House Ad
House Ad
  • Agorà
  • Nóva100

Rosanna Santonocito

JOBtalk di Rosanna Santonocito

RSS Feed

27 gennaio 2012 - 11:18

JobCoach / Terapia di coppia per imprese: ma chi ha detto che non si sposa il proprio lavoro?

Dvd_undermineE sarebbe meglio di no. Questo è un tipico post da venerdì, direte. Ma il saggio Luigi, a margine, nota  che "spesso il non-detto produce grandi danni e potersi confrontare in campo neutro può davvero rappresentare un’opportunità" Questa è una considerazione che va bene tutti giorni della settimana, nei luoghi di  lavoro, però...
di Luigi Ballerini.- Ma chi ha detto che non si sposa il proprio lavoro? La nuova tendenza , per ora soprattutto anglosassone, di usare terapisti di coppia per risolvere i problemi di business sembra contraddire il vecchio assioma. Lo scopriamo dal Financial Times grazie a un bell’articolo dal titolo inequivocabile: Companies on the couch, aziende sul divano (del terapista, ovviamente…).
Al momento, l’attività di consulenza-terapia viene riservata alle coppie di soci che non vanno più d’accordo e che coi loro litigi mettono a rischio l’impresa. Non più solo affari di cuore quindi negli studi dei terapisti di coppia, ma affari e basta. Siamo oltre il coaching, navighiamo nell’oceano aperto di ciò che vuole essere chiamato a tutti gli effetti terapia e la cui prestazione è limitata a chi può legittimamente fregiarsi del titolo di terapista.
Nel momento in cui i partner di un business – possiamo pensare ai fondatori di un’azienda o ai soci di un’impresa – iniziano a  mostrare frizioni senza saperne riconoscere le reali ragioni, ecco arrivare in azienda il terapista con tutto il suo bagaglio di esperienza e di tecnica. Scopo del suo lavoro è per lo più fare da specchio, non dare ricette pronte per l’uso o soluzioni preconfezionate, ma aiutare le persone a definire insieme gli obiettivi comuni e a scoprire l’impatto dei propri comportamenti sugli altri con cui si condividono responsabilità e successi.
Chissà cosa accadrà da noi, se anche questa tendenza prenderà piede. Coppie in crisi al lavoro effettivamente se ne vedono tante, ma sono un po’ speciali, diverse da quelle che sembrano finire sul divano in UK. Penso qui soprattutto alle coppie padre-figlio delle tante aziende padronali sparse nel nostro paese: una transizione generazionale non sempre facile e liscia, complicata talora da pregiudizi e incomprensioni. Forse non sarà necessario un  terapista, ma comunque un terzo, esterno alla coppia, può certo aiutare; è il beneficio di avere qualcuno con cui confrontarsi, che permetta l’emergere di un conflitto che talora resta sotterraneo, che fa da rumore di fondo disturbando sia le scelte strategiche sia le decisioni del day-by-day compromettendo crescita e sviluppo. Spesso il non-detto produce grandi danni e potersi confrontare in campo neutro può davvero rappresentare un’opportunità. Ci sarà da noi chi la saprà cogliere, senza scetticismi e diffidenze?
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB 

 

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobCoach

facebook twitter ok notizie

Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro? Prendiamo in prestito (e lo distorciamo) il titolo di un bel libro di Raymond Carver. Lì i racconti parlavano d’amore. E il lavoro, proprio come l'amore, che ci sia o no, é un argomento che interessa tutti e su cui tutti hanno qualcosa da dire.

Ultimi Post

  • JobCoach / Terapia di coppia per imprese: ma chi ha detto che non si sposa il proprio lavoro?
  • JobArt/ A proposito di lobby (e di sfigati) ...la vignetta di Pat Carra per JobTalk
  • Il lato B / Contratti che evolvono con l'età: ma la ministra Fornero parlava un po' anche dei bancari?
  • JobArt / Articolo 18: la vignetta di Pedrazzini per JobTalk
  • Dirty Job / Star bene in ufficio: occhio ai colori. E che il nostro posto di lavoro (ci) parli di noi
  • Il lato B / Il lavoro dei sogni e il lavoro che c'è. E' finito il tempo delle passioni?
  • Domani a Unomattina si parla di lavoro, di giovani, di donne e di imprese
  • JobArt / Queste agenzie di rating! La vignetta di Pedrazzini per JobTalk

25 gennaio 2012 - 11:40

JobArt/ A proposito di lobby (e di sfigati) ...la vignetta di Pat Carra per JobTalk

Patlobby

...in fondo, essere lobby o essere sfigati è solo un punto di vista. O uno stato d 'animo...

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB 

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobArt

facebook twitter ok notizie

24 gennaio 2012 - 10:00

Il lato B / Contratti che evolvono con l'età: ma la ministra Fornero parlava un po' anche dei bancari?

