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Diario da Capri/ Secondo giorno tra i Giovani Industriali

Un’altro resoconto dal XXIIesimo convegno dei Giovani industriali dalla  insider di JobTalk, la giovane imprenditrice  Katia da Ros

di Katia Da Ros. XXII  Capri, 6 Ottobre 2007  (seconda giornata)  Sabato mattina, ore 8.30, la giornata è uggiosa. Esco a prendere i giornali, c’è poca gente in giro….non incrocio  nessun giovane imprenditore! “Anema e core”  aveva una lunga coda di gente in attesa di entrare ieri sera a mezzanotte; immagino  sia stata una lunga nottata  per molti dei nostri convegnisti.Con mezz’ora di ritardo, inizia la nostra seconda giornata. Una frizzante Carmen Verderosa, Presidente dei Giovani imprenditori della Campania, fa il suo saluto e alcune acute riflessioni sulla libertà economica nelle terre del Sud. Conosco Carmen molto bene, e so con quale preparazione affronta ogni anno questo  impegnativo palco, oltre che guidare la macchina organizzativa locale del convegno.

 

Sale sul palco Carlo De Benedetti, Presidente CIR. Sono molti anni che non si concede ai media; siamo tutti molto curiosi su quello che dirà.De Benedetti attacca: “Spostamento dell’ economia da Ovest a Est. Insieme al peso economico si sposta anche il peso politico delle nazioni. Siamo ancora nel G7? Possiamo rassegnarci a diventare marginali?”
L’ esposizione è lucida ed è indubbiamente  una grande lezione di geopolitica.“Kennedy diceva che il mondo del futuro non appartiene agli elefanti ma ai pigmei che sappiano organizzarsi”. Penso a chi possano essere nel nostro paese gli elefanti ed i pigmei…De Benedetti mi viene in aiuto facendo l’esempio della Fiat (un elefante!) e dicendo che l’ Italia ha sempre meno elefanti capaci di competere su scala mondiale.
Passa poi al miracolo economico  italiano e chiede se era una Italia diversa. Si risponde che pensa di no. Chiede poi se era un mondo diverso, e si risponde che pensa di si. Concordo anche io….ora il mondo è diventato piatto!
De Benedetti è un uomo di grande visione, e ha quello spessore e quella “allure” tipica  dei grandi capitani di azienda.

Mentre il suo intervento continua, fuori, nei giardini del Quisi, “le Iene” fermano chiunque passi, per lo più inavvertitamente, nel loro ampio campo  di azione. Le domande sono ovviamente demenziali; ringrazio Dio per avermi salvato da una loro intervista “improbabile” fino ad oggi. Mi avvertono  esserci anche la troupe di “Ballarò”…come dire che è un terreno minato, e che è meglio rimanere in sala.
Bruno Vespa modera oggi le tavole rotonde.

La prima tavola è quella  dei  grandi  poteri, ossia del potere giudiziario, mediatico e finanziario. Attacca Luigi Abete, attuale presidente della Unione degli Industriali di Roma, nonché past president dei Giovani di Confindustria e assiduo frequentatore  del movimento. Luigi, inizia ovviamente con una battuta….giusto giusto per scaldare la platea.
Francesco Greco, sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, protagonista della stagione di “mani pulite”  subito dopo fa un intervento piuttosto tecnico, denunciando i mercati finanziari  di essere opachi e la non capacità di assicurare il diritto da parte della giustizia civile.
Salto sulla sedia quando afferma che “in Italia conviene uccidere il coniuge piuttosto che  affrontare una incerta causa di separazione”. L’esempio è di una crudezza sconcertante, ma rende bene l’ idea di quanto grave sia  la situazione.
Penso che per fortuna gli italiani poi alla fine sono pazienti e optano per la seconda soluzione.

Paol Mieli, il migliore di questa tavola rotonda, afferma che la situazione è ritornata ai livelli di quindici anni fa, con la differenza che oggi però mancano i punti di riferimento. Oggi quello che stà accadendo è senza rete. Ci vorrebbe una accelerazione fortissima in questo momento: il governo domattina stessa dovrebbe tagliare i ministri. E ripete, con forza, domani mattina. Scatta l’applauso in sala…è una ovazione. Rivolgendosi poi ai politici in sala continua “avete fatto un governo con il record dei ministri! E nonostante la riforma Bassanini”  – “Il pericolo non è Grillo, ma che al volante della macchina non c’è nessuno!” Contesta al governo di aver detto con arroganza di essere la parte migliore del paese. Dice che non c’è una parte migliore ed una peggiore.

Il direttore del nostro quotidiano, Il Sole 24 ore, Ferruccio de Bortoli, con la sua pacatezza (un gran signore, come si dice qui a Napoli)  va a chiudere la tavola rotonda.

In sala il caldo è anche oggi a livelli insopportabili. Decido di uscire per un caffè….tra il giardino ed il bar ci sono centinaia di persone: convegnisti, giornalisti, ospiti e consorti. Incrocio Gianluca, il presidente dei Giovani del Veneto, e ci facciamo almeno venti minuti di chiacchiere serie, e semiserie,  “del movimento”. L’ idea di rientrare, in  sala (oggi si potrebbe dire “serra”), mi infastidisce. E’ solo con l’ avvio dell’ intervento di Luca di Montezemolo, il nostro super presidente, che mi faccio coraggio e  riprendo posto. Il suo primo messaggio è di essere curiosi e di guardare avanti. Come non condividerlo? Siamo a non siamo imprenditori e  giovani?

Dice che gli imprenditori vogliono uno stato forte, autorevole, coraggioso, che affronti i veri problemi. Non siamo più attrattivi e occupiamo un vergognoso 53 posto, secondo la Banca Mondiale, per capacità di fare impresa. Tempi biblici della giustizia, carenza di sicurezza, scarse infrastrutture, eccessiva burocrazia: questi i motivi per cui non si viene ad investire in Italia.Lo speech di Luca dura un tempo biblico…siamo vicini all’ ora e mezza. Il presidente Montezemolo si merita il voto più alto per le sue capacità di oratoria….è quello che si dice un “animale” da palco. Tocca diversi argomenti, tutti caldi.

In chiusura chiede se le liberalizzazioni siano di destra o di sinistra, e si risponde che le liberalizzazioni sono il futuro ed il bene del paese che deve andare al di là delle egoistiche tattiche dei partiti. Gli imprenditori hanno bisogno di sfide, ma chiedono una politica forte.

La giornata  scivola via. E’ l’una e trenta circa quando il nostro presidente, Matteo Colaninno, sale sul podio per la chiusura dei lavori. Ringrazia tutti e parla di un convegno non ordinario e fuori dal protocollo in alcuni momenti. Dice di parlare per l’ultima volta da leader dei giovani imprenditori. Riflette sul fatto di aver lavorato molto in questi anni e di salutare senza alcun retrogusto amaro. Siamo cresciuti tutti realmente, in questi tre anni.

Con la fine della presidenza di Matteo il movimento non si conclude, certo; si conclude però una bella esperienza, anche mia personale.