13/05/08

Diari/Homo faber: dietro il lavoro c’è il pensiero, ovvero la filosofia

La filosofia in azienda è un tema che piace a voi jobtalkiani, che non vi spaventate davanti ai concetti, anche quelli all'apparenza poco digeribili e davanti alla dialettica (i passanti che si spaventano, magari commentano, poi scappano via verso altri blog, quelli fatti a forma di presepe). Quindi ogni qualvolta c'è un evento raggiungibile, cerco di proporvelo. Grazie a Karen Nahum e a Gea Gardini che mi hanno segnalato questa serata dell'Università Vita -Salute San Raffaele, e a  Fabrizio che l'ha seguito per tutti noi e qui ce lo racconta. Interessante il parterre multidisciplinare...
di Fabrizio Buratto. Prima di leggere questo post, leggere attentamente le avvertenze: ciò che segue c’entra moltissimo col lavoro, anche se potrebbe non sembrare.
Ieri sera, al teatro Franco Parenti di Milano, si è tenuto l’incontro dal titolo “Homo faber – Filosofia e Lavoro”, organizzato dalla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele; moderato da Armando Torno, sono intervenuti  Massimo Cacciari, Giulio Giorello,  Marcello Lippi, Emanuele Severino e Franco Tatò. Teatro stracolmo, forse grazie alla presenza dell’unico – in apparenza – non filosofo Marcello Lippi, che invece ha una sua filosofia. Parola che sembra lontana dalla nostra vita quotidiana da quando, nota Severino, col nascere della borghesia europea, si è smesso di considerare il filosofare parente del fare.
Invece, sottolinea Cacciari, la filosofia è sempre una prassi, e infatti il filosofo deve procedere per evidenze, essere un disincantato realista quando si interessa alle cose di questo mondo, se no è solo un chiacchierone. E senza realismo non si va da nessuna parte, insegna l’esperienza di Lippi.

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Flessibili o precari?/ Il mistero della "percezione": il punto di vista precario sulla ricerca di Assolavoro /Ipsos

Sulla homepage di Job24 oggi abbiamo una ricerca Assolavoro-Ipsos sulla conoscenza dei nuovi contratti. Il quadro che emerge dall'indagine peraltro commisionata dall'organismo di categoria delel Agenzie per il lavoro è singolare: la maggior parte degli italiani interpellati, a dici anni, dal varo del pacchetto Treue a a cinque da quello della legge 30, fa una gran confusione tra interinale (che si chiama somministrazione a tempo determinato adesso, e il termine tra l'altro bruttissimo non aiuta la chiarezza..) contratti  aprogetto, partite Iva. I giovani, visto che queste modalità di lavoro le vivono, sono un po' più informati ma, in fondo, anche diffidenti, visto che trovano l'interinale utile per l'inserimento il larga percentuale (78%), ma le autocandidature sono ancora il canale preferito.  Commenti aperti, qui o là. Intanto leggete il punto di vista di Fabrizio
di Fabrizio Buratto. Quando, alle elementari, non riuscivamo a risolvere un semplice problema di matematica o non rispondevamo ad una domanda banale, la mia maestra esclamava: “ma hai la pelle di salame sugli occhi?” E’ la domanda che vorrei girare a quel 58,3% di “forza attiva alla ricerca di un’occupazione” secondo il quale il mercato del lavoro, negli ultimi dieci anni, “non ha subíto cambiamenti rilevanti”. Eppure, lo stesso campione interrogato per l’indagine commissionata da Assolavoro, si esprimerebbe diversamente sull’andamento dei prezzi ortofrutticoli, della pizza o della benzina. Dunque è un problema di percezione, come per l’umidità che fa aumentare il caldo percepito.  Sulle motivazioni di tale percezione andrebbe svolta un’indagine sociologica, ma questo non è l’unico dato stupefacente emerso dall’indagine – e il dubbio che alcuni degli intervistati fossero sotto l’effetto di stupefacenti rimane, soprattutto per quel 17,4% che ha risposto “non so” alla domanda: “Quale strada consiglierebbe di percorrere ad una persona che è alla ricerca di un lavoro?” Forse pensava alla strada e al numero civico di qualche politico e ha preferito glissare. Così mi ha stupito che, alla medesima domanda, il 33,1% abbia risposto con “invio del cv direttamente alle aziende”; ho mandato decine di curriculum, fatto corsi e stage, sono stato assistente universitario ed ho scambiato opinioni con molti coetanei e giovani veri (dai 20 ai 25 anni). Mi sento di affermare che non funziona così. Il cv è considerato degno di una risposta se inviato per proporsi in stage, o se presenta un candidato dal profilo molto alto, presupponendo esperienze non maturabili da un giovane.