Fotohome2"Serve un contratto che evolve con l'età piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per ogni età'".  In effetti suona un po' sibillina la frase, pronunciata ieri da Elsa Fornero illustrando alla parti sociali i punti base della riforma del lavoro che il Governo ha in mente. Si riferiva evidentemente alla teoria del ciclo di vita e della curva retributiva, enunciata dalla stessa ministra del Welfare qualche settimana fa nel pieno del dibattito sulle nuove pensioni. 
Oggi, nell'arco della vita di lavoro i salari vanno crescendo costantemente. Più è alta l'anzianità più è alto lo stipendio e in questo modo un lavoratore maturo (parliamo di over 50 ma la barriera si sta pericolosamente abbassando verso gli over 45 ) costa di più di un giovane alle aziende. Le quali (capita, soprattutto ora con la crisi)  considerano i senior, benchè ricchi di esperienza,  meno produttivi dei 20-30enni dalle competenze fresche e dalle giovanili energie, quindi cercano, se possono,  di tagliarli. Nel migliore dei casi lo fanno con incentivi , nel peggiore con i licenziamenti (anche quelli economici: che esistono in Italia, anche se Alesina e Giavazzi pensano di no).  Però gli interventi del governo in materia previdenziale prevedono che, con il sistema contributivo,  i lavoratori rimangano il più possibile al lavoro, in modo da garantirsi una pensione adeguata. «Dobbiamo correggere questo meccanismo e prevedere la possibilità di impiegare i lavoratori anziani senza espellerli dal ciclo produttivo»,  spiegava a quel punto la ministra. Come? Mettendo mano alla curva retributiva. Il che significa, per esempio, la possibilità di pensare non più  a un sistema di carriera analogico-lineare, ma  a un nuovo modello, chiamiamolo "ipertestuale", dove a età diverse corrispondono mansioni e responsabilità diverse e uno stipendio diverso, per dirla senza troppe perifrasi, ridotto. Anche inferiore rispetto a quello di un giovane, che oggi guadagna meno di un "anziano", entra nel mondo del lavoro tardi, ci mette molto a stabilizzarsi. ha in prospettiva una pensione piccola. 
C'è chi sostiene che Fornero pensi, per gli ultra 55enni  con esperienza (che è preziosa, ma che va dispersa con gli esodi incentivati e gli scaricamenti  più o meno negoziati, lasciando nelle aziende  buchi di competenze e di saperi ) a un affiancamento o shadowing o mentoring di massa, con gli "anziani" esperti messi a  presidiare la formazione e l'addestramento delle nuove leve e il  trasferimento delle conoscenze dell'azienda. Oppure a fare i consulenti interni. Magari scambiando il minor guadagno con maggior tempo libero. 
Il diritto del lavoro norma il diversity  management. Il worklifebalance si fa busta paga  e inquadramento. Per il nostro modo di intendere il lavoro e la curva della vita, non solo quella retributiva, sarebbe un cambiamento epocale,  e così pure per il meccanismo dei contratti come lo conosciamo oggi. Da discutere ce n'è in abbondanza. Di questi tempi, parlando di lavoro niente è facile, nè scontato. La cosa singolare, per esempio, è che basta andare indietro di pochi giorni nelle cronache per imbattersi in un altro passaggio, decisamente innovativo. Questo non solo pensato o teorizzato, ma già scritto, anzi sottoscritto con generale soddisfazione, sperimenta soluzioni di rottura con  il passato per favorire l'occupazione proprio all'interno della tradizionale  delle cornici, cioè un contratto nazionale. 
Il nuovo contratto dei bancari, categoria non solo numerosa (sono 340mila) ma  simbolica per il modo in cui in Italia si pensa al lavoro,  è già a suo modo, per dirla con la ministra,  "specifico secondo le età": in questo caso lo è riguardo ai giovani. E' già avviato sulla filosofia del contratto prevalente verso cui il Governo è orientato: assunzioni a tempo indeterminato senza purgatori atipici e con oneri fiscali agevolati per la banca che assume, periodo di apprendistato con stipendio temporaneamente ridotto del 18% per quattro anni, dopodichè scattano i livelli tabellari della categoria. L'accordo prevede anche la creazione di un fondo per l’ occupazione, a cui contribuiranno con il 4% del proprio stipendio gli alti dirigenti. Questa sorta di solidarietà generazionale,  una volta a regime, permetterà l’assunzione di circa 16.500 giovani nei prossimi 3 anni, con l’obiettivo di creare in cinque anni fino a 25 mila "posti in banca".  Distratti dall'aggettivazione sull'articolo 18 (totemico, disponibile..) si è un po' sottovalutato il portato di novità di questo accordo, che non sta solo nel numero degli ingressi, considerevoli peraltro in un momento così avaro di ottimismo, o nell'orario di sportello non stop fino a notte, ma nel modo in cui modula l'ingresso dei nuovi bancari e va a ripopolare di ventenni il mondo Officine formativedel credito.  
Le prossime tre-quattro settimane - il governo ha fissato tempi stretti - saranno dense, piene di proposte pochissimo scontate, pochissimo lineari. Abituiamoci alla complessità: c'è da scommettere che anche i lavori in corso nel cantiere della riforma avranno un andamento ipertestuale, proprio come la curva retributiva.
 A proposito di giovani e lavoro in banca: su Job24.it è online la storia di un esperimento interessante e abbastanza shocking come impatto visivo, lo sta conducendo il Gruppo Intesa con i progetti SuperFlash e Officine formative, ce la racconta Andrea Curiat.
  SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB 
 

