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MyJob24-Le vostre storie/Sulla homepage di Job24 Petra Dell’Arme, bergamasca on the air

Sydney_petra
MyJob24-Le vostre storie è a cura di Loredana Oliva .
Petra Dell’Arme, 26 anni, l’avevamo già incontrata trattando gli argomenti della formazione internazionale e dello studio delle lingue per "Lavoro e Carriere" del Sole 24 Ore del Lunedì. "Da Arlate di Calco a Montreal, destinazione Sydney", scrivevamo di lei. Oggi Sydney è quasi un ricordo per Petra. La protagonista di MyJob24 sulla homepage di Job24 non ha archiviato i suoi progetti d’aspirante giornalista giramondo, ma si è fermata qualche anno a Bergamo per concludere il corso di laurea magistrale in Comunicazione e Editoria Multimediale. Nel frattempo, debutterà tra qualche settimana come responsabile dell’informazione della webradio dell’Università di Bergamo. La presenza di Petra in questo blog è quasi d’obbligo: sta preparando la tesi di laurea proprio sui blog, in particolare quelli sulla Cina di Federico Rampini, Francesco Sisci e Fabio Cavalera, analizzati " a livello semiotico-retorico confrontandoli con gli articoli pubblicati sulle relative testate". Analizzerà anche noi? Petra, sii clemente!
Leggete la sua storia, e ascoltate il file audio che ci ha mandato in anteprima, per presentare i programmi di RGB.
Attendiamo commenti e osservazioni, e non dimenticate di segnalarci le vostre storie per i prossimi My Job24.

  • rosanna santonocito |

    Caro Nicco,
    allora mandaci anche tu la tua storia!!! Il commento è entrato anche i homepage se vai a vedere… ciao

  • [n] |

    Carissima Petra, avevo lasciato un commento ma non è apparso; ti riassumo il tutto dicendo che ho viaggiato attraverso l’Australia tra il 2003 ed il 2004, toccando anche la Nuova Zelanda. Ho avuto diverse esperienze ed un giorno ne parlerò credo più nel dettaglio. Una cosa che mi piace di quello che hai scritto è il fatto del continuo muoversi, del non rimanere arenati. Nella difficoltà come nelle opportunità. E’ un atteggiamento giovane e fresco, tutt’altro rispetto alla mentalità radicata al passato che non permette all’Italia di cambiare neanche nelle piccole cose. Esplorare il mondo esplorando sè stessi è la cosa più speciale che possa esistere per offrire un know-how che nessun tomo da 300 pagine potrà mai darti. Non riesco a capire come certe aziende possano preferire un laureato con 110 e lode che non ha mai coltivato nient’altro che il suo orticello nella serra della sua università rispetto ad una persona che si è presa il suo tempo per seminare in giro per il mondo e raccogliere quanto più possibile. Tu che ne pensi?
    [n] http://nicco.megablog.it

  • Petra |

    Buongiorno!
    Scusate il ritardo con cui rispondo ma ho trovato le domande molto impegnative…
    Per Carmen: complimenti per l’intraprendenza! Appena possibile parlerò del tuo lavoro con i miei colleghi per capire come raccontarlo, mi sembra davvero interessante. Non ho mai avuto esperienze di green campus però, mi dispiace.
    Per quanto riguarda i diversi modelli di istruzione, è difficile stabilire il migliore. Forse il nostro sistema andrebbe integrato con quello australiano.
    Ad esempio, alla UTS avevo seguito un corso di diritto dell’informazione bellissimo. Su 3 ore di lezione, due erano dedicate alla scrittura di articoli in linea con le leggi sulla diffamazione, ecc. La stessa materia qui da noi prevede solo la lettura di un tomo di circa 300 pagine sulla STORIA del diritto dell’informazione.
    Allo stesso tempo, però, il corso di sociologia della comunicazione a Sydney si era rivelato molto inconsistente: ci facevano leggere qualche articoletto e poi ci chiedevano la nostra opinione (nel bene e nel male gli australiani sono fissati con il “critical thinking”). In Italia devi leggerti come minimo un volume su tutte le teorie in merito.
    Per Andrea, il guru informatico di RBG: per ora sono in fuga al 50%, ma potrei sempre diventarlo al 100%. Per convincere i giovani a tornare (o a rimanere) occorrono due cambiamenti fondamentali:
    1 Bisogna cambiare mentalità: noi giovani siamo risorse fresche da valorizzare, non pesi da sopportare (come mi ha detto un annetto fa un anziano avvocato che avrà avuto 75 anni per gamba). I datori di lavoro che ci offrono sei mesi di stage gratuito o pagato 200 euro al mese con la scusa che ci fanno fare “una bella esperienza”, dovrebbero capire che riconoscerci una retribuzione decente e dignitosa non rende il lavoro una brutta esperienza. Casomai, restituisce il significato alla parola: “Occupazione specifica che prevede una retribuzione ed è fonte di sostentamento” (Sabatini Coletti).
    Noi giovani dovremmo cambiare mentalità perché troppo spesso accettiamo di lavorare gratis senza fare una grinza (tanto pagano mamma e papà, ma è un’assurdità!). E dovremmo imparare ad unirci per difendere i nostri diritti, liberi dalle storture ideologiche degli anni Sessanta, ma consapevoli che se non si fa attenzione la storia torna indietro.
    2 Bisogna cambiare leggi: la questione di fondo è che le retribuzioni fanno schifo. Sono pagati male gli indeterminati e sono pagati ancora peggio i precari: perché non fissare un minimo salariale per tutti i lavoratori a 8-10 euro all’ora per esempio?
    Che ne pensi Andrea? E gli altri? Avete siti ed iniziative da segnalarmi per RBG?
    Petra

  • Andrea |

    Cara Petra,
    ho condiviso con te parte del mio percorso universitario, ho seguito a distanza il tuo viaggio in Australia attraverso fotografie che mi mettevano quasi invidia, recentemente ho pure collaborato con te alla fondazione di radio RBG…
    Oltre a farti i doverosi “in bocca al lupo” per il tuo futuro, dentro e fuori Bergamo, volevo farti una domanda: cosa pensi che potrebbe essere fatto in Italia per fornire a chi intraprende viaggi di studio all’estero un buon motivo per tornare?
    Si parla spesso di cervelli in fuga, tu lo sei stata al 50%. Quali sono i punti di forza di questo Paese che ancora possono renderlo appetibile per chi si avventura nel mondo della ricerca, o per chi comunque vorrebbe una carriera ed ha respirato l’aria di oltre confine?
    Un caro saluto,
    Andrea

  • carmen boscolo |

    Ciao Petra, sono Carmen della prima storia di MyJob24. Complimenti per il tuo impegno in radio e per i tuoi interessantissimi racconti di viaggio! Sarebbe interessante sapere quale sistema universitario tra quelli sperimentati reputi il migliore e perchè. Conosco bene la realtà di Sydney e della UTS (ho studiato alla Macquarie nello stesso periodo in cui tu eri lì); mi piacerebbe avere qualche spunto su Canada e Siviglia. Hai avuto esperienze di green campus? Mi interesserebbe saperlo per integrare storie ed esperienze su Sostenibilità in Campus http://sostenibilitaincampus.weebly.com
    Ti invito a visitare il sito, potresti essere interessata a portare l’iniziativa all’attenzione degli studenti dell’Università di Bergamo tramite RBG. In bocca al lupo per la tua prossima meta!

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