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Formazione/La Bocconi sale nelle classifiche del FinancialTimes per la formazione in management

di Loredana Oliva. La SDA Bocconi è, anche quest’anno, l’unica scuola di management italiana presente nelle classifiche dell’executive education stilate dal quotidiano inglese Financial Times. Si colloca al 15esimo posto al mondo e al 5° in Europa.  Nel corso del  2007 è migliorata la posizione della Bocconi, che al di là delle classifiche è apprezzata dal Financial Times, per una serie d’iniziative, relative alla responsabilità sociale, e all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese Si tratta della valutazione di corsi internazionali rivolti a manager nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni che stiano compiendo il salto da una posizione di responsabilità di divisione o di business unit a una posizione di responsabilità manageriale più importante- Questi corsi per manager  hanno avuto una buona performance   nelle classifiche dell’executive education pubblicata  dal Financial Times .

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12/05/08

Il lato B/ Pietro Ichino e la vetrina dei nullafacenti su Internet: la trasparenza ai tempi di eMule

Ichino_3   "Tutti i dati sul funzionamento dell’amministrazione, ma proprio tutti, devono essere accessibili su Internet, come accade in Svezia o in Gran Bretagna. Per consentire anche la valutazione diretta da parte della cittadinanza, degli osservatori qualificati esterni."Lo ha detto ieri Pietro Ichino, eletto nelle file del Pd, in una intervista a Libero che oggi il prof  ha riportato sul suo blog  . Ichino ribadisce l'intenzione di portare la sua tradizionale offensiva anti-nullafacenti nella Pa  in Parlamento e, raccogliendo l'assist del neoministro alla Pubblica Amministrazione e Innovazione Brunetta (intervistato sempre da Libero il giorno prima), lancia la prima ipotetica intesa bipartisan della legislatura. Le linee di  azione suggerite ricalcano i cavalli di battaglia classici ichiniani : uno, potere disciplinare ovvero punizioni esemplari; due, l'ente di valutazione indipendente che aveva già prefigurato e proposto in passato alla Regione Lombardia. Il terzo, la trasparenza, verrebbe invece realizzata attraverso la sponda internettiana. E qui arriva la cosa interessante. Sarà attivo entro l'estate il portale, sulla cui materializzazione "si è impegnata" la Regione Lazio, si legge nell'intervista, sulla base del progetto elaborato dal Dipartimento universitario (Studi del lavoro e Welfare Statale di Milano) dello stesso Ichino, presentato lo scorso febbraio.

Meriti e demeriti dei dipendenti e dirigenti pubblici esposti online sul Web alla verifica degli osservatori titolati a farlo, ma, pare proprio di capire anche della generalità dei cittadini- utenti : viene spontaneo (o no?) il un collegamento con la vicenda (recente) dei redditi sul Web, le polemiche sull'uso e abuso e la legittimità e gli sviluppi che sono seguiti. Oggi si apre a Roma il ForumPA, le reazioni degli interessati e degli addetti ai lavori (servizi tecnologici alla pubblica amministrazione) non si faranno attendere.

Ma intanto sul blog mi chiedo - e vi chiedo- è opportuno (e legittimo) aprire un'altra vetrina generalizzata in Rete e un'altra corsa all'eMule civico o guardone  su un altro tema "sensibile" e su altri dati di lettura complessa? Da chi dipende la produttività in ufficio, nella Pa  dalla volontà del singolo lavoratore "nulla o poco facente", dallo "stile"dei dirigenti, dalle norme dall'organizazione, dal contesto ambientale.... ? O l'urgenza della questione autorizza forse a imboccare la strada più eclatante "come accade in Svezia e in Gran Bretagna" ? Ma che cosa accade con i "civil servant" in Svezia e in Gran Bretagna? Mi sembra un bel tema per cominciare la settimana dei commenti... 