 
 

        

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

23 gennaio 2012 - 11:32

JobArt / Articolo 18: la vignetta di Pedrazzini per JobTalk

Pedra18

Ormai l'articolo 18 entra in tutte le negoziazioni? Ma gli alimenti sì che sono un totem... 

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobArt

facebook twitter ok notizie

20 gennaio 2012 - 12:23

Dirty Job / Star bene in ufficio: occhio ai colori. E che il nostro posto di lavoro (ci) parli di noi

Postit.. una foto, di qualcuno che amiamo o di una bella vacanza, non serve perchè la vedano i colleghi. Serve a ricordarci che esiste la vita, scrive il saggio Ballerini nel suo post sulla psicologia ambientale ispirato dalla Harvard Business Review che questa settimana incrocia ancora una volta i temi di JobTalk. Di salute e felicità al lavoro parliamo anche su Job24.it con il test  U come ulcera: Rischi di ammalarti di stress? In ufficio, più sorrisi, meno gossip e con il secondo video della serie del life coach Roberto D'Incau  Cambiare vita, cambiare lavoro 2 - Farsi l'autoanalisi
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB 
 di Luigi Ballerini.- Via il rosso dai nostri uffici. Lo dice la psicologia ambientale, quella scienza che studia come le persone vivono nell’ambiente, e soprattutto gli effetti che quest’ultimo esercita su di loro. Sally Augustin, esperta della materia, nel suo blog su Harward Business Review 
si occupa in particolare di come l’ambiente lavorativo riesca ad influenzare il nostro stato psicofisico. Con lei scopriamo quali accorgimenti sono necessari per migliorare il nostro benessere. Alcuni risultano molto semplici da realizzare e richiedono solo qualche piccolo aggiustamento nelle nostre abitudini.
Ad esempio, proprio evitare il rosso intorno a noi. Secondo gli studi condotti all’Università di Rochester dal Prof. Andrew Elliott nel dipartimento di Psicologia e Scienze Sociali
l’uso del colore rosso andrebbe bandito dagli ambienti in cui si devono ottenere prestazioni e performance: esso si associa infatti al pericolo di fallimento. Viene addirittura ipotizzato che l’uso della penna rossa dei nostri insegnanti per indicare gli errori più gravi a scuola sia stato in grado di stabilire in noi un nesso permanente nell’associare l’idea di fallimento al colore stesso. Quindi via anche la graffettatrice dalla scrivania, se rossa.
Le piante, possibilmente con le foglie arrotondate e non a punta, sembrano invece farci star bene, in particolare sono capaci di far aumentare la nostra capacità di attenzione e concentrazione.
Anche la disposizione del mobilio conta: è importante soprattutto non dare le spalle a una zona di passaggio, per non sentirci vulnerabili. Ma a questo potevamo forse arrivarci anche da soli.
Un suggerimento particolarmente efficace è che il posto di lavoro parli di noi. Lo si può ottenere facilmente con qualcosa che riteniamo davvero nostro. Per personalizzarlo basta davvero poco, una piccola foto ad esempio può avere un valore grandissimo; sa raccontare agli altri chi siamo, cosa ci piace e ci interessa. Ma non solo, aggiungiamo noi. La foto, più che ai colleghi, in realtà serve a noi. Serve a ricordarci che esiste la vita.

Continua a leggere

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: DirtyJob

facebook twitter ok notizie

19 gennaio 2012 - 8:30

Il lato B / Il lavoro dei sogni e il lavoro che c'è. E' finito il tempo delle passioni?

