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JobTech/ Ebay : 16.500 italiani campano con l’asta

di Andrea Curiat. Ebay non è soltanto una casa d’aste online con milioni di utenti in tutto il mondo. È anche l’ultima e più recente incarnazione di una vecchia chimera da sempre inseguita, e quasi mai raggiunta: la possibilità di guadagnare molto, lavorando da casa, con poca fatica.
Solcando le onde del web è facile imbattersi in blog, filmati su youtube, testi elettronici che spiegano “come trasformare eBay in un lavoro” se non addirittura “come arricchirsi con eBay”. Peccato che poi, a ben vedere, i blog siano tenuti da sedicenti consulenti a tariffa oraria, i filmati non facciano altro che pubblicizzare ambigui siti a pagamento, e le guide testuali possano essere acquistate pagando comodamente con la carta di credito.
Esistono davvero, dunque, questi fantomatici professionisti di eBay, che con pochi clic e qualche vetrina virtuale ben allestita riescono ad arrotondare degnamente lo stipendio o a sostituirlo del tutto con i proventi delle vendite? Secondo una ricerca condotta da Research International per conto della stessa eBay.it, la risposta è sì: ci sarebbero ad oggi 16.500 italiani che traggono un reddito primario o secondario da attività legate alla casa d’aste, un dato in aumento del 105% rispetto al 2006. Di questi, circa la metà sono privati, mentre 2.000 sono dipendenti di piccole e medie imprese.

Le aziende presenti su eBay sono complessivamente 6.500, in crescita del 223% in due anni, e 1.000 dirigenti hanno abbandonato l’attività tradizionale per concentrarsi esclusivamente sulle vendite online.
Per quanto i dati di crescita siano interessanti, i numeri sono ancora troppo bassi perché si possa parlare, come enfaticamente sostiene eBay in una nota, di un “cambiamento in atto nel mondo del lavoro italiano”. Soprattutto perché il reddito preso in considerazione è molto variabile e parte da un tetto minimo di 9mila euro in 12 mesi: in sé un ottimo arrotondamento, ma non certo quel che si dice uno stipendio da nababbi.