10/05/08

HrCenter/Selezione virtuale, ma il lavoro è sicuro: il primo e-recruitment day (italiano) di Accenture

La selezione si appropria dei nuovi strumenti e degli spazi del Web 2.0, i career day si smaterializzano e traslocano in Rete. JobTalk segue questa evoluzione: oggi Alessandra ci parla del primo recruitment day italiano di Accenture, il 27 maggio, per i "sappisti"
di Alessandra Cicalini. La selezione sarà virtuale sì, ma il lavoro che si accaparreranno un buon numero di professionisti sotto i 35 anni, laureati e non, purché con ottima conoscenza dell'applicativo Sap è  assolutamente reale. Ad assicurarlo è Piero Nonino, senior executive di Accenture Italia e responsabile della divisione Sap dell'azienda. E' la prima volta che l'azienda  globale specializzata nella consulenza direzionale, nel system integration & technology, e nei servizi alle imprese organizza una selezione virtuale nel nostro Paese. Il “d-day” del recruitment online è stato fissato per il prossimo 27 maggio, in una maratona lunga un giorno intero (dalle 9 alle 19.30) durante la quale i candidati interessati potranno collegarsi e lasciare il proprio curriculum. Non solo, dopo la pre-registrazione con il rilascio di un nome utente e di una password, racconta ancora Nonino,– i partecipanti potranno accedere alla live-chat e chiedere informazioni sul tipo di profili cercati da Accenture Italia e su tutte le attività di recruiting e non.

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09/05/08

Il lato B/ Le ministre bambine e la "Donna perfetta" di Stepford

Sw02_4 Sul blog "Il soffitto di vetro" che Angela Padrone tiene sul sito de "Il Messaggero", il post di oggi ha per tema "Le ministre bambine".
Della formula 4/21 (Carfagna-Prestigiacomo-Gelmini- Meloni"), su cui, come notavo ieri, i colleghi si sono sbizzariti in una gara di amenità novecentesco-babbioniche, Angela scrive: ..."i giornalisti....all’unisono, ne hanno messo in risalto l’età e l’avvenenza: ”Sono giovani e belle”, dicono, che è come sottindere altri, e non tanto lusinghieri, aggettivi. Peccato che nessuno si sia peritato di sottolineare che i ministri maschi invece sono quasi tutti vecchi e brutti. Anzi, no, per fortuna qualche giovane c’è anche tra gli uomini, se no l’età media (56 anni), sarebbe salita chissà dove". Non so a voi, ma a me, leggendolo, è venuta subito in mente una sequenza di "La donna perfetta" (The Stepford wives). Film patinato e perfido, in cui la solita pestifera Bette Midler chiede alla algida ma stressata Nicole Kidman, produttrice Tv giubilata, perchè nel villaggio suburbano di Stepford, così lindo e inquietante da sembrare finto (?) dove i mariti le hanno "deportate", le donne sono tutte belle, giovani, magre e sexy. Gli uomini invece sono tutti piccoli, grassottelli, vecchiotti e poco attraenti. E lì Kidman risponde "Si vede che non hai mai lavorato in televisione". "Perchè questa è l'Italia", potremmo dire noi allo stesso modo. Non lamentiamoci poi se il Financial Times ci mette in ridicolo, usando gli stessi argomenti.
...comunque non è detto che quattro donne giovani e belle non possano fare meglio di altri uomini che, giovani o vecchi che siano, non hanno maturato un granché di altri meriti. Alcuni hanno anche alcuni riconosciuti demeriti. I nomi metteteli voi... conclude Angela nel suo blog. C'è stato ben di peggioin certi curriculum ministeriali del passato, scrivevo anch'io ieri su JobTalk, di un concorso di miss.