Lo aveva detto Roberto Saviano a Zuccotti Park. Rivolgendosi ai ragazzi del movimento Occupy Wall Street  lo scorso novembre, li avvertiva : "Ora che non esistono più strade sicure, è tempo di scegliere quel che si vuol fare davvero".  Ma parlando di lavoro, non è detto che il futuro libero dalle certezze corrisponda al percorso che ci indicano le affinità e le passioni. Non più. Dimenticatevele, anzi, se volete trovare la felicità. Quella, almeno,  che può dare un posto o un mestiere soddisfacente.  "To find happiness forget about passion" è il titolo di post apparso su un blog  della Harvard Business Review  . Diretto e scioccante? Abbastanza. 
L'autore è Oliver Segovia, che ha anche scritto un saggio sull'argomento e fa l'imprenditore tra le Filippine e Singapore. I punti di vista più intriganti e meno banali ormai è facile che vengano dalle zone giovani del mondo, dove è ovvio - qui da noi accade raramente-  che ci si rivolga prima di tutto ai ventenni, come fa appunto questo post. Ai  giovani millennials Segovia dice: il mondo è cambiato. Per scegliere un lavoro i desideri e la ricerca di affermazione personale  nelle cose che piacciono non sono più una buona guida. E non portano da nessuna parte, se non a un probabile insuccesso. Oggi conviene concentrarsi piuttosto  sui problemi aperti, perchè è li che si trovano le opportunità maggiori e anche le gratificazioni professionali. Quindi non focalizzatevi su voi stessi,  allargate lo sguardo al mondo fuori e pensate che contributo potete dare.

Continua a leggere

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

18 gennaio 2012 - 19:57

Domani a Unomattina si parla di lavoro, di giovani, di donne e di imprese

Domani mattina (giovedì 19) sono in Rai a UnoMattina. Dalle 10 alle 11 si parla di lavoro che non c'e', di formazione, di giovani edi donne che si mettono in proprio raccontando le storie vere. Stay tuned!

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

 

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

18 gennaio 2012 - 10:50

JobArt / Queste agenzie di rating! La vignetta di Pedrazzini per JobTalk

Pedrarating 

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobArt

facebook twitter ok notizie

17 gennaio 2012 - 14:12

Il lato B / "Vada a bordo, c....!". Siamo solo chiacchiere e distintivo?

Fino a ieri pensavo che il peggior esempio di leadership italica documentata "live", cogliendo l'attimo con l'occhio elettronico di un telefonino implacabile, fosse il video del manager napoleonico di Telecom. Ve lo ricordate, alla convention? Non lo è. Purtroppo, ed è quanto mai il caso di dirlo viste le conseguenze sulle vite di tante persone (quante ancora non si sa, tra l'altro: le liste, dei passaeggeri e dei dipendenti, traballano...).  Da oggi c'è l'audio della incredibile telefonata tra la capitaneria di porto toscana e il comandante della Costa Concordia Schettino, che risponde balbettante e a tentoni, improvvisando fatti, immagini e persino numeri dal suo posto di comando: quello virtuale, a terra, lontano dalla nave, al sicuro e all'asciutto, e solo,  come il manovratore di un videogioco. 
Senza fare il processo sommario allo sciagurato - in tutti i sensi - capitano. Ma qui su JobTalk, dove si parla di lavoro, di competenze e si ragiona particolarmente volentieri anche di merito, è opportuno che ci chiediamo, e chiediamo: chi l'ha selezionato questo signore? Chi l'ha promosso ufficiale? E chi gli ha fatto fare carriera, fino ad affidargli una nave che trasportava oltre quattromila persone ? Quelle che, se in maggioranza sono arrivate  a terra salve, lo devono alla responsabilità degli altri ufficiali "ammutinati" e dell'equipaggio, come twittava ieri Stefano Menichini e oggi E , il mensile online di Emergency.
Nel giorno del  #vadaabordocazzo, per citare l'hashtag più popolare oggi su Twitter, persino chi fa il lavoro per cui è stato assunto, così come va fatto e senza dire "questo non mi compete"quando c'è un imprevisto, si ritrova, e spesso di malavoglia, come capita al comandante di Livorno De Falco o al commissario di bordo Giampedroni, a fare la parte dell'eroe.
Siamo un Paese "solo chiacchiere e distintivo" come diceva De Niro ? No, non e' cosi. I veri leader nelle aziende, nei luoghi dove si lavora, si progetta, si pensa, si studia, si cura  lo sappiamo che ci sono. Incagliati. Tenuti ben distanti dalla sala di comando.  Anche nelle aziende, a volte, mancano le liste con i nomi, perchè  nessuno ritiene importante farle.  
Dimenticavo: non molti lo sanno, però, passato qualche tempo, l'eroe telefonico di Waterloo è stato pure promosso. Scoraggiante? Sicuro. Ma come diceva sempre la scena madre degli "Intoccabili ": non bisogna smettere di combattere se l'incontro non è finito.

