti candidati oggettivamente migliori?
    Pertanto, è giusto, logico, ma soprattutto meritocratico che noi idonei al tirocinio veniamo abbandonati in questo modo?
    3) l’AE, contrariamente ai doveri di trasparenza e correttezza amministrativa che incombono su qualsiasi P.A., non solo non ha provveduto a pubblicare una graduatoria ufficiale degli idonei non ammessi al tirocinio, ma non ha, per mezzo di alcuni suoi funzionari, voluto nemmeno comunicare telefonicamente ai diretti interessati, la propria posizione numerica nella graduatoria interna sicuramente in suo possesso. Ci domandiamo quale sia il fine di questa reticenza.
    4) orbene, siamo venuti a conoscenza che le intenzioni dell’AE per il prossimo anno sarebbero quelle di indire un nuovo concorso per l’assunzione di nuovo personale amministrativo con la medesima qualifica di quello oggetto della presente lettera. Tutto ciò è in netta controtendenza alla Sua nuova politica finanziaria determinata dal DL. 112/2008, che prevede, in un’ottica di risparmio di risorse finanziarie ed al fine di evitare inutili sprechi di denaro pubblico, un legittimo assorbimento di risorse umane dalle graduatorie composte da idonei non vincitori dei precedenti concorsi espletati. A conferma di quanto appena affermato il suddetto decreto ha pertanto modificato l’art. 35 co. 5 del d.lgs. n. 165/2001 aumentando da tre a quattro anni l’effettiva vigenza delle graduatorie dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale amministrativo. Ci chiediamo e Le chiediamo: a cosa serve aumentare di un anno la validità delle graduatorie se poi la P.A. non attinge da esse? Ed anzi si vuole indire un nuovo concorso, con tutti i costi che esso comporta, per reclutare quel personale che il richiamato decreto (112/2008) e l’attuale politica di risparmio economico vorrebbe che sia assunto proprio attingendo dalle tanto declamate graduatorie.
    Apprendiamo proprio in questi giorni dal testo di una recente interrogazione parlamentare in cui sono stati quantificati i costi per bandire un concorso per 500 funzionari presso l’ Agenzia delle Entrate che la spesa per l’espletamento del nuovo concorso, sarebbe quantificabile, all’incirca, nella misura di 1.500 euro per ognuno dei 500 posti da coprire, ed inoltre devono essere considerati i costi del periodo formativo, d’ingresso, pari a circa 4.500 euro per ciascun candidato, ed il costo della retribuzione del funzionario assunto, che assommerà, per tutto il periodo della sua carriera (presumibilmente di 40 anni), a circa 1.900.000 euro.
    Infine, ma non meno importante, non ci resta che affrontare la tematica della disparità di trattamento che l’Agenzia ha riservato da un anno all’altro a delle situazioni molto simili, se non addirittura identiche, il tutto in palese violazione dell’art.3 della Carta Costituzionale.
    Una chiara ed incresciosa iniquità di trattamento che si verrebbe a creare qualora non si dovesse dare seguito allo scorrimento delle attuali graduatorie, rispetto alla politica dell’Agenzia dello scorso anno che ha visto l’ammissione con conseguente assunzione di un numero molto elevato di idonei non vincitori, tra l’altro ammessi con una votazione di gran lunga inferiore a quella dei meritevoli idonei non ammessi di quest’anno.
    Noi “aspiranti tirocinanti” non chiediamo l’assunzione a tempo indeterminato, che spetta agli effettivi vincitori, ma rivendichiamo l’interesse legittimo a che ci venga concessa la possibilità di partecipare al tirocinio teorico-pratico di cui all’art. 7 del bando di concorso.
    Si aggiunge inoltre che il comportamento dell’AE nell’espletamento della procedura concorsuale cui ci riferiamo, non è immune da vizi. Si è verificato, infatti, che alcuni candidati pur avendo superato la prima prova con punteggio superiore a quello richiesto non siano stati ammessi alla seconda, ma avendo adito il T.A.R. Lazio sono stati sospensivamente ammessi alla suddetta. Non è il nostro caso, ne siamo consapevoli! Noi abbiamo superato come punteggio anche la seconda, ma si deve riconoscere una significativa analogia con il nostro caso. Infatti, se ai primi è stato riconosciuto il diritto a partecipare alla successiva prova, a maggior ragione deve essere concesso anche a noi di partecipare alla prova successiva, il tirocinio, in entrambi i casi, infatti si tratta di fasi endoprocedimentali del concorso pubblico, non essendo allo stato ancora terminato. Il tirocinio è appena iniziato e che il tempo per noi è tiranno, questo, infatti, è l’ultimo momento utile per poter intervenire a tutela dei nostri interessi legittimi, il che necessita una pronta e tempestiva azione.
    — comitato idonei ae 2008 comitatoidoneiae2008@gmail.com

  • Rory |

    Sarà anche una guerra tra poveri, ma la Costituzione parla chiaro e nella P.A. si entra per concorso pubblico.
    I concorsi sono aperti anche ai precari, che spesso sono anche avvntaggiati perchè gli vengono attribuiti titoli di merito. Partecipino anche loro e li vincano.
    Io sono vincitrice di un concorso, per il quale ho studiato follemente durante weekend, ponti, vacanze e di notte, perchè di giorno ero precaria da un’altra parte.
    E sono in attesa di una chiamata che non arriva, perchè prima devono essere stabilizzati i precari, entrati non si sa bene come e che ora pretendono un posto a tempo indeterminato al quale, quando sono entrati in quella P.A., sapevano benissimo di non avere diritto.

  • Michele |

    Forse fuori topic, ma sempre di pubblico si parla. Dopo aver provato per svariati minuti tutti, dico tutti, i numeri di dirigenti/impiegati dell’Unità Operativa (???????) di uno dei più importanti ospedali italiani alla fine disperato decido di passare dal centralino. Qualcuno risponde dopo una quindicina di squilli e mi sento dire “Ma lei di pomeriggio chi pretende di trovare negli uffici”.
    Fantastico, fra quelli che di pomeriggio non dovrei pretendere di trovare ci sono anche due dirigenti che penso percepiscano uno stipendio discretamente eccitante e maagri anche qualche premiuccio sparso per la straordinaria produttività! Sono l’ultimo a voler e poter fare di tutta l’erba un fascio avendo in casa l’esempio di una dipendente P.A. che lavora tanto quanto me che sono nel privato, dico solo che non sono situazioni accettabili

  • Cristella |

    Mah, è una questione annosa. Una “guerra fra poveri”, verrebbe da dire. Nell’impossibilità di poter assumere dalle graduatorie dei concorsi, le pubbliche amministrazioni, per poter sopravvivere, hanno dovuto affidarsi a lavoratori chiamati attraverso altre procedure – spesso poco ortodosse, forse – e comunque non necessariamente secondo i criteri di presunta salvaguardia dell’imparzialità previsti da quelle dei concorsi pubblici (dando per scontato che si tratti di concorsi regolari e seri). Tempi determinati, Cococo, Cocopro, partite Iva, ATI, interinali… Si sono formate così due categorie di aspiranti al posto di lavoro: i vincitori di concorso tuttora in attesa di un legittimo riconoscimento e i precari nelle loro varie declinazioni, che nel frattempo hanno maturato esperienza e professionalità “su” quel posto di lavoro che sarebbe spettato ad altri, diventando anche indispensabili o quasi (loro, i precari) al funzionamento di singoli uffici ed enti. Chi bisognerebbe tutelare di più? Chi ha maggiori diritti?
    Ripeto: un’altra tristissima “guerra fra poveri” all’italiana.

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