HrCenter/ "Glob" di Enrico Bertolino su RaiTre: Villaggio, Nichetti e la sfida letteraria Nietzsche-Gattuso

Bertolino3_2Non  dimenticate di guardare la sesta puntata di “Glob, l’Osceno del Villaggio”, il programma di Enrico Bertolino sui meccanismi della comunicazione, in onda stasera alle 23.45 su RaiTre. Ospite principale:  Paolo Villaggio, col quale Enrico parla nientemeno che della libertà di pensiero nella storia dell’umanità, ma anche del rapporto fra cattiveria e comicità.
In Blob una raccolta di sketch classici della comicità svelano i meccanismi evergreen della risata. Maurizio Nichetti analizzeràil mondo dei preadolescenti e della comunicazione che li guarda. Mostrerà anche il primo film di animazione erotico della storia, premiato al festival di Annecy nel 2002. Francesca Mazzalai, conduttrice su La7 di Atlantide, parlare invece dell’invasione di argomenti esoterici in tv,  sacro Graal, forme di vita aliene e così via...Per rimanere in tema, il consueto finale con letture incrociate vede uno scontro capitale per la civiltà occidentale tra Gennaro “Ringhio” Gattuso vs. Friederich Wilhelm Nietzsche. Giorgio Melazzi, attore e doppiatore, leggerà passi scelti da "Così parlò Zarathustra", Enrico Bertolino leggerà il "Codice Gattuso".

il Lato B/ "In banca sempre più gonnelle": credo non ci siano commenti da fare

In banca sempre più gonnelle....credo non ci siano commenti da fare. A me si paralizzano le dita sulla tastiera del computer. Questo è il livello dell'informazione sul lavoro e l'occupazione che ricevete cliccando qui , questo è il rispetto per le donne e per il loro ruolo nel mondo del lavoro. Da giornalista e da donna, con la mia gonnella, non posso che esclamare: "Grazie! W la differenza", come dicono i francesi. In tutti i sensi. 

JobFiction/ "Ma vai a zappare la terra!", in tempi di crisi alimentare potrebbe non essere una cattiva idea: diario di Slow Food on Festival a Bologna

Slow_food_on_film_bologna_2008_pe_2 di Marco Lombardi- “Ma vai a zappare la terra!”, si diceva qualche decennio fa – in pieno clima di boom/post boom economico – alle persone professionalmente e/o culturalmente out. Ora, a sentire il vulcanico fondatore di Slow Food, “Carlin” Petrini, le cose sembrerebbero essersi ribaltate. Nel senso che a quelli che stanno fuori dai tempi si dovrebbe dire “Ma vai a fare l’impiegato!”, visto che il futuro del mondo starebbe tutto all’interno dei mestieri collegati all’agricoltura.
Non solo perché, secondo Petrini, “… il ritorno a lavorare la terra , con la terra e per la terra è qualcosa di molto creativo e gratificante …”, ma anche perché “… sono quelle le vere professioni di domani … sempre a patto che il mondo si voglia salvare da una catastrofe ecologica prossima ventura”.
Tale bomba mediatica è stata lanciata in sede d’inaugurazione della prima edizione bolognese dello Slow Food on Festival, una fantastica manifestazione cinematografica che parla di cultura del cibo (“… cioè di politica …”, dice Petrini), alternando documentari e fiction a delle degustazioni organizzate da alcuni depositari della tradizione contadina/culinaria d’un tempo. Non a caso Slow Food sta portando avanti un progetto che in prospettiva catalogherà per immagini tutti i mestieri agricoli che sono in via d’estinzione,

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08/05/08

Il lato B/ Alla fine il Welfare va a Sacconi...meno male!