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

16 gennaio 2012 - 16:22

RealityJob/ Aziende 2012: manager tecnici o leader politici? Su Job24.it è online l'audiopost nuovo di Bertolino

Bertolino-aziende-2012-312-199 ...E' finito il tempo dei leader eroici ma poco concreti, accattivanti e preparati ma poco decisionisti, soprattutto se le decisioni da prendere li avrebbero resi impopolari davanti ai collaboratori ... ?...
Oppure semplicemente in questo momento specifico servono dei manager tecnici, ovvero capaci e competenti, ma soprattutto non attratti dal potere e dalle sue tentazioni, per cui meno influenzabili emotivamente e più determinati nell'operatività quotidiana?.... Se lo chiede  Enrico Bertolino, con l'ultimo audiopost online su Job24.it, per la serie Reality Job. Secondo me parla di azienda per riferirsi anche ad altro, ma è una impressione puramente personale. Fate voi.  
Il primo post del 2012 è pensato, scritto e letto solo per noi, come d'abitudine.  Enrico-bertolino-glob-spread-638x425Solo per noi.  Su Glob Spread, il nuovo programma di Enrico che va in onda dopo le 11 su Raitre (gran successo di ascolti per le prime due puntate  di martedì e mercoledì scorsi, pare),  il testo che sentite  e leggete qui, sul canale lavoro de Il Sole 24 Ore, non c'è...Lì invece c'è una imitazione di Passera, ministro di "voi italiani", che è davvero irresistibile.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: RealityJob

facebook twitter ok notizie

13 gennaio 2012 - 18:15

Il lato B / Sì ricollocare: i lavoratori in mobilità, ma anche riposizionare se stesse. Si parla delle agenzie per il lavoro

Dice Assolavoro, l' associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro (o ApL) che rappresenta gli operatori che producono i 90% del fatturato italiano, che, nel 2011, 46.637 lavoratori provenienti dalle liste di mobilità sono stati ricollocati dalle ApL  con lo strumento della somministrazione (l'antico interinale) , contro i 26.531 reimpiegati nel 2010. Cioè il  76% in più. Altro dato significativo: l'incremento maggiore riguarda i lavoratori con più di 44 anni di età, quelli più difficili da far rientrare in azienda: in un anno,  i reinserimenti andati a buon fine sono passati da 6.241 a 17.275 .
In totale fanno oltre  73mila lavoratori in mobilità ricollocati, esito di una sperimentazione avviata grazie a un provvedimento inserito nella Finanziaria del 2010, che ha semplificato l’impiego della somministrazione per il ricollocamento degli espulsi dai cicli produttivi causa crisi eliminando la clausola della causalità.  Oggi, infatti, l'utilizzo del lavoro in somministrazione temporaneo è consentito solo se esistono condizioni precise fissate  dalla legge  o dai contratti collettivi per quello continuativo, in staff leasing. Dei numeri così soddisfacenti dell'operazione mobilità quindi le Agenzie  si fanno forti per  chiedere l' eliminazione totale, in tutti i casi,  dell'obbligo per le aziende di indicare la causa che giustifica il ricorso  al lavoro in somministrazione.
In questi tempi di cambiamento, non sono pochi i soggetti del mercato del lavoro in cerca di ruolo. A cominciare dagli attori principali (il sindacato), per arrivare a quegli interpreti che da sempre sono confinati nelle parti secondarie, come i centri per l'impiego (ma d'ora in avanti chissà, potrebbero trovarsi sbalzati alla ribalta, e senza avere troppo tempo per le prove).  
Tra gli attori molto preoccupati dalle conseguenze, per ora ignote salvo spigolature di indiscrezioni , della riforma che il Governo- regista ha in mente, ci sono senz'altro le agenzie per il lavoro.

Continua a leggere

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Busta paga & Bonus e Benefit, Il lato B

facebook twitter ok notizie

9 gennaio 2012 - 13:41

Il lato B / Che cosa vi siete persi: deficienti emotivi, fondi alle aziende milanesi che fanno davvero il work life balance, quelli che cambiano vita..

Conciliazione-vita-lavoro-intervista-tajani-video--312x199A questo punto non manca più nessuno. Tutti rientrati al desk dopo la Befana,  può essere gradito un riepilogo di quello che è andato online su Job24.it mentre non c'eravamo o eravamo distratti dal clima festoso (si fa per dire) .
Procedendo a ritroso, lunedì 5 gennaio è venuta  a trovarci qui in redazione l'assessora (donna e giovane) al Lavoro del Comune di Milano Cristina Tajani  per spiegare una nuovissima iniziativa della municipalità: un bando che finanzia le aziende milanesi che si dotano di certificazione su progetti di conciliazione vita-lavoro, altrimenti detto work life balance, diretti ai lavoratori di entrambi i generi (ma come è noto, è sulle donne che queste azioni  di flessibilità buona e welfare aziendale impattano di più).
Abbiamo scelto apposta la vigilia di Natale per far partire la serie video "Cambiare vita, Roberto-D-Incau-169cambiare   lavoro" con le istruzioni dell'executive & life coach Roberto D'Incau. Non scelto per caso, Roberto, ma in quanto autore del best seller  di quello che ormai è un genere della saggistica lavoristica "Quasi quasi mi licenzio". "Perchè si vuole cambiare" è il tema della prima puntata.
L'altra serie video che non si è fermata  tra una festa  e l'altra su Job24.it  è il corso in pillole diretto ai giovani  sul Workbranding.  Lo tiene Laura Varvelli, che ha Varvelli-169"zippato" in poche puntate i fondamentali di un intervento formativo importante già sperimentato in ambiente bancario con i neoassunti, tecnicamente preparatissimi magari, ma digiuni di competenze "soft".  Un peccato di inesperienza che li rende, come dice  Laura  ma non è un insulto, "deficienti emotivi" . Ovvero "non bravi a reagire a quel che capita loro in ufficio in modo corretto e rispettando le sensibilità altrui".  Seconda puntata online sul concetto di empatia, che, apprendiamo,  è una specie di  TomTom delle emozioni. Che va programmato all'inizio, però. Poi va da solo.
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

