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JobCoach/ Vivere la vita di un altro? Un caso di riconversione professionale

Da oggi sale a bordo di JobTalk l’amica Giovanna Giuffredi, psicologa, Life Business e Corporate Coach. L’avrete senz’altro vista in Tv all’opera come saggia Life coach su La7, nel programma "Adolescenti  istruzioni per l’uso". Ci racconterà delle storie vere di persone che hanno problemi veri e frequenti nel mondo del lavoro, dicendo come li ha aiutati a superarli. Le vostre, di storie, sono gradite…e i commenti anche dissonanti. Benvenuta Giovanna!
di Giovanna Giuffredi. “Sono arrivato a 42 anni e all’improvviso mi sono accorto che non vivo la mia vita, quello che faccio ogni giorno non mi appartiene, sono demotivato e preoccupato, non ho più voglia di andare a lavorare”. Claudio, un Project Manager di un’azienda rinomata, all’apice della carriera, stimato, con ottimi risultati professionali, nonostante tutto …viveva il male di vivere. Ha lasciato il suo lavoro. Alle sue spalle una storia piuttosto comune. Genitori amorevoli, hanno cercato di indirizzarlo fin da piccolo verso un percorso di studi che ritenevano più consono a trovare un buon lavoro. E quindi, anche se lui voleva frequentare il liceo classico, è stato iscritto allo scientifico.
All’università era attratto dagli studi filosofici, ma mamma e papà lo hanno convinto che Economia e Commercio avrebbe aperto più strade. Lui aveva difficoltà a contrastare la logica ferrea dei genitori. E così ha comunque finito gli studi e si è ritrovato presto in una grande azienda. La sua disponibilità, il suo forte senso di responsabilità, le sue capacità, gli hanno consentito una carriere brillante. Nel tempo libero Claudio viaggiava, fotografava angoli e particolari che lo colpivano, appassionandosi di foto. Ha seguito corsi di tecniche fotografiche, seminari di specializzazione e ha trovato una via per esprimere quella parte di sé alla quale aveva sempre dovuto rinunciare.   
Quando Claudio è venuto nel mio studio, voleva cambiare completamente lavoro. “Voglio fare il fotografo, ma come faccio? Da dove comincio? Alla mia età è impossibile!”

Nei casi di riconversione professionale, é frequente la tendenza a voler cambiare vita, gettando il passato alle ortiche, senza riuscire a valorizzare le esperienze fatte. In questi casi sorgono resistenze, perché inconsciamente diventa inaccettabile cancellare il bagaglio acquisito.
Abbiamo iniziato un processo di career coaching, individuando obiettivi appaganti, esplorando le motivazioni al cambiamento, cercando “il senso” che desse la direzione al percorso intrapreso, lavorando sulla consapevolezza della trasformazione e sui risultati acquisibili attraverso steps specifici. Claudio ha lavorato sulla concretizzazione delle idee e dei sogni,  trovando nuove chiavi di lettura, per costruire il suo piano d’azione.
Il compito del career coach è anche quello di fare esplorare la possibilità della conciliazione, della fusione delle esperienze e competenze per progettare un cambiamento professionale. Ogni esperienza ha un suo valore, contribuisce a sviluppare conoscenze, competenze e a rinforzare qualità personali. Per ottenere risultati sostenibili nel tempo vanno rispettati tutti i segnali che il cliente esprime. Un buon bilancio di competenze in questi casi offre maggiore consapevolezza delle proprie risorse, in modo da poterle utilizzare. Claudio ha recuperato dicotomie tra opzioni che sembravano inconciliabili, riuscendo a scoprire nuove prospettive che hanno sostenuto il suo processo decisionale.
Dopo diverse esperienze come fotografo molto gratificanti, ma poco remunerative, Claudio ha sentito l’esigenza di portarsi al livello economico che aveva quando ha lasciato il suo lavoro. Ha recuperato le competenze del Manager, conciliandole con l’interesse per l’espressione visiva. Oggi, ha ormai una sua società e si occupa di progetti integrati di comunicazione. Lavora per curare la presentazione di aziende, attraverso prodotti multimediali.
Le sue doti umane gli consentono di creare facilmente un buon rapporto con i clienti, la sua disponibilità a consolidarne la fidelizzazione e la promozione, le sue competenze di Project Manager gli permettono di realizzare progetti e coordinare il suo team di lavoro con facilità. Ma la chiave del suo successo, è la passione per il suo lavoro.   

  • Fabrizio Buratto |

    La storia di Claudio non fa che confermare ciò che ho sempre avvertito: ciascuno deve seguire le proprie inclinazioni fregandosene del mercato e di cosa sia più conveniente. Lo dice uno che ha lasciato Giurisprudenza al primo anno (e mi ricordo ancora la scena quando lo dissi ai miei genitori) per fare Storia. Sono precario, è vero, ma almeno, dopo anni, faccio un lavoro che mi piace. I compagni di liceo, che non hanno avuto il mio coraggio o genitori più intransigenti dei miei, e hanno intrapreso una strada diversa da quella per cui erano portati, ora sono frustrati sia come persone che come professionisti.

  • Giovanna Giuffredi |

    Grazie Loredana per il messaggio gratificante, ma ti confesso che la bacchetta magica è nella tasca di ogni persona che decide di voler cambiare!

  • Loredana Oliva |

    Benvenuta Giovanna! Sono un’assidua di “Adolescenti istruzioni per l’uso”, e vera tifosa delle tematiche che hai affrontato con il tuo post. L’affidamento a un coach, o a un terapeuta che osservi la vita di un altro, in famiglia, nel lavoro e nei rapporti interpersonali diventati molto difficili ultimamente, è un messaggio importantissimo, lontano dai più. E poi il cambiamento è una parola magica.
    Tu hai tutta l’aria di essere un’aiutante magico. Grazie, loredana.

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