"Alla fine il Welfare va Sacconi", così titola il Sole24 Ore oggi. JobTalk, che, in quanto blog, ha licenza di usare un linguaggio più sbarazzino, completa i puntini  con un "meno male". "Chiama Sacconi", era il ritornello che in redazione immancabilmente risuonava nel periodo del precedente Governo Berlusconi, quando c'era da scrivere, commentare, costruire qualcosa di tecnico, documentato, approfondito non improvvisato su un tema di lavoro. Sacconi, sottosegretario del ministro Maroni che si (pre)occupava perlopiù di previdenza e  pensioni salvo poi mettere il suo nome sotto tutte le leggi, rispondeva puntualmente: disponibile e cortese, con il suo argomentare tecnico, documentato, approfondito, non improvvisato. Non sempre condivisibile magari, tutto da discutere certamente.  Appassionato è un aggettivo che mi piace e che mi sento di aggiungere al ritratto, lo è come è stato (ed è) appassionato il suo predecessore Damiano. Non a caso, entrambi i ministri sono degli insider del mondo del lavoro, avendolo praticato da sindacalisti prima della"seconda vita" politica. L'esperienza vissuta e i ricordi sedimentano.
Il toto-ministri ci aveva dato più di un brivido, a noi che scriviamo tutti i giorni e da tanti anni su questi temi, pensando al possibile futuro interlocutore. Il problema naturalmente non era e non è quello che il ministro pensa, ma piuttosto che l'occupante della poltrona abbia mai pensato qualcosa sul lavoro. E' andata più che bene, il ministro è competente, lo aspettiamo al varco.
Maria Laura Rodotà sul Corsera scrive che fare dell'ironia su di lui è difficile:  Repubblica dice che non perde mai la calma nei dibattiti più accesi, io non ne sono così certa...Reattivo lo è certamente, aperto alla nuova comunicazione anche: scrivere in mezz'ora l' intervento che una blogger agitata gli chiede con felpato ma pressante savoir faire due giorni prima delle elezioni mentre va in macchina all'ultimo comizio è stato un gesto apprezzato...vedo tra l'altro che il post è cliccatissimo di nuovo da ieri.  Approfitto della cortesia di Michele Tiraboschi che ha appena diffuso questo documento intitolato "Liberare il lavoro", che contiene i punti programmatici del neo-ministro. Download liberare_il_lavoro.pdf  e che sottopongo subito ai commenti.

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07/05/08

Il lato B/Il piede sinistro di Maradona e l'arte della manutenzione del talento

Managermancino E' incredibile come da tutti si possa imparare qualcosa di utile per la crescita personale e per il lavoro. Persino da Maradona. Quando il numero 10 argentino era bambino e giocava nei campetti periferici di Buenos Ayres, un osservatore che lo aveva visto gli consigliò di coltivare le doti straordinarie del suo piede sinistro, e quelle del destro solo se avanzava tempo.
Maradona ascoltò il consiglio. Se non lo avesse fatto, cioè se avesse seguito quella filosofia aziendale corrente che raccomanda di lavorare innanzitutto sulle proprie "aree migliorabili" non sarebbe Maradona. Non avrebbe nemmeno segnato il goal più bello che il calcio ricordi, si dice, all'Inghilterra nei mondiali dell' 86 in Messico: tiro in rete di sinistro dopo 11 tocchi consecutivi tutti con piede sinistro, stadio esultante, filmato consegnato definitivamente alla storia da YouTube.
Intorno alla parabola del "Manager mancino" ruota un bel saggio aziendale edito da Sperling&Kupfer nella stessa collana che pubblica il mitico "Chi ha spostato il mio formaggio", senza i cui insegnamenti questo blog non esisterebbe. L'autore del "Manager mancino" è Alessandro Chelo, teorico della corrente dello Humanistic management, genoano oltre che persona deliziosa con cui è bello chiacchierare. Se non fosse così, non sarebbe riuscito nel miracolo di convincere ben due milanisti (io e il direttore FdB che mi ha fatto l'assist, passandomi il volumetto) a scrivere del Pibe...Ha anche un blog, Alessandro, dove parla di leadership, aziende ecc, leggetelo. 
La morale del libro è che vale la pena inseguire l'eccellenza che è in ciascuno di noi, assecondarla e coltivarla, anzicchè consumarsi sui difetti e sul miglioramento delle capacità un po' così cosi. Il piede sinistro è il talento, che spesso è mancino, eccentrico e bizzarro, o viene dato per scontato. Le aziende farebbero meglio a cercarlo nelle persone invece di andare a caccia delle persone di talento, è la conclusione. Nella homepage di Job24 parliamo di questo, con interviste a Chelo e Marcello Lippi che distingue tra talenti e prime donne, naturalmente  il video del goal, più altre teorie manageriali sempre legate al calcio.
A me piace di più il pattinaggio artistico, prima o poi un Primo piano di management sul ghiaccio lo facciamo...         