  

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

5 gennaio 2012 - 11:50

JobCoach / ITSO, inability-to-switch-off: un nome nuovo per il vecchio stress (e il presenzialismo virtuale) da lavoro

PJ-AY787_bondsJ_G_20110110205751Nell'era dell'iperconnettività é questo il comportamento distintivo (e allarmante) del workaholico. Abbiamo smartphone e tablet che ci seguono dappertutto, allora conta poco stare parcheggiati in ufficio fino a notte. Ma davvero c'è ancora qualche sfigato/a fermo con la testa agli anni 80 che lo fa per compiacere il capo? Improbabile. A meno che non lo/la motivino le ragioni del cuore, come la grafica timida e single Laura Linney innamorata , però del collega, in Love Actually   (grazie a ClaraMartinezT per il suggerimento on Twitter). La prima ricerca del 2012,  era di LinkedIn, l'altro ieri diceva l'esatto contrario. Vedi e clicca l' infografica a destra. Meno ore con il capo d'ora in avanti, sul Blackberry o in carne ed ossa.  Secondo me è un buon segno per l'anno che comincia. Almeno uno...LinkedIn Infografica
A proposito di always on, 24Job su Twitter  ha superato anche i 4000 follower. Evviva!
 
di Luigi Ballerini - Volkswagen ha recentemente deciso che i server interni all'azienda smettano di reindirizzare il traffico dati - in particolare messaggi di posta elettronica - trenta minuti dopo la fine dell'orario lavorativo per riattivarsi trenta minuti prima dell'inizio della nuova giornata. Tale manovra che ha lo scopo di lasciare in pace un migliaio di dipendenti almeno nelle ore del relax serale ha certo una grande valenza, che va oltre la specifica situazione aziendale.
E’ segno che le aziende si stanno finalmente rendendo conto della pericolosità per i loro dipendenti di essere sempre connessi, vivere il lavoro in modalità 24/7 come si dice. Tanto che è stato coniato il termine di una nuova patologia: ITSO, inability-to-switch-off, una nuova entità nosologica figlia del vecchio stress lavorativo. No, non è uno scherzo: chi è affetto da ITSO non ce la fa proprio a staccare, neanche un attimino. Basta che la lucina rossa sul Blackberry inizia a lampeggiare o che lo smartphone emette il più tenero squittio che ogni conversazione, ogni atto, ogni pensiero viene immediatamente interrotto per verificare contenuto e mittente del messaggio appena arrivato.
Apprendiamo da un articolo sul New York Times  che l’azienda tedesca non è l’unica a muoversi in questo modo. Thierry Breton, il CEO di Atos (il gigante IT francese) dopo essersi accorto che i suoi ottantamila dipendenti ricevono in media cento email interne al giorno di cui solo il 15% ha senso, ha pensato di bandire completamente le email interne dal 2014: che telefonino o facciano una capatina nell’ufficio appena adiacente, piuttosto.
La Henkel, altra mega multinazionale, per queste festività ha dichiarato una “amnistia” per le email tra Natale e Capodanno, invitando a utilizzarle solo in caso di reale urgenza. 
Sempre per colpa della ITSO António Horta-Osório, il CEO Lloyds Bank che forse passerà alla storia come uno dei primi illustri contagiati dalla nuova patologia, tornerà al lavoro solo a metà Gennaio dopo un’assenza durata un paio di mesi. Secondo le sue dichiarazioni la decisione di un periodo di riposo maturò dopo cinque notti consecutive di insonnia, notti che immaginiamo passate attaccato a PC e telefono.
Pare che lo stress da iperconnettività non sia legato solamente a un sovraccarico di mail o messaggi difficile da smaltire, ma paradossalmente anche alla loro mancanza o anche solo alla loro riduzione. Una casella postale vuota, un minor flusso di richieste genera il sentimento di essere non-amato, non-voluto, portando a una bassa autostima e ultimamente a performance ridotte.
E’ sorprendente come decisioni quali quella di Volkswagen e Henkel dichiarino la nostra inabilità a staccare, tanto da necessitare una prescrizione esterna, un intervento dei vertici aziendali a tutelarci (ovviamente perché poi non si riduca troppo la nostra produttività…).
Il periodo di inizio anno è sempre ricco di buoni propositi, alcuni rimarranno tali, altri vedranno la loro realizzazione. Ecco, auguriamoci che il 2012 ci trovi capaci di distinguere il tempo del lavoro da quello degli affetti da nutrire, degli interessi da coltivare, delle passioni da far nascere e del riposo del pensiero e del corpo. Per la ITSO non esiste vaccino, dobbiamo pensarci noi a tenerla lontana. E prima che ci pensino gli HR manager.
 SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobCoach

facebook twitter ok notizie

3 gennaio 2012 - 17:13

Il lato B / Contratto unico, suggerimenti francesi, ma per tutte le età

In un articolo su Linkiesta  (ieri, quando il tema del giorno erano le mille varietà del contratto unico, oggi invece dominano tempistica e modalità degli incontri tra Governo e sindacati, con il curioso invito via Twitter della Cgil a non seguire il galateo di Sacconi, che da ministro  invitava tutti sì, ma a tavoli separati), Eleonora Voltolina, presidentessa della Repubblica degli stagisti  , sosteneva come, per proteggere l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani per la via degli stage e dei praticantati "ci vorrebbe una misura "alla francese" che assicurasse un rimborso spese minimo, per mettere fine alla vergogna degli stage gratuiti". Si fa riferimento  alla norma per cui, fin dal 2008,  a ogni stagista transalpino spetta, a partire dal quarto mese di tirocinio, una retribuzione mensile pari ad almeno un terzo del salario minimo garantito (lo SMIC). , cioè 417.09 euro al mese su una base di 35 ore settimanali. 
Però c'è un altro suggerimento francese di cui sarebbe saggio tenere conto. Soprattutto ora che ci si appresta a ridiscutere le norme di entrata nel mondo del lavoro, dopo aver allontanato l'uscita con la riforma delle pensioni e rimodulato il mix generazionale  della popolazione in azienda. Un futuro prossimo che vedrà i giovani che arrivano (preferibilmente per restare)  incrociarsi e convivere con i nuovi lavoratori di lunga durata, quelli che hanno già visto spostarsi in là (anche di parecchio)  l'età della pensione, e non sono poi così certi di arrivarci lavorando. E' la proposta Hollande, qui su JobTalk ne abbiamo già parlato. Il "contratto di generazione"  ideato dallo sfidante socialista di Sarkozy alle elezioni presidenziali di Francia  prevede che le imprese che assumono un giovane fino a 25 anni godano di sgravi fiscali per tre anni ma, contemporaneamente debbano conservare il posto - pure defiscalizzato - a un over 55 che farà da mentore al nuovo assunto , trasferendogli competenze e mestiere. 
E' un  ruolo di accompagnamento, questo mutuato dal programma hollandiano,  che si calerebbe senza ingombro sia nelle ipotesi di  contratto unico (ichiniano o vociano) di inserimento formativo (squadra Pd-Damiano) che  di contratto "prevalente" ( a cui pare pensi Fornero). Si adatterebbe persino all'apprendistato (tipologia che sopravviverebbe, ma non è detto ancora,  al disboscamento contrattuale) , caro all'ex ministro Sacconi, che riuscì a vararlo in estate appena prima della bufera delle manovre. Tanto  è vero che di qualcosa del genere , un "tutoraggio" degli apprendisti a cura degli ultra55enni, ultimamente  va in giro parlando anche lui.    
SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

2 gennaio 2012 - 11:21

JobComics/ Il 2012 è arrivato...con la vignetta di Andrea Pedrazzini

2012

...per i cambiamenti c'è tutto il tempo, e tutto il blog per raccontarli! Seguiteci anche nel 2012, ma anche sul canale lavoro Job24.it  e su 24Job on Twitter, dove siamo alla boa dei 4mila follower...)
Buon anno !  

 

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobComics

facebook twitter ok notizie

25 dicembre 2011 - 11:08

JobComics /.. almeno fino a domani!!! Buon Natale e buone feste (anche) da JobTalk

Feste... con la vignetta lieta di Andrea Pedrazzini!