Dr Job/Quando gli operatori di call center sono tutti lavoratori dipendenti

Torniamo sulla ormai famosa sentenza di Cassazione sul rapporto di subordinazione dei lavoratori di call center di Venezia. La illustra e la commenta il Dr.Job più cliccato, Temistocle Bussino (ma anche gli altri sono ormai assurti al rango di star dei motori di ricerca..)
di Temistocle Bussino. Parliamo ancora di lavoro precario e di falsi rapporti di natura autonoma. La Cassazione dà ragione ai ragazzi impiegati in un call center, i quali erano chiamati ad annotare il numero di telefonate fatte, a riportare l’esito raggiunto, a dover rispettare un orario di lavoro preciso, ad utilizzare apparecchi e locali dell’azienda. Tale attività era stata inquadrata come attività di natura autonoma. Tuttavia, la sentenza n. 9812 del 14 aprile 2008 ha confermato la decisione della Corte di Appello di Venezia ed ha  stabilito che il lavoro svolto da quindici impiegati di un call center, tra quelli indicati nel rapporto ispettivo dell’INPS, non può essere considerato certamente di natura autonoma ma al contrario di natura subordinata. La sentenza in esame è l’epilogo di una controversia originatasi da un  accertamento ispettivo presso un’impresa del settore pubblicitario.

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JobArt / Relativismi: un lavoro è come un matrimonio...

Apedra2 Apocalittici e imbranati

è il blog di Andrea Pedrazzini

05/05/08

Flessibili o precari?/ Ancora "Tutta la vita davanti", ma da un altro punto di vista

Tutta_la_vita_davanti_13_2  Il bello di JobTalk, me ne renderete atto, è che i co-blogger che ci scrivono rappresentano ed esprimono posizioni le più varie, e le difendono tutti con eguale passione. Giuliano Cazzola,  parlamentare del Pdl da due settimane ma assiduo contributore della prima ora, è andato  a vedere "Tutta una vita davanti" e si è parecchio arrabbiato, sembra di capire...Leggete il suo post e commentate, siamo qui (anche) per questo.
Io mi astengo per oggi non avendo visto il film, ma intendo riparare al più presto. Ho purtroppo ascoltato Marco Lombardi e ho visto Clooney/Zellweger: negativo! A parte i dialoghi di Reneè: che spasso, i secoli svoltano ma non cambia niente per le donne nei giornali...??? 
di Giuliano Cazzola. I precari d’Italia hanno il loro film: <Tutta la vita davanti> di Paolo Virzì. Vorrei però che i giovani riflettessero sui <messaggi> del film. Una ragazza siciliana, di nome Marta, si laurea a Roma discutendo una brillante (ed inutile)  tesi di filosofia con una commissione di vecchie cariatidi, più attente ai segnali della prostata che alle dissertazioni della studentessa. Il suo compagno è un matematico che in Italia sbarca il lunario facendo il dog sitter, mentre un’Università californiana gli offre un contratto da 50mila dollari l’anno (primo messaggio: i nostri giovani sono costretti ad andare all’estero, dove li coprono d’oro, perché da noi trovano solo dei lavoretti precari).

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04/05/08

GlobTalk / Colletti verdi : in California la New Green Econonomy va in controtendenza con la recessione e crea nuovi mestieri

Greenjobs_2Capito? In California si torna a parlare di Nuova economia: meno male che tra le parole "New" ed "Economy" adesso c'è l'aggettivo "green", che le rende meno sinistre. Verdi i nuovi mestieri legati all'ambiente e alla sostenibilità, niente a che fare con gli installatori di pannelli solari o il biologico freak(c'è persino ua figura aziendale). Verdi le speranze dei venture capitalist della Baia che stanno investendo dollari (verdi) cercando di intercettare la killer application. Bentornato su JobTalk a Gianluca Grechi, milanista in trasferta a San Francisco 
di Gianluca Grechi -  Negli Stati Uniti, secondo una recente indagine del periodico Money, nella classifica delle occupazioni piu’ sicure dei prossimo dieci anni troviamo la nuova figura dello “specialista ambientale”. E’ solo l’evidenza di un fenomeno assai piu’ esteso che sulla scia dell’attenzione ai consumi (sempre piu’ sentita dalle aziende americane con il prezzo dell’energia a livelli record) e all’ambiente ha visto la nascita e la diffusione di nuove professionalita’ in quella che viene ormai comunemente chamata la “New Green Economy”, la nuova economia verde. Proprio su questo settore si stanno concentrando le attenzioni sempre piu’ forti del venture capital californiano alla ricerca di quella che potrebbe essere domani la nuova Google o il nuovo Steve Jobs.

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03/05/08

JobFiction/ "Shell", lavorare chiusi in una conchiglia

Istanbul_2008_shell_1  Film: "Shell", di Uygar Asan
Presentato all'Istanbul Film Festival 2008
Valutazione: cinque badge [colpo di badge)]

5 badge La scala di valutazione di Jobtalk è in badge: 1 badge: "assenteista" - 2 badge: "part-time"- 3 badge "full-time" - 4 badge: "straordinari(o)" - 5 badge: "colpo di badge"
di Marco Lombardi. “Non stare lì, chiuso nel tuo guscio!”, è la frase che spesso abbiamo detto a quei colleghi che, invece di partecipare alle varie serate di cinema e pizza organizzate per rendere un po’ meno anonima e meccanica la vita d’azienda del giorno dopo, trovano sempre una scusa, oppure ci vengono senza però “starci” per davvero. D’accordo che varie volte questi incontri sono il teatrino della più assoluta finzione, talora persino ipocrita … ma non è sempre così, ed allora vale la pena di tentare, perché la posta in gioco è alta: non tanto l’allacciare dei rapporti d’interesse, se non – peggio – delle alleanze, bensì allargare lo spettro comunicativo professionale, così che il conoscersi (appena) anche a livello di vita privata può rendere più facile e piacevole il lavoro di tutti i giorni.
Ma che dire quando il lavoratore di turno non partecipa perché il suo job lo isola naturalmente dagli altri, magari acuendo la sua introversione di base? È quello che capita a Burhan, il protagonista di “Shell”, un bel film turco presentato al recente Istanbul Film Festival 2008.

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02/05/08

HRCenter/ Stasera a GlobTalk Bertolino, persone, personaggi e la mania di mettere i matrimoni su YouTube

Bertolinostudio2_3 Bertolino non fa il ponte. Non solo ha già scritto l' audiopost  di Job24 della prossima settimana, ma stasera sarà lì regolarmente in onda alle 23.45 su Raitre con “Glob, l’Osceno del Villaggio”. In questa quinta puntata ospiterà Neri Marcorè per esaminare il legame controverso che lega la persona al personaggio. La giornalista Tana de Zulueta analizzerà il trattamento che l’informazione televisiva (italiana) ha riservato al secondo V-Day di Beppe Grillo. Tommaso Labranca discute di biblioterapia, spiegando perchè i libri curano, ma che non sempre lo stesso libro faccia bene a tutti. Infine l'ultima moda del web: mettere online i fimati dellle feste di matrimonio, in particolare le danze. Vedremo le wedding dances più pazze del mondo, comprese quelle segnalatei dagli spettatori da casa sul sito dl programma. All’attore Renato Sarti toccherà il compito di leggere le Memorie di Adriano di Margaret Yourcenar mentre Enrico, per non essere da meno, leggerà le memorie di Costantino Vitagliano. Il confronto tra due Simone (DeBeauvoir e Ventura) della scorsa settimana è stato memorabile, come pure l'editoriale di Debora Villa, tanto che la battuta sul toto-ministre Winx l'ho ripresa  anch'io in un commento  sul tema...


bio Rosanna Santonocito

  • Rosanna Santonocito Rosanna Santonocito
    Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.
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