 

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobComics

facebook twitter ok notizie

23 dicembre 2011 - 9:01

JobComics / Natale sì, ma con la manovra...la vignetta di Andrea Pedrazzini

Clima
 ..arriva prima?
 SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: JobComics

facebook twitter ok notizie

20 dicembre 2011 - 16:12

Il lato B / L'articolo 18, gli artigiani di Mestre e i lavoratori in una scatola

ForneroneroCamussorossoSpinta dall'urgenza di riempire con qualche numero la sceneggiatura della guerra delle dame Fornero-Camusso che, combattuta a colpi di virgolettati,  appassiona  ormai da tre giorni i giornali  e i siti, approfitto al balzo del calcolo da poco diffuso dalla Cgia di Mestre.
Con l'abituale gusto statistico controcorrente che li rende indigesti a certuni (non a me, anzi..), gli artigiani veneti confutano la tesi classica degli abolizionisti, secondo cui la più grande parte dei lavoratori italiani non è coperta dalla tutela dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.  
Lo fanno analizzando la sola categoria dei lavoratori dipendenti,  per scoprire che oltre il 65% degli occupati in Italia lavora nelle aziende con più di 15 dipendenti, cioè in  quelle a cui lo Statuto si applica.  
Includendo invece nel computo  i lavoratori autonomi, la situazione, chiaramente, si capovolge: gli addetti che lavorano nelle aziende con meno di 15 raggiungono il 54,3%, mentre quelli che sono occupati nelle imprese con più di 15 dipendenti non arrivano al 46% del totale.

STIMA DEGLI GLI OCCUPATI IN ITALIA

(anno  2009)

Dimensione

Imprese

           Totale occupati

(indipendenti +dipendenti)

Inc. % sul totale

 

 

 

≤ 15 dipendenti

9.549.434

54,53

>15 dipendenti

7.961.554

45,46

TOTALE

17.510.988

100

 

 STIMA DEI LAVORATORI DIPENDENTI OCCUPATI IN ITALIA

(anno 2009)

Dimensione

Imprese

Addetti

dipendenti

Inc. % degli addetti dipendenti sul totale dipendenti

 

 

 

≤ 15 dipendenti

4.108.086

34,52

>15 dipendenti

7.790.429

65,47

TOTALE

11.898.515

100

elaborazione Ufficio studi CGIA Mestre su fonti varie 

 Al di là dei numeri assoluti, che piaceranno o dispiaceranno da una parte o dall'altra delle due tifoserie (perchè il Governo è cambiato, ma ancora così parliamo delle cose del lavoro:  con le categorie  e il linguaggio dello sport in tv ) l'occhio laterale degli artigiani di Mestre fotografa la situazione da un differente punto di vista, però.  Il mercato  "a due velocità" teorizzato dai flexicuristi Ichino e Boeri ce lo mostra dall'alto,  come dentro una scatola a cui è volato il coperchio. E lì, fermi nello scatto, vediamo i lavoratori, quelli maggiormente garantiti e quelli non, insieme, come sono nella realtà di ogni giorno; a lavorare nello stesso posto, fianco a fianco in ufficio o in stabilimento, magari ricoprendo la stessa mansione, ma con contratti e coperture, diritti e destini diversi, nelle imprese grandi e in quelle piccole. Certamente è questo  il paradosso  vero da riformare.  Forse è di (e da) questa immagine - la scatola vista da dentro, piuttosto che chiusa da fuori -   che converrebbe cominciare a discutere.
  SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

Permalink Commenti (0) TrackBack (0)

Categorie: Il lato B

facebook twitter ok notizie

Wikio - Top dei blog - EconomiaJOBtalk
nei top blogs di Wikio

Categorie

  • BlogRoll
  • Busta paga & Bonus e Benefit
  • Capitalisti individuali?
  • Carriere all'estero
  • Cre-Attivi
  • Diari
  • DirtyJob
  • Donne & Potere
  • Donne&Lavoro
  • Dr Job
  • Flessibili o precari?/
  • Flexecurity/
  • Formazione
  • Formazione all'estero
  • Giochi
  • GlobTalk
  • HR center
  • Il lato B
  • Job Fiction&Film
  • Job40&50
  • JobArt
  • JobChina
  • JobCoach
  • JobComics
  • JobCompleanno!/
  • JOBDonne
  • JobFiction
  • JobGiochi
  • JobImpresa
  • JobLibrary
  • JobManagement
  • JobManga
  • JobMarathon
  • JobPa
  • JobsOnWeb
  • JobTech
  • JobTweet
  • Lavori in corso
  • Lo scalpo
  • Ma si può lavorare cosi?
  • Maratona d'amore e//é lavoro
  • Mille euro
  • MYJob24/ Le vostre storie_
  • RealityJob
  • Sei stato nominato!/
  • SudNord
  • Web/Tecnologia

Archivi

  • gennaio 2012
  • dicembre 2011
  • novembre 2011
  • ottobre 2011
  • settembre 2011
  • agosto 2011
  • luglio 2011
  • giugno 2011
  • maggio 2011
  • aprile 2011

Pagine

  • Che cosa ci faccio io qui
  • Perché il lato B

Link

Album Fotografici

  • Curiosando in un ufficio
    H-Farm
  • Il team
    Lombardiniventidue
  • Benvenuti in redazione
    Ma si può lavorare così?
  • Lo spazio relax
    « Bienvenue à Noir sur Blanc !»

I nostri blog